{"id":12087,"date":"2008-02-18T10:30:00","date_gmt":"2008-02-18T09:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/bioequivalenza-piu-controllo-sui-farmaci-generici\/"},"modified":"2008-02-18T10:30:00","modified_gmt":"2008-02-18T09:30:00","slug":"bioequivalenza-piu-controllo-sui-farmaci-generici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/bioequivalenza-piu-controllo-sui-farmaci-generici\/","title":{"rendered":"BIOEQUIVALENCE: MORE CONTROL ON GENERIC DRUGS"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"3\"><strong><br \/> Introdotto in commercio nel 2005, il farmaco generico (che per definizione deve essere &laquo;bioequivalente&raquo; rispetto ad una specialit&agrave; medicinale della stessa composizione) stenta a trovare una precisa collocazione: non raggiunge il 15 per cento del mercato, anche se considerando la presenza dei farmaci fuori brevetto il cui prezzo &egrave; stato ridotto, si arriva ad oltre il 25 per cento, cio&egrave; vicino alla media europea, che &egrave; del 30 per cento<\/strong><\/font>.<\/p>\n<p>Le cause di questo ritardo sono molteplici. La principale, forse, riguarda i controlli che &#8211; per legge &#8211; devono essere fatti sui nuovi farmaci e che vengano in realt&agrave; eseguiti su un campione; nessun &laquo;generico&raquo; pu&ograve; vantare un trial di vasta misura, eseguito su mille, 5mila o 10mila pazienti per confermare la sua efficacia, ma anche la sua qualit&agrave; e sicurezza. Sono poi sconosciuti i metodi di fabbricazione della materia prima, che spesso arriva dall&#8217;India o dalla Cina. C&#8217;&egrave; poi il problema della bio-equivalenza (BE). Il professor Pierluigi Navarra, cattedratico di farmacologia a Roma (universit&agrave; Cattolica) e consulente dell&#8217;AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, parlando della &laquo;parentela&raquo; tra il prodotto originale e quello che dovrebbe sostituirlo, ha recentemente affermato: &laquo;Nella mia esperienza ho registrato un ampio ventaglio di parentele. In alcune circostanze poco fortunate, il grado di parentela &egrave; molto flebile e d&agrave; origine a serie difficolt&agrave; di valutazione&raquo;. Egli &egrave; comunque convinto che la legislazione italiana sia &#8211; in proposito &#8211; abbastanza severa. La bioequivalenza viene stabilita in base alla concentrazione plasmatica raggiunta dai due farmaci. La differenza &laquo;tollerata&raquo; &egrave; del 20%. Nella fase successiva, il problema dominante &egrave; quello dell&#8217;intercambiabilit&agrave; fra prodotto originale e prodotto generico. Il paziente deve avere (dal medico che lo cura) la certezza non solo dell&#8217;efficacia dei farmaci generici ma anche della totale assenza di rischi. In questa direzione, purtroppo, esistono molte divergenze fra la normativa italiana e quelle di altri Paesi europei. Esistono anche pericoli legati al passaggio da un farmaco generico a un altro. In proposito, il professor Navarra tende a fare chiarezza. &laquo;Due farmaci generici, A e B, possono essere entrambi bioequivalenti rispetto al prodotto cui fanno riferimento ed avere tuttavia effetti diversi sul paziente. Il primo pu&ograve; produrre livelli circolanti mediamente inferiori, il secondo livelli circolanti mediamente superiori. Se ci spingiamo a fare un controllo incrociato, arriviamo alla conclusione che i due generici non sono tra loro bioequivalenti. Purtroppo, la normativa italiana, pur rigorosa, non fornisce strumenti di tutela contro i potenziali rischi legati alla bioequivalenza&raquo;. Il professor Navarra raccomanda ai medici di base un&#8217;attenta valutazione delle prestazioni e di prescrivere lo stesso generico. Queste terapie, infine, vanno controllate perch&eacute; potrebbero &#8211; in soggetti diversi &#8211; produrre reazioni anomale. Il Giornale del 16\/02\/2008 , articolo di Ignazio Mormino&nbsp; ed. Nazionale&nbsp; p. 41&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p> &nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introdotto in commercio nel 2005, il farmaco generico (che per definizione deve essere &laquo;bioequivalente&raquo; rispetto ad una specialit&agrave; medicinale della stessa composizione) stenta a trovare una precisa collocazione: non raggiunge il 15 per cento del mercato, anche se considerando la presenza dei farmaci fuori brevetto il cui prezzo &egrave; stato ridotto, si arriva ad oltre &hellip;<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":9846,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90],"tags":[],"class_list":["post-12087","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fedaiisf-archivio-storico"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12087"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12087\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}