{"id":12411,"date":"2008-07-10T00:30:00","date_gmt":"2008-07-09T22:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/farmaci-bene-da-regolare\/"},"modified":"2008-07-10T00:30:00","modified_gmt":"2008-07-09T22:30:00","slug":"farmaci-bene-da-regolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/farmaci-bene-da-regolare\/","title":{"rendered":"DRUGS: GOOD TO REGULATE"},"content":{"rendered":"<p> <strong><font size=\"4\">L&#8217;innovazione e gli standard di cura: due facce della stessa medaglia&nbsp; La non inferiorit&agrave; rispetto all&#8217;esistente non pu&ograve; bastare come requisito. Nuove registrazioni &quot;ragionevolmente&quot; sicure, ma servono pi&ugrave; studi &quot;post&quot;.<\/font><\/strong><\/p>\n<p>Tra le scoperte dell&#8217;ingegno umano che meglio descrivono, nell&#8217;immaginario collettivo, il concetto di &quot;utilit&agrave;&quot; c&#8217;&egrave; proprio il farmaco: una sostanza in grado di curare o addirittura guarire dalle malattie che ci hanno gi&agrave; colpito, o che potrebbero colpire i nostri cari (a dispetto di quanto possiamo fare per prevenirle). Se il progressivo aumento dell&#8217;aspettativa di vita osservato nel secolo scorso &egrave; dovuto solo in parte all&#8217;arrivo dei farmaci (ma piuttosto alla migliore alimentazione e&#8230; all&#8217;acqua corrente), &egrave; anche vero che i farmaci hanno cambiato la storia naturale di tante malattie e migliorato la qualit&agrave; della vita di milioni di persone. Senza dimenticare che molti farmaci rappresentano anche formidabili strumenti preventivi (vedi l&#8217;abbattimento della mortalit&agrave; per malattie cardiovascolari osservato nell&#8217;ultimo decennio, dovuto per il 50% alla modifica degli stili di vita e per il 50% alla disponibilit&agrave; di terapie mediche per la prevenzione secondaria). L&#8217;elenco dei cosiddetti &quot;farmaci essenziali&quot; dell&#8217;Oms &egrave; lungo assai: gli antibiotici, il cortisone, l&#8217;insulina, gli anestetici, i farmaci per il dolore grave, gli anti-ipertensivi, i farmaci per il morbo di Parkinson, alcuni anti-neoplastici. Fino ai farmaci antiretrovirali, che hanno improvvisamente modificato una malattia inesorabilmente mortale come l&#8217;Aids in una infezione cronica controllabile. Difficile immaginare quindi la salute senza i farmaci, che rappresentano l&#8217;avanzamento pi&ugrave; grande della medicina clinica degli ultimi anni, insieme alla chirurgia dei trapianti e alla diagnostica per immagini. Insomma, quanti ricoveri evitati, quante disabilit&agrave; e inabilit&agrave;, e quanti giorni di vita produttiva recuperati. Senza dimenticare i vaccini, che sempre farmaci sono: il vaiolo &egrave; stato spazzato via dalla faccia della terra, la poliomielite quasi non c&#8217;&egrave; pi&ugrave;, sono spariti difterite e tetano, i nostri bambini non si ammalano pi&ugrave; di morbillo, e progressivamente diminuiranno epatiti, meningiti e polmoniti. Quindi, &egrave; indubbio che i farmaci rappresentano uno straordinario bene sociale. Ma in tempi di risorse limitate, se vogliamo che la spesa farmaceutica continui a essere considerata un investimento per la salute dei cittadini e non un costo che sottrae denaro ad altri interventi, occorre che ne siano definite alcune caratteristiche essenziali: &OElig; I farmaci devono essere efficaci, sicuri, utili, e usati bene. Tutti i farmaci registrati, cio&egrave; quelli che ottengono l&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione in commercio (cosa che in Europa, sempre pi&ugrave; spesso avviene a livello centralizzato, cio&egrave; all&#8217;Emea) sono da considerarsi ragionevolmente efficaci e sicuri perch&eacute; hanno superato un &quot;pacchetto base&quot; di prove sperimentali. Ho scritto &quot;ragionevolmente&quot;, perch&eacute; questo pacchetto base non &egrave; sempre in grado di definire completamente il profilo di efficacia e sicurezza di un farmaco, soprattutto quando esso sar&agrave; impiegato su un numero elevato di pazienti (spesso diversi da quelli inclusi nella sperimentazione originale) e usato per tempi pi&ugrave; lunghi degli usuali uno o due anni di sperimentazione di fase III. In altre parole, le sperimentazioni condotte dall&#8217;industria per registrare un farmaco non possono cogliere gli eventi avversi pi&ugrave; rari (e qui l&#8217;importanza della rete di farmacovigilanza internazionale che permette di lavorare su denominatori significativi), e l&#8217;effettivo impatto terapeutico del nuovo farmaco rispetto alle terapie gi&agrave; esistenti. O<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;innovazione e gli standard di cura: due facce della stessa medaglia&nbsp; La non inferiorit&agrave; rispetto all&#8217;esistente non pu&ograve; bastare come requisito. Nuove registrazioni &quot;ragionevolmente&quot; sicure, ma servono pi&ugrave; studi &quot;post&quot;. 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