{"id":12003,"date":"2008-01-30T16:35:00","date_gmt":"2008-01-30T15:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/calabria-linfermiera-la-signora-non-respira-non-preoccuparti-la-facciamo-fuori-noi\/"},"modified":"2008-01-30T16:35:00","modified_gmt":"2008-01-30T15:35:00","slug":"calabria-linfermiera-la-signora-non-respira-non-preoccuparti-la-facciamo-fuori-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/calabria-linfermiera-la-signora-non-respira-non-preoccuparti-la-facciamo-fuori-noi\/","title":{"rendered":"CALABRIA, THE NURSE: &quot;THE LADY IS NOT BREATHING, DON&#039;T WORRY, WE WILL GET HER OUT&quot;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Crea nega: il miliardo per aprire la clinica? Risparmi tenuti sotto un mattone IL SEGRETARIO DI CREA DAVANTI AL PM &laquo;Lui deve allontanare certi individui, gli dice amico bello, ci vediamo fra 4 mesi&raquo; Il consigliere regionale interrogato in carcere nega le accuse di collusione con le cosche<\/p>\n<p>dal nostro inviato RITA DI GIOVACCHINO CATANZARO &#8211; L&#8217;assessore alla Sanit&agrave; ha azzerato i vertici del Dipartimento regionale, il governatore ha sospeso dagli incarichi tutti gli amministratori coinvolti nell&#8217;inchiesta sull&#8217;Onorata Sanit&agrave;. Provvedimenti tardivi, rimozioni che non placano la protesta dell&#8217;opposizione che chiede a gran voce le dimissioni di Agazio Loiero. E&#8217; carico di tensione e polemiche il &laquo;day after&raquo; che vede in carcere politici e mafiosi accusati di aver disastrato la sanit&agrave; in Calabria. Gli unici a tacere sono stati i magistrati, impegnati per tutto il giorno negli interrogatori di garanzia. Primo ad essere ascoltato l&#8217;assessore Domenico Crea, 56 anni, per la pubblica accusa &quot;referente&quot; delle cosche joniche interessate ad appozzare in quei 7 milioni di euro, il 3o per cento del bilancio regionale, destinato alla sanit&agrave;. Un business pi&ugrave; importante e meno rischioso del traffico di droga. Almeno finora. Novanta minuti nei quali, assistito dagli avvocati Michele Albanese e Domenico Canale, l&#8217;assessore regionale ha respinto le accuse mossegli dal gip Roberto Lucisano che vorrebbe inchiodarlo ai reati di concorso esterno in associazione mafiosa, truffa, falso in atto pubblico. Al centro dell&#8217;interrogatorio i misteri di Villa Anya, la clinica degli orrori, costruita da Crea alla fine degli anni Novanta con un miliardo e 350 milioni di cui i giudici non sono riusciti a stabilire la provenienza. A dire dell&#8217;assessore sarebbero frutto dei risparmi del suocero uso tenere i soldi &laquo;sotto un mattone&raquo;, per i giudici il provento della sua attivit&agrave; di corruttela a favore della &#8216;ndrangheta. Tra le accuse c&#8217;&egrave; anche il fatto che la clinica sia stata dichiarata agibile grazie a una lunga serie di false certificazioni assicurategli dalla passata giunta di centrodestra e dall&#8217; iter amministrativo seguito per ottenere la convenzione dall&#8217;Asl 11 di Reggio Calabria. E proprio dalla vicenda del convenzionamento &egrave; emerso un imponente falso in bilancio addebitato a Giuseppe Biamonte, dirigente generale ad interim dell&#8217;assessorato alla Sanit&agrave;. &laquo;Uno storno &#8211; spiega Mario Andrigo della Dda &#8211; di 500 mila euro sottratto al bilancio regionale&raquo;. Villa Anya era praticamente un ospizio in grado di accogliere una sessantina di vecchietti, molti lasciati morire da soli perch&eacute; i medici l&igrave; non c&#8217;erano mai. A rispondere della mancata assitenza ad almeno undici pazienti in agonia &egrave; stato il figlio trentenne, Antonio Crea, medico e direttore sanitario della clinica, interrogato subito dopo il padre. Nei prossimi giorni sar&agrave; ascoltata anche la moglie Laura Autelitano, agli arresti domiciliari, entrambi dovranno spiegare certificati di comodo forniti dal pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Melito Porto Salvo dove venivano trasferiti degenti gi&agrave; morti. Lo dimostrano alcune intercettazioni, tra cui una particolarmente agghiacciante tra un&#8217;infermiera e la signora Autelitano. L&#8217;infermiera chiama la moglie di Crea per avvertirla che una paziente &egrave; in fin di vita sta malissimo &laquo;non respira, non connette, non risponde agli stimoli&raquo;. Ma Antonio &egrave; ad accompagnare i figli all&#8217;asilo, niente da fare per un po&#8217;. &laquo;Devo chiamare il 118?&raquo;, s&#8217;informa la moglie. &laquo;Non ti preoccupare, la facciamo fuori noi, ciao&raquo;, e la donna ride come per una battuta, l&#8217;anziana muore poco dopo. Interrogato anche Tonio Iacopino, capo della segreteria politica di Crea e per l&#8217;accusa amministratore occulto di Villa Anya. Agli atti c&#8217;&egrave; una conversazione tra lui e il figlio di Cre<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Crea nega: il miliardo per aprire la clinica? 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