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Shock a Foggia: manifesti anti vaccino con bimbo morto in culla. N.d.R.

Shock a Foggia, bambino morto in culla nei manifesti 6×3 anti-vaccino: i medici vanno in Procura

Nei manifesti è raffigurato un neonato (schermato) su sfondo grigio-nero ed accanto la scritta/monito “Io sono uno dei bambini morti per SIDS (morte in culla) post-vaccino esavalente occultati dai dati ufficiali”

Foggia Today – 23 gennaio 2018

Giganteggia in vari punti della città e sta scatenando un vespaio di polemiche e moti di indignazione il 6×3 sulla libertà vaccinale comparso nella ultime ore a Foggia. Ordine dei Medici e Ordine dei Pediatri hanno già inviato un esposto in Procura per procurato allarme.

È raffigurato un neonato (schermato) su sfondo grigio-nero ed accanto la scritta/monito “Io sono uno dei bambini morti per SIDS (morte in culla) post-vaccino esavalente occultati dai dati ufficiali”. Firmato “cittadini di Foggia e provincia”, con il richiamo al gruppo Facebook Vaccini Puglia onlus per la libertà di scelta e corvelva.it, il coordinamento regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni, “presente dal 1993 al fianco dei genitori per la libertà di scelta in tema vaccinale” si legge sul sito.

È comparso in diversi punti della città. Le segnalazioni rimandano alla zona Questura, su via Ascoli di fronte all’Ipercoop nei pressi della rssa Il Sorriso;  ancora su viale Ofanto, angolo Corso Roma. Segnalazioni giungono anche dalla zona della Chiesa di Gesù e Maria, pieno centro.

“Immagino i bambini e le famiglie che oggi sono andati a vaccinarsi e hanno visto questa cosa terribile” osserva a Foggiatoday Maria Teresa Vaccaro, pediatra. “Per me – aggiunge – ci sono gli estremi per la denuncia anche al garante dei minori perché è un’immagine molto violenta, che tutti possono vedere per strada”. Gli ordini preannunciano una nota di protesta ufficiale, oltre all’esposto alla Procura della Repubblica di Foggia.


N.d.R.:

Premessa. Noi informatori Scientifici del farmaco (ISF) non abbiamo alcun interesse nella vendita dei vaccini, anzi abbiamo un forte risentimento nei confronti delle aziende che li producono avendo queste licenziato tutti gli ISF che erano incaricati dell’informazione scientifica proprio dei vaccini. Detto questo veniamo a commentare quanto avvenuto a Foggia.

Numerosi studi, sia americani che europei, hanno permesso di escludere la correlazione tra la somministrazione di vaccinazioni e la Sids (sindrome della morte in culla, o sudden infant death syndrome). Il sospetto che potesse esserci correlazione tra questi due eventi nasceva dal programma di vaccinazione cui sono esposti i neonati nei primi mesi di vita e il fatto che la Sids si manifesta, principalmente, proprio tra i neonati di età compresa tra 1 e 6 mesi.

Non è stata ancora definita con sicurezza una specifica causa medica in grado di spiegare la Sids ma ci sono invece una serie di comportamenti e di fattori di rischio che possono incidere significativamente sulla probabilità che la Sids si verifichi.
L’incidenza è un caso ogni 700/1000 bambini nati vivi.

Negli anni ’90 si diffonde la convinzione di una possibile associazione causale tra SIDS e vaccini. La supposta correlazione fra Sids e vaccino si rafforza con una sentenza del tribunale di Pesaro, sezione lavoro, quando nell’udienza del 1.7.2013 condanna il Ministero della Salute a indennizzare, ai sensi della L. 210/92, art. 2, la morte in culla (SIDS) di una bambina in seguito al presunto nesso causale con la somministrazione del vaccino (ESAVALENTE). La sentenza poi è stata ribaltata in appello.

Il fatto che una Sids si possa verificare a breve distanza dalla vaccinazione, precisa l’Aifa, “non implica alcun rapporto di causa effetto, non giustifica allarmismi sulla sicurezza dei vaccini e non deve inficiare in alcun modo la fiducia dei genitori nella copertura vaccinale dei propri figli”.
Negli anni scorsi numerosi studi hanno dimostrato che non esiste alcuna relazione causale tra l’esposizione ai vaccini e la Sids e che l’incidenza della Sids è la stessa sia in presenza che in assenza di vaccinazione.

E’ grazie ai vaccini che piaghe come il tifo, il vaiolo, la poliomielite, la tubercolosi, sembravano sconfitte per sempre. Oggi la situazione è molto diversa: scomparsa o sfumata la memoria di quelle terribili malattie, serpeggiano i pregiudizi, le paure, i falsi miti sui vaccini, complice la grancassa incontrollata e martellante del web

Quanti conoscono la storia della poliomielite in Italia, prima dell’inizio della vaccinazione di massa a partire dal 1964? Solo nel 1958, in Italia, furono notificati oltre ottomila casi; l’ultimo caso e’ stato notificato nel 1982. Quanti conoscono gli esiti di quella “paralisi infantile” che ha riguardato migliaia di bambini, deceduti o comunque paralizzati anche in modo gravissimo? Quanti sanno cosa sia un polmone d’acciaio? Ricordare il passato potrebbe aiutare a fare scelte ben ponderate nel presente e a non abbassare mai la soglia di guardia nei confronti delle malattie trasmissibili.

Esporre in un manifesto un bimbo morto in culla indicando nel vaccino la causa del decesso è colpire emotivamente la sensibilità della gente, un’opera di pornografia emotiva, un becero sciacallaggio di chi non ha argomenti razionali e documentali. Non è libertà mettere in pericolo la salute pubblica!

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ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI FOGGIA COMUNICATO STAMPA

 

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Foggia ed i Pediatri della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) – Sezione di Foggia,

CONDANNANO

l’affissione di manifesti NO VAX, in più punti della città, che con immagini violente e di cattivo gusto, diffondono messaggi fuorvianti e non supportati scientificamente.

In tal modo si neutralizza il lavoro capillare dei Medici e dei Pediatri di Famiglia che tanto si spendono per assicurare una corretta informazione sulla pratica vaccinale.

Il messaggio diffuso, facilmente visualizzabile anche dai minori, procura nella popolazione un allarme ingiustificato, scoraggiando un atto medico di indiscussa validità che ha salvato la vita a milioni di bambini.

Alla luce di quanto sopra si fa presente che l’Ordine dei Medici ha presentato Esposto alla Procura affinché vengano adottati gli opportuni adempimenti del caso.

OMCeO Foggia

Redazione Fedaisf

Promuovere la coesione e l’unione di tutti gli associati per consentire una visione univoca ed omogenea dei problemi professionali inerenti l’attività di informatori scientifici del farmaco.

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