{"id":12507,"date":"2008-09-05T10:30:00","date_gmt":"2008-09-05T08:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/a-pavia-progetto-a-tre-sullo-stato-vegetativo\/"},"modified":"2008-09-05T10:30:00","modified_gmt":"2008-09-05T08:30:00","slug":"a-pavia-progetto-a-tre-sullo-stato-vegetativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/a-pavia-progetto-a-tre-sullo-stato-vegetativo\/","title":{"rendered":"IN PAVIA TRIPLE PROJECT ON THE VEGETATIVE STATE"},"content":{"rendered":"<p>Sono esseri umani e si deve continuare a trattarli come tali. Di pi&ugrave;. Sono malati su cui la ricerca deve investire perch&eacute; hanno la possibilit&agrave; magari non di guarire completamente ma sicuramente di migliorare le loro condizioni di salute e di vita. &Egrave; questa la consapevolezza che sta alla Dase del nuovo progetto scientifico pronto a partire a Pavia e che riguarda i malati in coma vegetativo o in stato di minima coscienza da almeno sei mesi. Una &laquo;popolazione&raquo; in aumento, spesso anche molto giovane, diretta conseguenza degli incidenti stradali e delle stragi del sabato sera. Il progetto pavese si incastona nella scia dell&#8217;Andrew Owenpensiero e dello studio recentemente pubblicato su Nature in seguito al lavoro dell&#8217;equipe dell&#8217;Universit&agrave; del W&igrave;skonsin. E frutto dell&#8217;impegno congiunto di tre strutture che abbinano cura e ricerca e che, nel raggio di neppure un chilometro, danno vita alla cittadella sanitaria pavese: Policlinico San Matteo, Istituto Mondino e Clinica Maugeri. L&#8217;ideatore del progetto &egrave; Carlo Alberto Redi, direttore scientifico del San Matteo, ricercatore di fama mondiale. La sua intuizione &egrave; stata condivisa e poi sviluppata anche dai direttori scientifici di Mondino e Maugeri e dalle &eacute;quipes congiunte delle tre strutture sanitarie. Si tratta tecnicamente di impiantare degli elettrodi nella zona pi&ugrave; reattiva del cervello (il talamo), quindi di procedere alla stimolazione e di studiare le evoluzioni neurologiche. Il lavoro verr&agrave; portato avanti insieme, ma con ruoli divisi in base ai carismi propri di ogni singola struttura: il San Matteo curer&agrave; tutta la parte legata all&#8217;impiantologia, il Mondino seguir&agrave; gli aspetti neurologici pre e post-stimolazione, mentre dall Unit&agrave; Risvegli della Maugeri proverranno i pazienti selezionati per poi ritornarvi dopo l&#8217;intervento. Tutto &egrave; gi&agrave; pronto. I Comitati di bioetica di San Matteo e Mondino hanno dato il nulla-osta, intervenendo solo per definire l&#8217;arco anagrafico dei pazienti da selezionare: et&agrave; compresa tra i dieci e i sessantacinque anni. Manca per&ograve; ancora il lasciapassare del Comitato della Maugeri. L&#8217;incertezza non &egrave; legata all&#8217;impianto scientifico del progetto, bens&igrave; alla questione del consenso informato. D 22 settembre &egrave; in programma una riunione congiunta dei tre Comitati, per un confronto a viso aperto. Poi si partir&agrave;. In caso di ritardo del Comitato della Maugeri, i pazienti da utilizzarsi per il progetto cominceranno a essere selezionati all&#8217;interno dell&#8217;Unit&agrave; Risvegli di una struttura vicina a Pavia. Forse a Milano. &laquo;Non possiamo e non vogliamo fermarci &#8211; sottolinea Carlo Alberto Redi &#8211; perch&eacute; Si tratta di un progetto troppo importante per il futuro di chi si trova in coma vegetativo. Il 22 settembre &egrave; alle porte, spero in una fumata bianca perch&eacute; vorreiproprio che l&#8217;Unit&agrave; Risvegli cui afferiremo fosse quella della Maugeri. Affinch&egrave; possa essere un lavoro tutto pavese&raquo;. A difendere l&#8217;eticit&agrave; del progetto interviene anche Gian Paolo Azzoni, che del comitato di bioetica del San Matteo fa parte come esperto in materia giuridica. &laquo;La sperimentazione proposta &egrave; positiva eticamente perch&eacute; considera pazienti di questo tipo come persone nella loro pienezza-spiegaAzzoni-persone che devono essere curate e che possono migliorare anche in quella dimensione relazionale che &egrave; costitutiva dell&#8217;umano. Va segnalato poi che l&#8217;arruolamento di ogni paziente richiede il consenso informato (sempre revocabile) del proprio rappresentante legale (tutore o amministratore di sostegno). Dunque, anche sotto questo profilo i pazienti vengono considerati come persone portatrici di una dignit&agrave; che nessuna autorit&agrave;, seppure in buona fede e con le migliori intenzioni, pu&ograve; disconoscere&raquo;. Il primo paziente sar&agrave; sottopo<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono esseri umani e si deve continuare a trattarli come tali. Di pi&ugrave;. 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