{"id":10690,"date":"2007-03-04T07:39:00","date_gmt":"2007-03-04T06:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/ancora-sui-ppi\/"},"modified":"2007-03-04T07:39:00","modified_gmt":"2007-03-04T06:39:00","slug":"ancora-sui-ppi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/ancora-sui-ppi\/","title":{"rendered":"More about PPI"},"content":{"rendered":"<div class=\"Style_3\">\n<p><span class=\"Style_6\">Lazio: Fimmg e Farmindustria si dividono su prezzi di riferimento<\/span> <br \/> &quot;Finalmente un&#8217;iniziativa che dimostra come si possa governare la spesa farmaceutica senza mettere le mani in tasca ai cittadini&quot;. La Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) del Lazio commenta positivamente il provvedimento, varato ieri dalla Regione, che prevede l&#8217;applicazione di un prezzo di riferimento per i farmaci gastroprotettori. La delibera, che ha evitato il ricorso al ticket sui medicinali, porter&agrave; a un risparmio sulla spesa farmaceutica nel Lazio di circa 50 milioni di euro. &quot;Questo provvedimento &#8211; sottolinea la Fimmg Lazio &#8211; &egrave; un&#8217;opportunit&agrave; per le aziende serie che fanno ricerca e un reale impulso per la medicina dell&#8217;evidenza che cosi passa dalle parole ai fatti&quot;. Immediata la risposta di Farmindustria, di parere diametralmente opposto. &quot;Lascia estremamente sorpresi che la Fimmg Lazio consideri il provvedimento della Regione, che ha introdotto il prezzo di riferimento per i farmaci gastroprotettori, un&#8217;opportunit&agrave; per le aziende serie che fanno ricerca&quot;, sottolinea Farmindustria, che aggiunge: &quot;La Fimmg Lazio dimentica che con le diverse manovre in atto la Regione, forzando la lettura della Finanziaria, addebita al settore farmaceutico anche il 40% di sfondamento di propria competenza. Cos&igrave; le imprese si trovano nella situazione paradossale di pagare due volte: la prima quando saldano la quota del 60% di loro competenza e la seconda quando sono caricate di quella della Regione. In questa maniera risulta particolarmente difficile fare ricerca soprattutto se si considera che quest&#8217;attivit&agrave; richiede investimenti che vanno da un minimo di qualche decina di milioni di euro fino, in alcuni casi, a un miliardo di euro&quot;.<\/p>\n<p>Per l&#8217;associazione degli industriali del farmaco, &quot;su questo argomento &egrave; peraltro intervenuta sia l&#8217;Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sia la stessa Fimmg che in diverse occasioni hanno espresso grande preoccupazione: l&#8217;Aifa per il rischio di forte differenziazione dell&#8217;assistenza farmaceutica da Regione a Regione, che l&#8217;applicazione del sistema pu&ograve; determinare con ventuno diversi Prontuari farmaceutici; la Fimmg per le difficolt&agrave; che emergerebbero nello svolgimento dell&#8217;attivit&agrave; professionale con inevitabili ricadute negative sulla salute dei cittadini. Misure quali il prezzo di riferimento non solo rappresentano un fattore di distorsione per il mercato, tendendo a &#8216;deprimere&#8217; il medico costretto a scegliere tra terapie, con efficacia diversa, a seconda del loro costo. Ma &#8211; avverte Farmindustria &#8211; pongono anche il paziente, non di rado e diversamente da quanto dichiarato dalla Fimmg Lazio, nelle condizioni di pagare di tasca propria la differenza di prezzo per avere il farmaco pi&ugrave; indicato al proprio caso perch&eacute; pi&ugrave; costoso rispetto a quello rimborsato totalmente. Per queste ragioni, in definitiva &#8211; conclude Farmindustria &#8211; sorprende che la Regione abbia adottato una misura che penalizza cos&igrave; duramente e ingiustamente le imprese del farmaco e il loro impegno nella ricerca nel Lazio, secondo polo farmaceutico in Italia&quot;. Da DoctroNews 01-03-07<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lazio: Fimmg e Farmindustria si dividono su prezzi di riferimento &quot;Finalmente un&#8217;iniziativa che dimostra come si possa governare la spesa farmaceutica senza mettere le mani in tasca ai cittadini&quot;. 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