{"id":102,"date":"2014-05-09T17:27:11","date_gmt":"2014-05-09T15:27:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=102"},"modified":"2014-05-13T10:49:17","modified_gmt":"2014-05-13T08:49:17","slug":"farmaci-oncologici-troppo-cari-clerico-cipomo-industria-sia-alleata-dei-pazienti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/farmaci-oncologici-troppo-cari-clerico-cipomo-industria-sia-alleata-dei-pazienti\/","title":{"rendered":"Overpriced oncological drugs, Clerico (Cipomo): industry should be an ally of patients"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: medium;\">\u00abL\u2019industria farmaceutica deve diventare l\u2019alleata dei pazienti, mentre rischia di essere la \u201ccontroparte\u201d che esige un esoso e poco compreso balzello. La sopravvivenza dei malati oncologici continua ad aumentare grazie anche alla disponibilit\u00e0 di nuovi farmaci. Piccoli aumenti che si sommano, ma a costi che stanno diventando insostenibili per qualsiasi sistema sanitario\u00bb. \u00c8 l\u2019opinione del segretario Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo) Mario Alberto Clerico, che non \u00e8 stupito dalla denuncia dell\u2019Institute for healthcare informatics (Ims) secondo cui, negli Stati Uniti, molti pazienti devono rinunciare a curarsi. Il costo folle di alcuni farmaci oncologici &#8211; che per alcuni trattamenti ha raggiunto addirittura i 100.000 dollari a sessione \u2013 aveva gi\u00e0 scatenato lo scorso anno la protesta di oltre cento oncologi statunitensi che avevano puntato il dito contro la logica di profitto delle aziende farmaceutiche.<\/span><\/p>\n<p>\u00abL\u2019industria farmaceutica deve sostenere costi enormi per arrivare a produrre un farmaco efficace. \u2013 ammette Clerico &#8211; D\u2019altra parte, per\u00f2, la ricerca viene spesso pianificata secondo criteri di profitto e i risultati non necessariamente coincidono con i bisogni dei pazienti. A volte vengono immessi sul mercato farmaci ad altissimo costo che porteranno beneficio a pochissime persone e talvolta questo vantaggio \u00e8 dato da un aumento di sopravvivenza di pochi giorni. Possiamo permettercelo? E\u2019 giustificabile impegnare cifre enormi per piccoli vantaggi di poche persone?\u00bb<\/p>\n<p>Il segretario Cipomo rileva che da tempo i clinici e le associazione di pazienti chiedono di essere coinvolti da subito nella definizione di un progetto di ricerca e nella decisione sulla reale utilit\u00e0 di un nuovo farmaco. \u00abI pazienti hanno aspettative precise. Come diceva Rita Levi Montalcini, \u201cmeglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita\u201d. Questo permetterebbe di ridurre le spese di ricerca per farmaci poco utili (ai pazienti), per impegnare le risorse dove esiste maggior bisogno\u00bb.<\/p>\n<p><strong><i>Renato Torlaschi<\/i><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Friday, 09 May 2014 \u2013\u00a0<\/i>Doctor<b><span style=\"font-size: medium;\">33<\/span><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><b>Global anti-cancer spending at $91 billion in 2013<\/b><\/h1>\n<p><b><i>Prezzi in Ue sono 20-40% piu&#8217; bassi di quelli in Usa<\/i><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\">La spesa globale per farmaci contro il cancro ha raggiunto 91 miliardi dollari nel 2013, con una media annua che cresce al ritmo del 5,4% negli ultimi cinque anni rispetto a un +14,2% l&#8217;anno durante il 2003-08. Inoltre i prezzi per questi medicinali in Europa sono di circa il 20-40% pi\u00f9 bassi in Europa rispetto agli Stati Uniti, grazie all&#8217;effetto di meccanismi di sconto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\">E&#8217; quanto emerge da un rapporto dell&#8217;Ims Institute for Healthcare Informatics, pubblicato su &#8216;PharmaTimes&#8217;.Il recente rallentamento del tasso di crescita riflette, secondo gli esperti, gli effetti di un minor numero di terapie innovative per grandi gruppi di pazienti, cos\u00ec come la scadenza di alcuni brevetti. Tuttavia le terapie mirate hanno notevolmente \u00ec aumentato la quota di vendite in oncologia a livello mondiale, dall&#8217;11% di dieci anni fa al 46% dello scorso anno.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\">E il costo medio al mese per un farmaco oncologico di marca negli Stati Uniti \u00e8 ora di circa 10.000 dollari, contro una media di 5.000 dollari un decennio fa. Se poi i biologici rappresentano oggi meno della met\u00e0 del mercato oncologia, l&#8217;impatto dei biologici non originali (basati su una molecola originale non introdotta dal produttore in un mercato particolare) e dei biosimilari sta crescendo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\">Ma si prevede anche che l&#8217;impatto dei biosimilari nei Paesi occidentali sia limitato dall&#8217;arrivo di innovativi protetti da brevetto, che sostituiranno i &#8216;vecchi&#8217; prodotti a brevetto scaduto e soggetti alla concorrenza biosimilare.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Margherita Lopes \u2013 09 Maggio 2014 \u2013\u00a0<\/i>Pharma<i>Kronos<\/i><i><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>In Italia 1,6 euro pro capite per oppioidi antidolore<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\">Spesa italiana pro capite per farmaci oppioidi contro il dolore ancora molto al di sotto della media europea: alla fine del 2013 eravamo a 1,68 euro, contro gli oltre 4,5 del Vecchio Continente e le punte di quasi 10 euro che si raggiungono in Germania.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\">A fare il punto della situazione, richiamando l&#8217;indicatore principale segnalato dall&#8217;Oms per &#8216;misurare&#8217; il fenomeno, cio\u00e8 la spesa per ogni cittadino riservata a questi medicinali, considerato anche un segnale della qualit\u00e0 dei sistemi sanitari, \u00e8 stato Flavio Fusco, responsabile del Servizio Cure palliative della Asl 3 di Genova, intervenendo al &#8216;World Medicine Park&#8217; a Minorca.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\">&#8220;Nel nostro Paese &#8211; ha detto l&#8217;esperto &#8211; si fa ancora molta fatica a parlare di oppiacei come di farmaci che curano il dolore. E anche le campagne di comunicazione che sono state fatte non sono bastate a far passare il messaggio ai cittadini italiani&#8221;.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri;\">Il Belpaese \u00e8 ancora &#8220;un fortissimo consumatore di antinfiammatori Fans, che per\u00f2 sono alla base del 23% dei ricoveri ospedalieri per reazioni avverse nell&#8217;anziano. E al Sud questo consumo \u00e8 addirittura anche tre volte superiore rispetto al Nord.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Barbara Di Chiara \u2013 09 Maggio 2014 \u2013\u00a0<\/i>Pharma<i>Kronos<\/i><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019industria farmaceutica deve diventare l\u2019alleata dei pazienti, mentre rischia di essere la \u201ccontroparte\u201d che esige un esoso e poco compreso balzello. La sopravvivenza dei malati oncologici continua ad aumentare grazie anche alla disponibilit\u00e0 di nuovi farmaci. 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