{"id":10989,"date":"2007-03-26T00:16:56","date_gmt":"2007-03-25T22:16:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/tumori\/"},"modified":"2015-04-24T13:15:43","modified_gmt":"2015-04-24T11:15:43","slug":"tumori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/tumori\/","title":{"rendered":"Tumors."},"content":{"rendered":"<div class=\"Style_3\" align=\"justify\">L&#8217;accesso a siti Internet specializzati e di qualit&#224; pu&#242; saziare nei malati di cancro la &#8216;fame&#8217; di informazioni sulla loro malattia. Ma pu&#242; anche aiutarli a migliorare il loro rapporto con il medico che li segue. Lo rivela uno studio condotto dagli esperti del Madison Center of Excellence in Cancer Communications Research dell&#8217;universit&#224; del Wisconsin (Usa), sovvenzionato dal National Cancer Institute statunitense e pubblicato sull&#8221;International Journal of Medical Informatics&#8217;. L&#8217;indagine ha coinvolto per quattro mesi 231 donne con tumore del seno. E&#8217; stato fornito loro un computer con accesso al web e una serie di istruzioni su come utilizzare il sistema informativo di supporto &#8216;Living with Breast Cancer&#8217;. Gli autori hanno raccolto dati sulle modalit&#224; d&#8217;uso del Pc da parte di ogni paziente e sulla natura del rapporto col medico, giungendo dopo una serie di analisi alle seguenti conclusioni: in generale, uno scarso legame di fiducia col &#8216;camice bianco&#8217; era collegato a una pi&#249; massiccia ricerca di informazioni su Internet, forse per &#8216;colmare&#8217; il vuoto di comunicazione. Al contrario, per&#242;, ricorrendo alle pagine web le malate si rendevano conto che le informazioni fornite dai medici erano corrette e veritiere, e riacquistavano fiducia in chi le curava.<br \/>From \u201cdoctornews.it\u201d<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;accesso a siti Internet specializzati e di qualit&#224; pu&#242; saziare nei malati di cancro la &#8216;fame&#8217; di informazioni sulla loro malattia. Ma pu&#242; anche aiutarli a migliorare il loro rapporto con il medico che li segue. Lo rivela uno studio condotto dagli esperti del Madison Center of Excellence in Cancer Communications Research dell&#8217;universit&#224; del Wisconsin &hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":9846,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90],"tags":[],"class_list":["post-10989","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fedaiisf-archivio-storico"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10989","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10989"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10989\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}