{"id":11977,"date":"2008-01-25T11:30:00","date_gmt":"2008-01-25T10:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/quelle-pillole-sono-inutili\/"},"modified":"2008-01-25T11:30:00","modified_gmt":"2008-01-25T10:30:00","slug":"quelle-pillole-sono-inutili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/quelle-pillole-sono-inutili\/","title":{"rendered":"THOSE PILLS ARE USELESS"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tizio esce dall&#8217;ospedale dopo qualche giorno di ricovero. Sulla lettera di dimissione, tra i tarmaci consigliati, figura un medicinale che blocca la secrezione acida dello stomaco. La lettera non spiega perch&eacute; sia stato somministrato, n&eacute; per quanto debba continuare. Il medico di famiglia di T&igrave;zio trascrive la prescrizione, e la cosa va avanti per mesi, talvolta per anni. &Egrave; vero che questi tarmaci sono molto efficaci e poco tossici ma, ora che l&#8217;ulcera si guarisce una volta per tutte con poche settimane di antibiotici, ci si sarebbe aspettati che il loro uso declinasse sino a scomparire. E invece no: negli ultimi otto anni il loro consumo &egrave; quasi quintuplicato, senza che se ne sappia la ragione. &Egrave; come se stesse dilagando un&#8217;epidemia di mal di stomaco e di cattiva digestione, mentre non vi &egrave; alcun riscontro di un tal fenomeno. Per di pi&ugrave;, ad aumentare i sospetti e smentire ogni base razionale, sta l&#8217;enorme variabilit&agrave; dei consumi: <strong><font size=\"2\">da 21 dosi annue per mille abitanti a Bolzano a 57 in Sicilia.<\/font><\/strong> Come si spiega tutto ci&ograve;? La faccenda &egrave; seria, e non riguarda solo l&#8217;Italia. Un editoriale sul &quot;British Medicai Journal&quot; dichiara senza mezzi termini che si tratta di un abuso di prescrizioni da parte dei medici (spinti dal marketing): cita dati di numerose ricerche da cui risulta che una quota variabile da un quarto a tre quarti delle pillole &egrave; assunta senza alcun valido motivo. Gli autori sono due gastroenterologi di Londra, e poich&eacute; la spesa per questi tarmaci &egrave; stata di circa 600 milioni di euro nel 2006 in Gran Bretagna, si calcola che da 150 o 450 milioni siano stati buttati al vento. In Italia nello stesso anno abbiamo speso quasi il doppio, con uno spreco proporzionale. La questione &egrave; stata per tutto il 2007 all&#8217;ordine del giorno delle regioni che hanno preso provvedimenti specifici per questa classe di farmaci, limitando il rimborso al prezzo dell&#8217;unico generico (lansoprazolo, fuori brevetto) sul nostro mercato.<strong><font size=\"2\"> La spesa cos&igrave; &egrave; calata, ma non i consumi, aumentati del 18 per cento nei primi 9 mesi del 2007 .<\/font><\/strong> Nei prossimi anni probabilmente caler&agrave; ancora la spesa, grazie allo scadere di altri brevetti, ma continuer&agrave; ad aumentare il consumo. Con quali pericoli per la salute dei cittadini ? Anche per questa classe di farmaci, mediamente innocua, &egrave; stata segnalata un&#8217;aumentata probabilit&agrave; di gravi infezioni, come polmoniti, coliti e nefriti, e di fratture delle ossa. L&#8217;abuso dei farmaci deve essere tenuto sotto controllo, anche quando non costituisce pi&ugrave; un salasso per le casse. <a href=\"mailto:satolli@zadig.it\">satolli@zadig.it<\/a>&nbsp; L&#8217;Espresso del 25\/01\/2008 , articolo di DI ROBERTO SATOLLI&nbsp; N.4 &#8211; 31 GENNAIO 2008&nbsp; p. 150&nbsp;&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Tizio esce dall&#8217;ospedale dopo qualche giorno di ricovero. Sulla lettera di dimissione, tra i tarmaci consigliati, figura un medicinale che blocca la secrezione acida dello stomaco. La lettera non spiega perch&eacute; sia stato somministrato, n&eacute; per quanto debba continuare. 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