{"id":10015,"date":"2006-06-24T00:00:51","date_gmt":"2006-06-23T22:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/dossier-farmindustria\/"},"modified":"2006-06-24T00:00:51","modified_gmt":"2006-06-23T22:00:51","slug":"dossier-farmindustria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/dossier-farmindustria\/","title":{"rendered":"Farm industry dossier"},"content":{"rendered":"<div><span class=\"Style_3\">Questo &#232; quanto emerge dal dossier presentato&nbsp;all&#8217;Assemblea di Farmindustria dove sono intervenute la ministra della Salute, Livia Turco, e la ministra delle Politiche comunitarie, Emma Bonino. <br \/>Riguardo ai prezzi dei farmaci, Farmindustria sottolinea per&#242; che, secondo un recente studio dell&#8217;Universit&#224; Bocconi, l&#8217;Italia avrebbe i prezzi anche pi&#249; bassi della Francia se si analizzano i soli farmaci rimborsati dal Ssn lanciati negli ultimi 15 anni. Secondo i dati del ministero dell&#8217;Economia, i prezzi dei medicinali rimborsabili sono diminuiti dal 2002 in media del 4% ogni anno, mentre quelli a prezzo libero sono cresciuti circa la met&#224; dell&#8217;inflazione (1,2% rispetto a 2,3%).<br \/>Nel suo intervento, Emma Bonino ha sottolineato al necessit&#224; di &#8220;razionalizzare la spesa, ma anche abbandonare la presenza eccessiva dello Stato nel mercato farmaceutico quale compratore e quindi regolatore della domanda, poich&#233; questo determina un controllo dei prezzi che &#232; inefficiente e, al tempo stesso, un aumento della spesa ospedaliera&#8221;. <br \/>La ministra della Salute Livia Turco ha quindi sottolineato come la politica farmaceutica abbia vissuto nel passato due fasi: la prima &#232; stata caratterizzata da una contrapposizione quasi ideologica tra domanda ed offerta, ovvero tra farmaco e mercato. Al farmaco veniva attribuito un valore esclusivo di bene della salute e al mercato una valutazione negativa di puro profitto; la seconda fase, invece, identificata con le politiche di ripiano, che si sono rese necessarie per riequilibrare il disavanzo tra spesa reale e spesa programmata.<br \/>&#8220;Entrambe le fasi &#8211; ha affermato Turco &#8211; hanno determinato risultati negativi e deludenti, perch&#233; &#232; venuto a mancare un progetto e una strategia complessivi, in cui il farmaco oltre che bene di salute fosse assunto come strumento per lo sviluppo della innovazione e degli investimenti in ricerca e sviluppo non solo per il comparto farmaceutico ma per il sistema Paese. Conseguentemente si &#232; venuta a creare una preoccupante marginalizzazione progressiva del settore farmaceutico italiano nel contesto europeo e nel confronto internazionale. &#200; mancato, tra l&#8217;altro, un piano organico di investimenti da parte delle Aziende farmaceutiche&#8221;. <br \/>Secondo la minsitra della Salute &#232; duqnue arrivato &#8220;il momento per puntare su una piattaforma complessiva, una vera e propria &#8216;nuova politica farmaceutica&#8217; da definire, implementare e gestire attraverso un tavolo istituzionale allargato alle diverse componenti del settore&#8221;.<br \/>L&#8217;ipotesi di fondo &#232; che il farmaco, pur in un contesto di spesa programmata, pu&#242; diventare elemento di sviluppo dell&#8217;intero sistema e uno degli strumenti di traino per il miglioramento della sanit&#224; e delle politiche di welfare.<br \/>&#8220;Il Governo &#8211; ha concluso Turco &#8211; &#232; pronto a fare la sua parte&#8221;, ma &#8220;qualsiasi Patto, per tradursi realmente in fatti e risultati concreti, deve essere non solo condiviso ma anche vissuto come una vera e propria assunzione di responsabilit&#224; da parte di tutti i contraenti&#8221;.<\/span> <\/p>\n<div class=\"Style_3\">da &#8220;il Bisturi&#8221;<\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo &#232; quanto emerge dal dossier presentato&nbsp;all&#8217;Assemblea di Farmindustria dove sono intervenute la ministra della Salute, Livia Turco, e la ministra delle Politiche comunitarie, Emma Bonino. 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