{"id":12171,"date":"2008-04-07T19:30:00","date_gmt":"2008-04-07T17:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/urgente-ricerca-su-rischio-in-mg\/"},"modified":"2008-04-07T19:30:00","modified_gmt":"2008-04-07T17:30:00","slug":"urgente-ricerca-su-rischio-in-mg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/urgente-ricerca-su-rischio-in-mg\/","title":{"rendered":"URGENT RESEARCH ON RISK IN MG"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p> Ricette mediche &#8216;sotto la lente&#8217; dei camici bianchi di famiglia italiani. Non solo la leggendaria brutta grafia (critica che spesso i pazienti muovono al dottore di fiducia), ma anche il moltiplicarsi di prescrizioni fitte di sigle e abbreviazioni ermetiche possono infatti compromettere la corretta comunicazione tra medico e malato, fra colleghi medici e tra medico e farmacista. A puntare i riflettori sul problema &egrave; la Societ&agrave; nazionale di aggiornamento per il medico di medicina generale (Snamid), durante il proprio 21esimo Congresso nazionale. Tema della due giorni, presentata la scorsa settimana a Milano, le &#8216;Nuove frontiere della medicina generale. Governo clinico, gestione del rischio e ricerca&#8217;. L&#8217;appello di Snamid &egrave; dunque di &quot;applicare il &#8216;risk management&#8217; non solo in campo ospedaliero, come finora &egrave; stato fatto in Italia &#8211; spiega il segretario nazionale, Marco Cambielli &#8211; ma anche in medicina generale. In letteratura a questo proposito c&#8217;&egrave; pochissimo&quot;, precisa l&#8217;esperto. Che individua quale prima lacuna &quot;l&#8217;assenza di una codifica degli indicatori di processo da monitorare&quot; per evitare &#8216;sviste&#8217; nella routine del medico di famiglia. Fra gli elementi da fissare come &#8216;osservati speciali&#8217;, Cambielli indica &quot;gli strumenti delle procedure standard quali grafia, sigle e abbreviazioni&quot;, nonch&eacute; &quot;gli aspetti clinici come le reazioni avverse da farmaci, le interazioni fra medicinali o tra farmaci e alimenti&quot;. E ancora, fra i parametri da considerare ci sono la possibile &quot;errata lettura dei referti clinici, e l&#8217;errata applicazione di linee guida o di percorsi diagnostici e terapeutici&quot;, prosegue il medico. Convinto tuttavia che &quot;nell&#8217;errore giocano un aspetto importante anche il burn-out&quot;, ossia lo stress patologico particolarmente diffuso fra gli operatori attivi in sanit&agrave; e nel sociale. Insieme alla &quot;depressione e insoddisfazione professionale&quot;, e infine agli &quot;errori dei pazienti che sbagliano nella pianificazione nell&#8217;esecuzione delle indicazioni&quot; del medico. Su tutti questi punti, dice Cambielli, &quot;occorre perci&ograve; sensibilizzare i medici di medicina generale&quot; italiani. Come pure sulla &quot;comunicazione con i pazienti, l&#8217;agenda degli impegni, la comunicazione con il personale e i colleghi e la gestione della cartella clinica&quot;, aggiunge. L&#8217;invito di Snamid &egrave; quello di &quot;ricordare che la maggiore complessit&agrave; delle procedure genera anche pi&ugrave; rischio&quot;, avverte il vicepresidente della societ&agrave;, Roberto Stella. In conclusione, la vera chiave &egrave; &quot;imparare dagli errori, abituandosi alla revisione della propria attivit&agrave; e a ricercare, rimarcare e ricordare gli errori compiuti oppure evitati per pura coincidenza&quot;, &egrave; la raccomandazione finale di Cambielli.<\/p>\n<p>Source &quot;DoctorNews&quot;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ricette mediche &#8216;sotto la lente&#8217; dei camici bianchi di famiglia italiani. 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