{"id":10332,"date":"2006-09-24T00:00:36","date_gmt":"2006-09-23T22:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/sanita-gratis-per-mezza-italia\/"},"modified":"2006-09-24T00:00:36","modified_gmt":"2006-09-23T22:00:36","slug":"sanita-gratis-per-mezza-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/sanita-gratis-per-mezza-italia\/","title":{"rendered":"Free healthcare for half of Italy."},"content":{"rendered":"<div class=\"Style_3\" align=\"justify\"><img decoding=\"async\" height=\"126\" alt=\"\" src=\"images\/clip_image001.jpg\" width=\"154\" align=\"left\" border=\"0\">I cittadini-Asl che non pagano il ticket per visite specialistiche e analisi sono 23 milioni, questo 40% di italiani consuma almeno il 75% della spesa sanitaria pubblica. Per l&#8217;accaparramento dei farmaci gli esenti sono circa 34 milioni, cio&#232; il 60% degli assistiti. Lo rivela un giornale che i &#8220;conti li sa fare&#8221;: sotto Il Sole in 24 ORE.<br \/>Il ticket pro capite pi&#249; basso si paga in Campania: 4,97 euro rispetto ad una media nazionale di 17,26 euro e al massimo di 31 a Bolzano e Valle d&#8217;Aosta. E&#8217; evidente che siamo sulla &#8220;quantit&#224;&#8221; e non sulla &#8220;qualit&#224;&#8221; dell&#8217;assistenza. Strada sbagliata.<br \/>Lo spreco nelle regioni del Sud, sul podio prima la Campania, non &#232; questione di piccola o media o grande povert&#224;, che pure ha importanza sociale, ma di fallimentare organizzazione sanitaria. Ecco una prova significativa e che racchiude tutto il malessere della situazione: paziente scivola dalla barella, plof sul pavimento, sala operatoria, rianimazione, decesso.<br \/>E&#8217; vero che nel Meridione l&#8217;apparato sanitario &#232; sotto tiro, in Calabria sono stati scoperti giorni fa 400mila assistiti fantasmi. Ed ha ragione chi afferma &#8220;che al Sud il rischio-valanga da esenti &#232; tutt&#8217;altro che un&#8217;ipotesi&#8221;.<br \/>Ma il reale problema non &#232; scoprire un pozzo delle meraviglie una volta ogni paio di anni ma esercitare il continuo controllo. In certe regioni i controlli si fanno, ma non basta perch&#233; spesso occorre controllare i controllori, a qualsiasi gruppo politico appartengano.<br \/>Anche l&#8217;apparato medico ha importanza, i &#8220;camici bianchi&#8221; non dovrebbero farsi veicolare dalla cattiva politica. A Napoli si &#232; avuto un esempio clamoroso, l&#8217;ormai famoso onorevole che &#8220;componeva&#8221; piante organiche sul filo del telefono inveendo e minacciando, a nome del suo partito, un dirigente d&#8217;azienda che non voleva cambiare un primario che &#8211; avendo tutti i titoli di legge &#8211; era gi&#224; stato nominato.<br \/>Per un diverso, necessario e tanto auspicato ruolo del medico va registrata la &#8220;buona intenzione&#8221; del ministro della Salute in risposta ad una lettera, firmata da professionisti della medicina. Lettera formulata sull&#8217;onda del &#8220;caso Tognetti&#8221;, l&#8217;oncologo del Regina Elena, riconfermato nella carica di direttore scientifico due giorni prima dell&#8217;arrivo di Livia Turco al Ministero della Salute e per questa mancata sensibilit&#224; allontanato e poi fatto rientrare all&#8217;Istituto romano.<br \/>A pace fatta, il ministro afferma: &#8220;Io voglio separare la politica dalla gestione sanitaria, per questo ho proposto il nuovo criterio che prevede un bando, cio&#232; una commissione presieduta da personalit&#224; scientifiche e poi sar&#224; il ministro che sceglier&#224; entro una rosa di tre nomi&#8221;.<br \/>Non &#232; la panacea ma &#232; una partenza verso il rispetto per una categoria professionale che spesso si lascia trascinare dai cosiddetti &#8220;amministrativi della sanit&#224;&#8221; nominati dai politicanti da strapazzo.<br \/>Il medico deve &#8220;fare il medico&#8221; non il manager del suo reparto o del suo dipartimento. <\/div>\n<div class=\"Style_3\" align=\"justify\">di Mario Caruso <br \/>www.napoli.com<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I cittadini-Asl che non pagano il ticket per visite specialistiche e analisi sono 23 milioni, questo 40% di italiani consuma almeno il 75% della spesa sanitaria pubblica. 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