{"id":10648,"date":"2007-02-11T11:58:48","date_gmt":"2007-02-11T10:58:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/lindustria-vuole-tornare-a-crescere\/"},"modified":"2007-02-11T11:58:48","modified_gmt":"2007-02-11T10:58:48","slug":"lindustria-vuole-tornare-a-crescere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/lindustria-vuole-tornare-a-crescere\/","title":{"rendered":"The industry wants to grow again."},"content":{"rendered":"<div class=\"Style_3\" align=\"justify\">Le misure finora adottate dal Governo e dall&#8217;Aifa penalizzano il comparto industriale italian i tagli dei prezzi dei farmaci sul nostro mercato sono ormai ben al di sotto del 30% rispetto alla media europea. E le possibili &#8220;forzature&#8221; legislative da parte delle Regioni &#8211; all&#8217;affannosa ricerca di strumenti per contrastare la crescita della spesa sanitaria di cui la farmaceutica rappresenta ancora una parte marginale &#8211;&nbsp; finiranno con lo scaricare sulle aziende farmaceutiche la loro partecipazione al ripiano degli sfondamenti di spesa. Sono questi i nodi che vanno sciolti al pi&#249; presto per impedire che l&#8217;Italia finisca con l&#8217;essere solo un mercato per le aziende del farmaco e favorire invece un rilancio degli investimenti in ricerca e sviluppo, secondo quanto deciso nell&#8217;ambito dell&#8217;Assemblea straordinaria della Farmindustria, tenutasi a Roma il 7 febbraio. Lo ha ribadito il presidente degli industriali del farmaco Sergio Domp&#233;, nella nota nella quale ha illustrato le proposte&nbsp; le richieste del settore. Che prendono le mosse da una gestione &#8220;nuova e condivisa della Sanit&#224;&#8221;, in un contesto caratterizzato da un servizio sanitario unico, uniforme sul territorio e non differenziato da Regione a Regione. Per realizzare questo obiettivo &#232; indispensabile dar vita&nbsp; al &#8220;Tavolo per una nuova politica del farmaco&#8221;, da tempo annunciato, riunendovi intorno Governo, Regioni, Aifa, Confindustria e Farmindustria per disegnare un futuro pi&#249; roseo per il comparto industriale. Che sta attraversando una contingenza nient&#8217;affatto rosea: nonostante i buoni risultati dell&#8217;esercizio 2006 per molte grandi aziende si cominciano ad avvertire segnali di crisi. Un chiaro esempio &#232; la situazione della Pfizer che pur registrando nel 2006 buoni risultati commerciali ha comunque annunciato un esubero di 10.000 posti di lavoro e la chiusura di alcuni impianti nelle sue varie filiali. E in Italia, a causa delle misure e dei tagli imposti dalla Finanziaria 2007 ci sono gi&#224; stati 1500 licenziamenti, ha sottolineato a suo tempo Domp&#233;. Ai quali potrebbero aggiungersi i 5000&nbsp; posti di lavoro nel settore congressistico messi a repentaglio dal blocco degli eventi medico-scientifici deciso dalla Giunta della Farmindustria. La sanit&#224; deve saper &#8220;volgere lo sguardo al &#8220;pubblico nel pubblico&#8221; e non penalizzare sempre le imprese&#8221; ha affermato Domp&#233;: occorre quindi &#8220;fissare obiettivi di efficienza alle strutture sanitarie locali e prevedere forme di compartecipazione dei cittadini che, pur salvaguardando le fasce deboli della popolazione, riducano sprechi e fenomeni consumistici&#8221;. Tutti elementi da far confluire in un &#8220;Patto di stabilit&#224;&#8221; che consenta una politica del farmaco &#8220;coerente e univoca&#8221; e favorisca lo sviluppo &#8220;riaffermando il valore strategico del settore per l&#8217;innovazione e la ricerca&#8221;, fissando un tetto di spesa &#8220;adeguato e coerente con i trend demografici della nazione&#8221;.<br \/>Non mancano le reazioni all&#8217;allarme lanciato dagli industriali. Tra queste quelle della Federazione degli Ordini dei farmacisti. &#8220;Il settore del farmaco&#8221; afferma Andrea Mandelli, vice presidente federale &#8220;finora non ha conosciuto problemi di disoccupazione. Non possiamo per&#242; trascurare i segnali che giungono dall&#8217;industria, ai quali va prestata la massima attenzione: Sono molti i farmacisti che vi operano e questa difficile situazione mette a rischio anche i loro posti di lavoro. Va quindi apprezzata&#8221; conclude Mandelli &#8220;la volont&#224; dei vertici di Farmindustria di seguire la strada del dialogo e del confronto. Soprattutto se questa sapr&#224; condurre a un concreto rilancio di un settore determinante per la nostra economia italiana e contribuir&#224; a difendere i livelli occupazionali dei professionisti che vi lavorano&#8221;. <\/div>\n<div class=\"Style_3\" align=\"justify\">Siamo d&#8217;accordo nel ritenere non pi&#249; rimandabile una chiara definizione di molti aspetti della politica del farmac<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le misure finora adottate dal Governo e dall&#8217;Aifa penalizzano il comparto industriale italian i tagli dei prezzi dei farmaci sul nostro mercato sono ormai ben al di sotto del 30% rispetto alla media europea. 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