{"id":12219,"date":"2008-05-08T00:31:00","date_gmt":"2008-05-07T22:31:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/biologici-poco-generici\/"},"modified":"2008-05-08T00:31:00","modified_gmt":"2008-05-07T22:31:00","slug":"biologici-poco-generici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/biologici-poco-generici\/","title":{"rendered":"LITTLE GENERIC ORGANICS"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&quot;Ormai il 50-70% dei nuovi farmaci &#8211; afferma Francesco Cognetti, direttore di oncologia medica A dell&#8217;Istituto Regina Elena di Roma, nel corso di un seminario su molecole biotecnologiche e biosimilari, ieri nella Capitale &#8211; &egrave; biotech, prodotto a partire da lieviti, animali e piante transgeniche, cellule batteriche e animali. Dall&#8217;82, quando &egrave; stato approvato il capostipite di questa nuova generazione di medicinali, l&#8217;insulina ricombinante, la ricerca ha accelerato il passo: oggi sono disponibili oltre 250 farmaci biotech, di cui il 40% contro i tumori. E sono in sperimentazione altri 350&quot;. Farmaci innovativi, ma molto costosi. Anche per questo, non appena sono scaduti i brevetti delle prime molecole biologiche approvate, si &egrave; percorsa la strada dei biosimilari. &quot;Ma a differenza dei generici &#8211; sottolinea Cognetti &#8211; i biosimilari non sono uguali all&#8217;originale. Un farmaco ottenuto, come quelli tradizionali, per sintesi chimica &egrave; facilmente riproducibile. Ma una molecola biologica &egrave; molto pi&ugrave; complessa, &egrave; frutto di un processo di ingegneria genetica sul DNA e di produzione, in cui bastano piccoli scostamenti per avere effetti diversi&quot;. Bastano piccole variazioni nel processo produttivo perch&eacute; un farmaco biologico non ottenga poi gli effetti desiderati e posa anche scatenare reazioni avverse. Cos&igrave; accadde per l&#8217;eritropoietina, molecola biologica che ha cambiato la vita dei malati con insufficienza renale. &quot;Quando scoppi&ograve; in Europa la crisi mucca pazza &#8211; ricorda Francesco Locatelli, del Dipartimento di nefrologia dell&#8217;ospedale Manzoni di Lecco &#8211; si dovette sostituire l&#8217;albumina, utilizzata come stabilizzante, con un&#8217;altra sostanza durante la produzione. Ma questo cre&ograve; grossi problemi: i pazienti reagivano negativamente al farmaco, tanto che l&#8217;autorit&agrave; europea dovette sospenderlo per diverso tempo&quot;. Eppure si trattava di un farmaco noto, utilizzato da circa 15 anni. Troppe sono le incognite dei biosimilari. I primi sono stati autorizzati in Europa nel 2006. Nel settembre scorso si &egrave; avuta la registrazione per 5 prodotti biosimilari di epoetina alfa contro l&#8217;anemia renale e successiva a chemioterapia. Al momento non c&#8217;&egrave; una regolamentazione unica. &quot;L&#8217;Agenzia europea del farmaco &#8211; spiega Locatelli &#8211; per queste molecole ha reso obbligatoria la farmacovigilanza, cio&egrave; controllo e segnalazione delle reazioni avverse, per due anni dopo l&#8217;autorizzazione al commercio&quot;. I dettagli sono stati lasciati ai singoli Paesi membri, che si stanno muovendo per garantire la sicurezza di questi generici biologici. A dicembre 2007, ricordano gli specialisti, si &egrave; pronunciato il nostro Consiglio di Stato, sostenendo che l&#8217;equivalenza terapeutica non vale per i farmaci biotecnologici. Con questo principio, affermato anche in Francia e in Spagna, &quot;si sbarra la strada &#8211; spiega Locatelli &#8211; alla sostituzione automatica del farmaco biotech con un biosimilare, magari per mere ragioni economiche&quot;. In attesa di regole dall&#8217;Agenzia italiana del farmaco, gli specialisti ci tengono a precisare di non essere &quot;pregiudizialmente contro i biosimilari. Sollecitiamo la giusta attenzione al problema: la produzione va messa sotto la lente d&#8217;ingrandimento, con controlli e regole certe, per non pagare poi a caro prezzo il desiderio di risparmio. In vista dell&#8217;arrivo dei biosimilari in Italia, molti dei quali in oncologia, dobbiamo avere tutte le garanzie &#8211; concludono Cognetti e Locatelli &#8211; per non far correre rischi ai pazienti&quot;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Source&quot;<strong>Pharmacist33<\/strong>&quot;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &quot;Ormai il 50-70% dei nuovi farmaci &#8211; afferma Francesco Cognetti, direttore di oncologia medica A dell&#8217;Istituto Regina Elena di Roma, nel corso di un seminario su molecole biotecnologiche e biosimilari, ieri nella Capitale &#8211; &egrave; biotech, prodotto a partire da lieviti, animali e piante transgeniche, cellule batteriche e animali. 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