{"id":12540,"date":"2008-09-22T10:30:00","date_gmt":"2008-09-22T08:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/celiachia-la-svolta-da-un-salernitano-emigrato-negli-usa\/"},"modified":"2008-09-22T10:30:00","modified_gmt":"2008-09-22T08:30:00","slug":"celiachia-la-svolta-da-un-salernitano-emigrato-negli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/celiachia-la-svolta-da-un-salernitano-emigrato-negli-usa\/","title":{"rendered":"CELIAC DISEASE, THE TURNING POINT OF AN EMIGRANT FROM SALERNO TO THE USA"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; &laquo;Macch&eacute; professore. Sono figlio di un ferramenta e me ne vanto. Ho fatto la fame. E me ne vanto. Per sbarcare il lunario ho svolto quattro lavori insieme. E me ne vanto. E ora che sono, almeno dicono, il numero uno degli Stati Uniti nel campo della celiachia, per me non &egrave; cambiato niente. Figlio di ferramenta resto, cara mia&raquo;. <br \/> Personaggio fuori dall&#8217;ordinario, Alessio Fasano, 52 anni, da Salerno, felicemente unito a una psicologa americana, capo di una bella famiglia allargata e, soprattutto, del centro dell&#8217;universit&agrave; di Baltimora dove coordina ricerche all&#8217;avanguardia nel settore delle malattie autoimmuni. Eccolo qui, di passaggio in Italia per il congresso internazionale organizzato a Genova dall&#8217;associazione italiana celiachia. Dove, tra l&#8217;altro, sono stati annunciati i promettenti risultati della pillola capace di sventare gli attacchi del glutine all&#8217;intestino. <br \/> Se esistesse l&#8217;associazione dei cervelli fuggiti dall&#8217;Italia, questo scienziato semplice, simpatico, geniale in tutto (anche nella scelta di camicie dal colore insolito), sarebbe di certo il loro presidente. &laquo;Sono andato a Baltimora nel &#8217;93, professore associato all&#8217;universit&agrave; del Maryland non per ambizione, n&eacute; per soldi, n&eacute; perch&eacute; rifiutato dal mio Paese, l&#8217;Italia, che si regge sul sistema dei figli di pap&agrave;. E figuriamoci chi se lo filava il figlio di un ferramenta. Volevo, assolutamente volevo, aiutare i pazienti con malattie autoimmuni. Ho deciso di fare il medico perch&eacute; ho visto mia sorella Annamaria soffrire dolori atroci per l&#8217;artrite reumatoide. Aveva 12 anni quando cominci&ograve; la tortura, &egrave; morta 6 mesi fa. Credo che con la pillola anti-celiachia abbiamo aperto la strada alla cura di molte altre malattie autoimmuni&raquo;. <br \/> E&#8217; stata dura, durissima trasferirsi a Baltimora con due figli piccoli, da ragazzo-padre, un nuovo lavoro da impostare, la diffidenza e l&#8217;invidia dei colleghi americani, l&#8217;ostilit&agrave; della comunit&agrave; scientifica che negava l&#8217;esistenza della celiachia in Usa. Ma Alessio non aveva scelta, dopo tutte le mortificazioni, i calci, i no prego lei resti indietro che prima dobbiamo sistemare il figlio di e il nipote di: &laquo;Non mi sono mai arreso &#8211; racconta -. Fin dall&#8217;inizio sapevo che sarebbe stato il prezzo da pagare. Per mantenere la prima famiglia ho lavorato saltando le notti. A fine mese contavo i centesimi. Guadagnavo 1 milione e 300 mila al mese contro i 100 mila dollari all&#8217;anno che avrei preso a Baltimora. E c&#8217;&egrave; chi mi ha dato del codardo perch&eacute; ho lasciato l&#8217;Italia, cara mia&raquo;. Tifoso della Salernitana, prima in serie B, ex pallanuotista, convinto della superiorit&agrave; degli italiani, tutto ingegno e fantasia, Fasano &egrave; fiero di essere un esempio: &laquo;Siamo i migliori talenti del mondo e abbiamo le peggiori risorse per la ricerca. Non auguro a nessuno di subire quello che &egrave; toccato a me, cara mia&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p>Corriere della Sera del 22\/09\/2008 , articolo di Margherita De Bac&nbsp; ed. NAZIONALE&nbsp; p. 20&nbsp;&nbsp; <br \/> af<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; &laquo;Macch&eacute; professore. Sono figlio di un ferramenta e me ne vanto. Ho fatto la fame. E me ne vanto. Per sbarcare il lunario ho svolto quattro lavori insieme. E me ne vanto. 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