{"id":12521,"date":"2008-09-11T10:30:00","date_gmt":"2008-09-11T08:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/i-medici-di-base-risorse-insufficienti\/"},"modified":"2008-09-11T10:30:00","modified_gmt":"2008-09-11T08:30:00","slug":"i-medici-di-base-risorse-insufficienti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/i-medici-di-base-risorse-insufficienti\/","title":{"rendered":"GPS: INSUFFICIENT RESOURCES"},"content":{"rendered":"<p>Celestina Dominelli<br \/> Se non &egrave; un ultimatum sulle risorse quello lanciato ieri dai sindacati di settore, al tavolo per il rinnovo dell&#8217;accordo nazionale dei medici convenzionati, poco ci manca. Perch&eacute; le organizzazioni sindacali della medicina generale, della pediatria di scelta e della specialistica ambulatoriale, hanno posto una condizione chiara alla Sisac, la struttura interregionale che rappresenta la parte pubblica: se entro 20 giorni non riceveranno risposte soddisfacenti dalle Regioni le sigle proclameranno lo stato di agitazione e, se necessario, lo sciopero. <br \/> Lo sblocco del negoziato ruota tutto attorno al nodo economico. Le Regioni offrono un incremento del 4,85% in due tranche: un +2,85% a chiusura dell&#8217;accordo nazionale e un +2% da collegare alla sottoscrizione degli accordi regionali. I sindacati rigettano compatti questa ipotesi e rivendicano per la categoria anche quell&#8217;1% di aumento (il cosiddetto &quot;lodo Fini&quot;) che nel 2005 fu accordato solo al contratto dei medici dipendenti.<br \/> Alle Regioni le sigle indicano tre possibili strade per il prosieguo della trattativa: accordo quadriennale, primo biennio economico (4,85% integrato del lodo Fini), con revisione del carico fiscale; accordo sul primo biennio con il riconoscimento del 4,85% e del lodo Fini da erogare in tempi brevissimi con revisione degli impegni dell&#8217;attuale accordo nazionale e prosecuzione delle trattative per la chiusura del quadriennio normativo; aumento delle risorse in modo da includere anche gli investimenti iniziali per il cambiamento delle cure primarie. Che la bozza Sisac chiede e su cui i sindacati non si tirano indietro, a patto per&ograve; che ci sia un impegno chiaro da parte delle Regioni. &laquo;Mander&ograve; gi&agrave; domani mattina (oggi per chi legge, ndr) il documento sindacale al Comitato di settore &#8211; spiega Franco Rossi, coordinatore Sisac &#8211; e spero che le Regioni lo inseriscano quanto prima all&#8217;ordine del giorno&raquo;. <br \/> &laquo;Se entro 20 giorni &#8211; afferma Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg &#8211; non arriver&agrave; una risposta scritta dal Comitato di settore, che testimoni una precisa volont&agrave; di investire nel cambiamento della medicina generale, la categoria non avr&agrave; altra scelta che dichiarare lo stato di agitazione&raquo;. &laquo;Su questo punto &#8211; chiarisce Mauro Martini, presidente Snami &#8211; siamo tutti uniti e non siamo disposti a transigere rispetto alle richieste economiche avanzate nel documento&raquo;. <br \/> Sul fronte del contratto dei medici del Ssn si registra poi una presa di posizione dell&#8217;intersindacale della dirigenza medica e veterinaria. Che ieri ha chiesto a gran voce la chiusura dell&#8217;accordo. Fermo al palo a causa della richiesta di chiarimenti inviata all&#8217;Aran dai ministeri della Funzione pubblica e dell&#8217;Economia. <br \/> Il Sole 24 Ore del 11\/09\/2008&nbsp; NORME E TRIBUTI&nbsp; p. 31&nbsp;&nbsp; <br \/> af<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Celestina Dominelli Se non &egrave; un ultimatum sulle risorse quello lanciato ieri dai sindacati di settore, al tavolo per il rinnovo dell&#8217;accordo nazionale dei medici convenzionati, poco ci manca. 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