{"id":12229,"date":"2008-05-13T06:30:00","date_gmt":"2008-05-13T04:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/i-grandi-fondi-scoprono-il-biotech-italiano\/"},"modified":"2008-05-13T06:30:00","modified_gmt":"2008-05-13T04:30:00","slug":"i-grandi-fondi-scoprono-il-biotech-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/i-grandi-fondi-scoprono-il-biotech-italiano\/","title":{"rendered":"THE BIG FUNDS DISCOVER THE ITALIAN BIOTECH"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><font size=\"4\">Il settore &egrave; passato dal 4 al 16% del totale del mercato farmaceutico in 15 anni<\/font><\/strong><\/p>\n<p>Milano Scommettere sul biotech ? E&#8217; un affare. Il mondo dei farmaci innovativi che fanno leva sulla genetica &egrave; sempre pi&ugrave; attrattivo per gli investimenti. Negli Usa le vendite di prodotti biotecnologici rispetto al fatturato complessivo del settore farmaceutico <strong>sono salite dal 4% del 1993 al 16 del 2007,<\/strong> con entrate pari a <strong>64,5 miliardi di dollari,<\/strong> e si prevede un tasso annuo di crescita tra il 2007 e il 2014 dell&#8217;11,6%. Il Nord America &egrave; in pole-position, con i quattro quinti dei ricavi, ma anche in Europa il settore &egrave; in espansione, con il 15,6% della spesa totale (dati Frost&amp;Sullivan). Il biotech fa da precursore nello sviluppo di farmaci <strong><font size=\"3\">per la cura di patologie rare<\/font><\/strong> o per cui non &egrave; stata trovata una cura efficace <strong><font size=\"3\">(2\/3 delle 35mila malattie conosciute),<\/font><\/strong> e supera ormai l&#8217;industria farmaceutica tradizionale per numero di nuove autorizzazioni. In questo settore, l&#8217;Italia pu&ograve; dire la sua, come ci annunciano due dei gestori del Bb Biotech, uno svizzero e l&#8217;altra italiana, <strong>Christian Lach e Maria Grazia Alderuccio<\/strong>: <strong><u>&laquo;Abbiamo gi&agrave; in portafoglio la Bioxell, azienda nata da uno spin-off di un laboratorio della Roche di Milano impegnata sullo sviluppo di farmaci per il trattamento delle patologie urologiche e infiammatorie sviluppando analoghi della vitamina D3 biologicamente attivi. Guardiamo con attenzione al mercato italiano, dove ci sono molte realt&agrave; interessanti&raquo;.<\/u><\/strong> La scommessa di Bb Biotech parte da lontano. E&#8217; una societ&agrave; d&#8217;investimenti fondata a Sciaffusa in Svizzera nel novembre 1993, uno dei maggiori investitori nel settore con un titoli in portafoglio per 1,2 miliardi di e u r o . L e azioni del Bb Biotech, il primo fondo special i z z a t o i n questo settore d&#8217;Europa , sono quotate alla Borsa Svizzera, al Prime Standard in Germania e al segmento Star in Italia. E a Milano abbiamo incontrato i due gestori. I quali spiegano: &laquo;Per scegliere gli investimenti ci basiamo sulla consulenza di alcuni membri eccellenti del nostro consiglio d&#8217;amministrazione, a partire dal biologo <strong>David Baltimore,<\/strong> premio Nobel per la medicina nel &#8217;75 (insieme a Renato Dulbecco e Howard Temin) per le sue ricerche sull&#8217;interazione tra i virus del cancro ( oncovirus ) ed il materiale genetico delle cellule e scopritore dell&#8217;enzima trascriptasi inversa, proteina capace di ricostruire il Dna. Altri nomi illustri di illustri accademici sono <strong>Clive Meanwell,<\/strong> che &egrave; il nostro presidente, e dello specialista in farmacoeconomia <strong>Thomas Szucs.<\/strong> Ci&ograve; permette una visione a 360 gradi del settore, dal punto di vista manageriale, scientifico ed economico&raquo;. Inizialmente focalizzato sugli Usa, Bb Biotech investe oggi sulle societ&agrave; europee per il 35% del portafoglio. Il problema del biotech &egrave; legato alla volatilit&agrave; e all&#8217;incertezza dei risultati: &laquo;L&#8217;andamento del mercato &egrave; correlato con le notizie e le aspettative rispetto a un farmaco nelle sue fasi di sperimentazione. Viceversa, il farmaceutico tradizionale &egrave; considerato difensivo, non legato all&#8217;andamento congiunturale, ma non &egrave; cos&igrave; come insegna l&#8217;esempio del Vytorin di Merck, farmaco tradizionale per il colesterolo che ha incontrato dei limiti dalla societ&agrave; di cardiologia americana e poi dalla Fda. Quest&#8217;ultima, &egrave; sempre pi&ugrave; restrittiva, soprattutto per quanto riguarda gli effetti collaterali controllati dal programma Risk evaluation and management strategies&raquo; . Sul biotech l&#8217;attenzione della Fda &egrave; massima: <strong>&laquo;L&#8217;idea &egrave; controllare l&#8217;accesso dei pazienti e lim<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il settore &egrave; passato dal 4 al 16% del totale del mercato farmaceutico in 15 anni Milano Scommettere sul biotech ? E&#8217; un affare. Il mondo dei farmaci innovativi che fanno leva sulla genetica &egrave; sempre pi&ugrave; attrattivo per gli investimenti. 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