{"id":12549,"date":"2008-09-26T10:30:00","date_gmt":"2008-09-26T08:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/tagli-alla-farmaceutica-soffre-anche-lindotto\/"},"modified":"2008-09-26T10:30:00","modified_gmt":"2008-09-26T08:30:00","slug":"tagli-alla-farmaceutica-soffre-anche-lindotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/tagli-alla-farmaceutica-soffre-anche-lindotto\/","title":{"rendered":"CUTS IN THE PHARMACEUTICAL INDUSTRY, ALSO SUFFERS THE INDUCER"},"content":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; L&#8217;industria farmaceutica mette in guardia il ministro del Welfare Maurizio Sacconi contro i tagli facili. Se passa l&#8217;idea di risparmiare tagliando le prescrizioni soprattutto di nuove molecole, a soffrire sar&agrave; un settore molto pi&ugrave; ampio di quello che il governo ha in mente: 135 mila addetti e non 73 mila; 33 miliardi di fatturato e non 22; 10,3 miliardi di utile e non solo 6,8. Perch&eacute; a soffrire le strette economiche non &egrave; solo l&#8217;industria farmaceutica, ma l&#8217;indotto: quantomeno la filiera che &egrave; a monte della produzione del farmaco e che &egrave; rappresentata a Pharmintech, fiera triennale di settore. Proprio Giampaolo Vitali, ricercatore Ceris-Cnr, ha presentato per l&#8217;Osservatorio Pharmintech un&#8217;analisi economico-statistica dell&#8217;indotto farmaceutico. Ebbene, l&#8217;industria occupa 73 mila unit&agrave; ciascuna delle quali, a fronte di uno stipendio annuo medio di 42 mila euro, produce 87 mila euro di valore aggiunto (dato 2007); ma dietro di essa ci sono cinque comparti, quasi tutti &quot;italiani&quot;: 1) i produttori di eccipienti e i coloranti (industria chimica o farmaceutica) nonch&eacute; delle macchine indispensabili a processare queste sostanze; 2) i produttori di macchine utili a confezionare i farmaci, che devono rispettare standard igienico-qualitativi particolari; 3) i produttori delle macchine per il confezionamento dei medicinali e altres&igrave; produttori di boccettine di vetro o plastica, contagocce, blister, foglietti illustrativi e scatolette; 4) produttori macchine e servizi per la logistica e la movimentazione interna all&#8217;industria; 5) servizi che, pur esterni all&#8217;industria, hanno contribuito alla messa a punto dei farmaci: ricerca, propriet&agrave; intellettuale, attivit&agrave; regolatorie, pubblicit&agrave;, formazione, bioinformatica applicata al principio attivo. &laquo;Questo &egrave; l&#8217;indotto farmaceutico e noi abbiamo calcolato quanto pesava &#8211; spiega Vitali &#8211; partendo dagli output Istat che ci dicono chi e quanto compra dalle circa trenta imprese che lo costituiscono; come mercato, l&#8217;industria del farmaco pesa cos&igrave; da dare lavoro a un settore da 61 mila occupati, 1 1 miliardi di euro di fatturato; ogni addetto ha un salario medio di 24 mila euro annui, ma un valore aggiunto da 54 mila euro, con una redditivit&agrave; ben al di sopra della media dell&#8217;industria manifatturiera. In altre parole una politica industriale che punti su questi settori ha pi&ugrave; chance di arricchire il paese e il singolo cittadino&raquo;. E una politica industriale che deprima il mercato farmaceutico? &laquo;Il nostro settore non &egrave; mai stato vissuto per la sua capacit&agrave; di generare ricchezza ma solo come un costo da contenere&raquo;, ammette Daniel Lapeyre, vicepresidente di Farmindustria. &laquo;L&#8217;obiettivo di questa ricerca &egrave; anche di far capire che l&#8217;industria del farmaco ha delle potenzialit&agrave; a livello interno e internazionale &raquo;.<\/p>\n<p>Corriere Medico del 25\/09\/2008&nbsp; N. 20 &#8211; 18 SETTEMBRE 2008&nbsp; p. 6&nbsp;&nbsp; <br \/> af<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; L&#8217;industria farmaceutica mette in guardia il ministro del Welfare Maurizio Sacconi contro i tagli facili. 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