{"id":11840,"date":"2007-12-17T10:30:00","date_gmt":"2007-12-17T09:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/la-signora-che-viaggia-per-spiegare-le-pillole\/"},"modified":"2007-12-17T10:30:00","modified_gmt":"2007-12-17T09:30:00","slug":"la-signora-che-viaggia-per-spiegare-le-pillole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/la-signora-che-viaggia-per-spiegare-le-pillole\/","title":{"rendered":"THE LADY WHO TRAVELS TO EXPLAIN THE PILLS"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La signora che si occupa in Europa dei farmaci antitumorali della multinazionale Novartis, tre giri di perle e grandi orecchini ad anello, ha voluto con s&eacute; un team internazionale: giovani manager svedesi, portoghesi, tedeschi, americani e un ragazzo che viene dalla Turchia. Ad Origgio, l&agrave; dov&acute;&egrave; la sede italiana del gruppo, Lidia Fabiani, 39 anni, per dirigere le sue operazioni &#8211; che significa 200 responsabili marketing al lavoro in 35 Paesi &#8211; ha creato questo melting pot dove la lingua comune &egrave; l&acute;inglese e dove si pianifica la strategia globale di vendita di cinque dei pi&ugrave; importanti prodotti per le cure oncologiche. &laquo;Quello che mi affascina di pi&ugrave; del mio lavoro &egrave; l&acute;aspetto umano, la possibilit&agrave; di veder crescere e confrontarsi giovani manager con culture e sensibilit&agrave; cos&igrave; differenti&raquo;.<br \/> Toscana di Fucecchio, figlia di una Montanelli che fu tra le prime donne laureate in biologia, Lidia ha ripercorso la strada della madre, ma con un carattere pi&ugrave; indipendente. Lidia fin da ragazza sapeva che avrebbe fatto carriera. Reduce da un liceo classico frequentato in quattro diverse citt&agrave;, era sui banchi dell&acute;Universit&agrave; di Firenze nel &acute;77, e voleva, come racconta e come in quegli anni volevano in tanti, cambiare il mondo: &laquo;Ero una ribelle, credevo nell&acute;uguaglianza, avevo degli ideali ed &egrave; questa una delle poche ragioni di rimpianto: il fatto che non li vedo nei giovani di oggi&raquo;. Una giovanetta, Lidia, ce l&acute;ha sottomano: &egrave; Ginevra, sua figlia di 13 anni. &Egrave; solo per lei che riesce a rubare tempo al lavoro. Racconta, comunque, della fatica di conciliare il ruolo di madre con quello di manager e delle forza necessaria per sostenerli entrambi. &laquo;Io ho perseguito, voluto e deciso la mia carriera, e alle altre dico che bisogna essere molto decise nelle proprie scelte e molto innamorate del proprio lavoro perch&eacute; a una donna nessuno fa sconti: i tempi del lavoro sono ancora a misura di uomo e ci sono dei prezzi da pagare&raquo;.<br \/> Dopo la laurea, Lidia ha cominciato come informatore farmaceutico per Whyteh. Due anni pi&ugrave; tardi passa a Roma con l&acute;incarico di product manager. Altri tre anni ed ecco il passaggio in Serono Pharma, quindi l&acute;approdo in Novartis e l&acute;arrivo a Milano dove ha scalato posizioni fino a raggiungere, nel 2002, il ruolo europeo che occupa ancora oggi. In media resta in ufficio una settimana al mese e le altre tre &egrave; in viaggio, dagli Usa all&acute;Europa, e poi in giro per convegni, il prossimo, ad esempio, in Messico. Ma viaggiare &egrave; una delle sue passioni e lo fa anche quando non lavora: ed infatti eccola pronta a partire per un Natale a Zanzibar. Di ritorno dall&acute;America e prima di imbarcarsi per Cancun, in mezzo solo il tempo di riempire il frigorifero: &laquo;Perch&eacute; alle donne tocca anche questo: organizzare la casa quando gli impegni ti tengono lontana&raquo;.&nbsp; Affari Finanza del 17\/12\/2007 , articolo di DI CINZIA SASSO&nbsp;&nbsp; p. 17&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br \/> &nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La signora che si occupa in Europa dei farmaci antitumorali della multinazionale Novartis, tre giri di perle e grandi orecchini ad anello, ha voluto con s&eacute; un team internazionale: giovani manager svedesi, portoghesi, tedeschi, americani e un ragazzo che viene dalla Turchia. 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