{"id":10563,"date":"2007-01-09T00:11:02","date_gmt":"2007-01-08T23:11:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/la-salute-non-e-abbastanza-tutelata\/"},"modified":"2007-01-09T00:11:02","modified_gmt":"2007-01-08T23:11:02","slug":"la-salute-non-e-abbastanza-tutelata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/la-salute-non-e-abbastanza-tutelata\/","title":{"rendered":"Health is not protected enough."},"content":{"rendered":"<div class=\"Style_3\" align=\"justify\">Perch&#233; un farmaco arrivi sul mercato e inizi a essere usato sui pazienti deve avere l&#8217;approvazione di un&#8217;autorit&#224; sanitaria di controllo. Nel caso dell&#8217;Europa, l&#8217;agenzia &#232; l&#8217;Emea (European agency for the evaluation of medical products), l&#8217;equivalente dell&#8217;americana Food and drug administration. Silvio Garattini (foto), direttore dell&#8217;Istituto Mario Negri di Milano, che per sette anni, fino al 2004, ha fatto parte del comitato per l&#8217;approvazione dei farmaci dell&#8217;Emea, da tempo critica il funzionamento dell&#8217;agenzia e ne mette in dubbio la capacit&#224; di garantire al meglio la salute dei cittadini.<br \/><span class=\"Style_6\">Qual &#232; il problema principale dell&#8217;Emea?<br \/><\/span>Anzitutto il fatto che dipende dalla direzione generale dell&#8217;industria dell&#8217;Unione Europea, al contrario di ci&#242; che succede in tutti gli altri paesi. Sarebbe naturale aspettarsi che fosse una competenza della direzione della Sanit&#224;. Questo significa che l&#8217;Europa vede i farmaci pi&#249; come oggetti di consumo che come strumenti di salute.<br \/><span class=\"Style_6\">Da chi &#232; finanziata l&#8217;Emea?<br \/><\/span>Il 70 per cento dei finanziamenti viene dall&#8217;industria farmaceutica. Ovvio che le industrie debbano pagare per il lavoro che l&#8217;Emea svolge sui prodotti, ma ci dovrebbero essere anche finanziamenti pubblici. Il bilancio dell&#8217;Emea finisce per dipendere dal numero dei prodotti che ogni anno vengono approvati, quindi c&#8217;&#232; una pressione che va a detrimento dell&#8217;obiettivit&#224;.<br \/><span class=\"Style_6\">Che cosa viene valutato di un farmaco?<br \/><\/span>La sua qualit&#224;, l&#8217;efficacia, la sicurezza. Non &#232; per&#242; obbligatorio fare confronti con altri farmaci e dimostrare che l&#8217;ultimo arrivato &#232; il migliore. Basta dimostrare che non &#232; inferiore. I dispositivi medici devono solo dimostrare di essere sicuri, senza che venga richiesto di verificarne l&#8217;efficacia. Non sempre il nuovo &#232; migliore del vecchio. Sono organismi regolatori diversi dall&#8217;Emea quelli che all&#8217;interno della Ue si occupano dei dispositivi medici. Il marchio Ce deve garantire solo la sicurezza.<br \/><span class=\"Style_6\">Altri problemi?<br \/><\/span>La segretezza. Tutte le attivit&#224; dell&#8217;Emea sono coperte da segreto. Non si sa neppure quali siano i risultati degli studi cui i pazienti hanno partecipato. E poi il fatto che un unico comitato decide sull&#8217;immissione di un farmaco sul mercato e sul suo eventuale ritiro, se ci sono problemi. Difficile, anche da un punto di vista psicologico, che un gruppo di esperti arrivi a smentire se stesso. Ci vorrebbero due organismi, uno che approva e un altro che segue il farmaco per il suo periodo di vita. Negli Usa c&#8217;&#232; una discussione a livello legislativo per affrontare il problema.<\/div>\n<div class=\"Style_3\" align=\"justify\">From \u201cwww.panorama.it\u201d<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch&#233; un farmaco arrivi sul mercato e inizi a essere usato sui pazienti deve avere l&#8217;approvazione di un&#8217;autorit&#224; sanitaria di controllo. Nel caso dell&#8217;Europa, l&#8217;agenzia &#232; l&#8217;Emea (European agency for the evaluation of medical products), l&#8217;equivalente dell&#8217;americana Food and drug administration. 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