{"id":10618,"date":"2007-02-03T00:27:46","date_gmt":"2007-02-02T23:27:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/etici-piu-etici\/"},"modified":"2007-02-03T00:27:46","modified_gmt":"2007-02-02T23:27:46","slug":"etici-piu-etici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/etici-piu-etici\/","title":{"rendered":"More ethical ethics."},"content":{"rendered":"<div class=\"Style_3\" align=\"justify\">Finanza etica, commercio etico e, quindi, farmaco etico, non perch&#233; soggetto a prescrizione ma perch&#233; pi&#249; rispettoso dei bisogni della collettivit&#224;, a cominciare da un prezzo ridotto. Questo il senso del tema dibattuto recentemente all&#8217;Imperial College di Londra, dove un gruppo di scienziati ha presentato una sua ricetta per ottenere nuovi farmaci a basso prezzo. Il segreto sta nell&#8217;alterare leggermente la struttura di una molecola brevettata, quel tanto che basta per aggirare il brevetto e quindi poter vendere il nuovo farmaco al pi&#249; basso prezzo possibile. In realt&#224; non &#232; solo una dichiarazione astratta: all&#8217;Imperial College stanno gi&#224; lavorando al tweaking (termine che si potrebbe tradurre con elaborazione) di un farmaco usato per l&#8217;epatite C cronica. Scelta abbastanza emblematica, sia per la prevalenza a livello mondiale (circa 171 milioni di persone) sia per l&#8217;alto costo dei medicinali attualmente impiegati. Ovviamente mettere a punto l&#8217;elaborazione non basta, e gli autori della proposta prospettano, per tagliare i costi di sviluppo e produzione, di affidarsi a una societ&#224; biotech indiana. In questo modo, sostengono, si scenderebbe dagli usuali 800 milioni di dollari a due milioni soltanto.<br \/>La proposta del gruppo britannico, al di l&#224; delle finalit&#224;, appunto, etiche, ha suscitato alcuni commenti negative anche sul piano tecnico-economico. Tra questi, un articolo di Medical Progress Today, a firma di Philip Stevens, e conomista e direttore del settore salute dell&#8217; International Policy Network. Secondo Stevens, la strategia si basa principalmente sull&#8217;assunzione che condurre i trial e avviare la produzione in India comporti costi minimi; un assunto, per la verit&#224;, corroborato dal fatto che anche molte grandi case stanno delocalizzando in quelle areee. Tuttavia, un&#8217;indagine della Rabo India Finance, le case statunitensi che operano nel subcontinente riducono il costo standard di un triala (valutato qui in 16 milioni di dollari) del 60%. Anche assumendo queste grandezze, nota Stevens, si tratta pur sempre di 60 milioni di dollari, cifra lontana da quella indicate all&#8217;Imperial College. Ma anche ottenuto il farmaco copia a costi di realizzo, si tratta di ottenere registrazioni e AIC nei diversi paesi, altra questione non propriamente pacifica. Qui la critica economica entra anche nel centro della ragion d&#8217;essere dei farmaci etici etici, la diffusione nei paesi in via di sviluppo. Secondo Stevens le autorit&#224; regolatorie di queste nazioni sono assai pi&#249; cavillose di quelle dei paesi occidentali: il Medicines Control Council sudafricano, per esempio, richiede in media 39 mesi per autorizzare un farmaco anche se questo ha gi&#224; passato il vaglio dell&#8217;FDA.<\/div>\n<div class=\"Style_3\" align=\"justify\">Fin qui le fasi preliminari, poi si tratta di passare alla produzione di massa, e gli stabilimenti che soddisfanono alle GMP non sono economici, nemmeno se finanziati dallo stato, poi c&#8217;&#232; la distribuzione e poi il marketing, visto che, piaccia o meno, bisogner&#224; pure far conoscere l&#8217;esistenza del farmaco a basso prezzo. Secondo Stevens, tutto questo non pu&#242; costare due milioni di dollari. Un altro aspetto fondamentale &#232; il fattore tempo. Lo sviluppo di un nuovo farmaco richiede da 8 a 13 anni, tra il momento del laboratorio e quello dello scaffale della farmacia, mentre la durata della copertura del brevetto ormai si aggira in media sui 7-8 anni. Il rischio &#232; che all&#8217;arrivo dell&#8217;etico &#8220;elaborato&#8221; sul mercato, il farmaco capostipite sia gi&#224; un generico, con conseguente caduta del prezzo.<br \/>Infine, un&#8217;osservazione in puro stile &#8220;spiriti animali del mercato&#8221;: se gi&#224; le grandi case investono poco nella ricerca mirata alle malattie dei paesi poveri, nel momento in cui a ogni nuovo farmaco si contrapponesse quello etico, la ricerca gi&#224; scarsa potrebbe azzerarsi, a favore delle pi&#249; redditizie malat<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finanza etica, commercio etico e, quindi, farmaco etico, non perch&#233; soggetto a prescrizione ma perch&#233; pi&#249; rispettoso dei bisogni della collettivit&#224;, a cominciare da un prezzo ridotto. 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