{"id":12023,"date":"2008-02-05T00:05:00","date_gmt":"2008-02-04T23:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/addio-alla-gentili-marchio-storico-della-farmaceutica-italiana\/"},"modified":"2008-02-05T00:05:00","modified_gmt":"2008-02-04T23:05:00","slug":"addio-alla-gentili-marchio-storico-della-farmaceutica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/addio-alla-gentili-marchio-storico-della-farmaceutica-italiana\/","title":{"rendered":"GOODBYE TO GENTILI, THE HISTORIC ITALIAN PHARMACEUTICAL BRAND"},"content":{"rendered":"<p> <font size=\"5\"><strong>Di Martino, presidente di Abiogen Pharma: &laquo;Colpa di leggi scellerate&raquo;<\/strong><\/font><\/p>\n<p>ENNESIMO, duro colpo alla tradizione farmaceutica pisana. Dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;unificazione a Roma, entro un anno, degli uffici della Baxter &#8211; il che significher&agrave; trasferirsi nella capitale o licenziarsi per 70 dipendenti dello stabilimento di Ospedaletto &#8211; arriva adesso la doccia fredda della messa in mobilit&agrave; dei 20 dipendenti dell&#8217;Istituto Gentili. Nove impiegati negli uffici di via Benedetto Croce e <strong>11 informatori del farmaco<\/strong> sparsi un po&#8217; dappertutto. Una scelta sofferta ma inevitabile secondo la famiglia Gentili, che ormai avrebbe solo una piccola quota nell&#8217;azienda, inglobata 11 anni fa dal gruppo Usa Merck Sharp &amp; Dohme conservando per&ograve; a Pisa il marchio, un progetto di ricerca sull&#8217;osteoporosi e la rete di promotori commerciali. Adesso tutto questo appartiene al passato. Gli americani lasciano Pisa e assicurano tutti gli ammortizzatori sociali. Per chi non vorr&agrave; trasferirsi a Roma, incentivi e buonuscita. <br \/> MA I SINDACATI non ci stanno: &laquo;E&#8217; l&#8217;ennesimo atteggiamento tipico di chi ha i soldi &#8211; tuona Franco Marchetti, della Filcem Cgil -. Potranno pure concedere 20 mensilit&agrave;, ma intanto i lavoratori tornano in mezzo alla strada. Inoltre &egrave; falso che se l&#8217;istituto fosse stato venduto ad aziende italiane, avrebbe perduto il marchio e invece, con gli americani, sarebbe stato in mani sicure. Intanto questi smobilitano, e invece, con le opportunit&agrave; offerte dalla Regione e dalla Finanziaria, se avessero ceduto il marchio e due o tre linee di prodotti a un&#8217;azienda italiana, la Gentili avrebbe avuto un futuro vero. Magari se si fosse anche ricomposta con il ramo Abiogen&#8230; Invece la vecchia propriet&agrave; ha preferito gli americani che, come tutte le aziende multinazionali, pensano solo alla commercializzazione e, quando i conti non tornano, anzich&eacute; investire in ricerca, chiudono e licenziano&raquo;. <br \/> &laquo;CON I SE e con i ma non si fa la storia. In ogni caso c&#8217;era da aspettarselo. E&#8217; il risultato degli interventi del governo sul settore farmaceutico che vanno avanti da almeno sette anni. Anzi, credo che la creativit&agrave; dei vari esecutivi che si sono succeduti nell&#8217;inventarsi di volta in volta strumenti contro di noi sia sbalorditiva&raquo;. E&#8217; perentorio Massimo Di Martino, presidente e amministratore delegato di Abiogen Pharma &#8211; l&#8217;altro ramo dello storico istituto Gentili scorporatosi dalla casa madre nel 1997, in seguito all&#8217;acquisizione del marchio da parte degli americani &#8211; nell&#8217;apprendere la notizia delle lettere di mobilit&agrave; per 20 dipendenti dell&#8217;azienda &laquo;cugina&raquo;. La Abiogen &egrave; in mani interamente italiane, ed &egrave; una costola della vecchia casa farmaceutica di cui ha mantenuto immobili, attivit&agrave; produttiva, listino, progetti di ricerca e staff di ricercatori. &laquo;Fortunatamente &#8211; prosegue Di Martino &#8211; abbiamo scelto di non espanderci pi&ugrave; del dovuto, visto che il mercato stava assumendo dimensioni sempre meno remunerative. Ma questa situazione tocca anche noi pesantemente. Nell&#8217;ottobre 2006 ci rivolgemmo all&#8217;Unione Industriali per denunciare che le conseguenze degli ultimi interventi in Finanziaria del governo avrebbero provocato effetti a cascata. Perch&eacute; quando la redditivit&agrave; viene colpita sotto forma di aumento delle indeducibilit&agrave; fiscali, di riduzione dei prezzi, di contributo per l&#8217;Agenzia del farmaco, l&#8217;effetto &egrave; sempre il solito: drenano risorse all&#8217;autofinanziamento e questa &egrave; una realt&agrave; amara per tutti. Le logiche della razionalizzazione sono queste. Se siamo al sicuro? I rischi per noi ci sono come per tutte le aziende. E&#8217; chiaro che noi siamo esposti agli interventi del governo pi&ugrave; di ogni altro settore. Finora abbiamo fatto quadrato e abbiamo cercato di assorbire, ma sono stati<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Martino, presidente di Abiogen Pharma: &laquo;Colpa di leggi scellerate&raquo; ENNESIMO, duro colpo alla tradizione farmaceutica pisana. 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