{"id":12585,"date":"2008-10-15T10:30:00","date_gmt":"2008-10-15T08:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/la-crisi-e-il-pharma\/"},"modified":"2008-10-15T10:30:00","modified_gmt":"2008-10-15T08:30:00","slug":"la-crisi-e-il-pharma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/la-crisi-e-il-pharma\/","title":{"rendered":"THE CRISIS AND THE PHARMA"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Quanto incide la crisi finanziaria mondiale sulle grandi aziende del farmaco? La domanda &egrave; pi&ugrave; che legittima visto il precipitare repentino della situazione e nel mondo del Pharma non pochi se lo sono domandati. Nessuno meglio dell&#8217;agenzia internazionale di rating Standard &amp; Poor&#8217;s (S&amp;P) &egrave; in grado di rispondere e di disegnare anche, nei limiti del possibile, uno scenario futuro. E non a caso l&#8217;agenzia ha avuto le richieste di molte aziende di settore. In risposta S&amp;P ha prodotto un documento nel quale riassume i principali interrogativi ricevuti con annesse risposte. E le cose non sembrano andare cos&igrave; male. L&#8217;agenzia di rating vede, infatti, ben posizionata l&#8217;industria farmaceutica rispetto a molti altri settori commerciali, nell&#8217;affrontare la crisi in corso. Qualche problema in pi&ugrave; per le aziende biotech e per le specializzate che potrebbero soffrire un po&#8217; di pi&ugrave; visto che operano in settori di mercato pi&ugrave; ristretti.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;analisi di S&amp;P inizia dai grandi gruppi per concludere che il rischio &egrave; basso. Aziende come Pfizer, Merck&amp;Co., Eli Lilly, Novartis non sembrano correre grandi rischi e la conferma arriva dal fatto che il rating A-, che indica una buona sicurezza di capitale, &egrave; destinato a essere mantenuto. Il fatto &egrave;, spiegano gli esperti, che nonostante la recessione le persone continueranno ad aver bisogno di farmaci. La conseguenza &egrave; evidente: i guadagni e il flusso di cassa delle aziende Big Pharma sono meno esposte a rischi, nonostante una maggiore visibilit&agrave; sul mercato. E anche il settore della ricerca e sviluppo non sembra dover venire granch&eacute; condizionato. E&#8217; evidente che si tratta di un settore costoso e da &quot;alimentare&quot;, ma le risorse a disposizione dovrebbero bastare. Il problema piuttosto potrebbe sorgere per la scadenza di numerosi brevetti su prodotti rilevanti, un fatto che potrebbe condurre molti attori del settore a ridurre il proprio impegno e a ri-focalizzare l&#8217;area ricerca e sviluppo. C&#8217;&egrave; poi il capitolo delle acquisizioni, uno fra i metodi pi&ugrave; utilizzati proprio per mettersi al riparo dalla perdita di protezione commerciale su farmaci blockbuster. Il caso pi&ugrave; recente, di cui Pharmamarketing si &egrave; occupato nel numero scorso, &egrave; quello di Eli Lilly che ha da poco annunciato l&#8217;acquisto di ImClone per 6,5 miliardi di dollari. Ma anche su questo fronte S&amp;P si mostra fiduciosa. I bersagli preferiti di questo tipo di acquisizioni &egrave; proprio quello delle aziende biotech, che, non a caso, in questo momento all&#8217;interno del settore sono le meno forti. Il problema salta all&#8217;occhio, in particolare per quelle emergenti e di piccole dimensioni, che non possiedono ancora flussi di cassa robusti perch&eacute; impegnate in ricerca. Ma non mancano le eccezioni. Tra queste il rapporto Standard&amp;Poor&#8217;s cita BioMarin Pharmaceuticals che, pur presente sul mercato da poco, ha gi&agrave; raggiunto una posizione sufficientemente solida da stare tranquilla per i prossimi due anni. Le compagnie che invece sono ancora fuori dal commercio potrebbero correre qualche rischio in pi&ugrave;. Infine il capitolo delle aziende specializzate, probabilmente il settore pi&ugrave; a rischio. Il fatto di orientarsi su precise aree terapeutiche, infatti, determina maggiore difficolt&agrave; a rafforzare le vendite e a reperire fondi per la ricerca, con la conseguente crescita della minaccia di acquisizioni da parte di aziende pi&ugrave; sane. Con il rischio tangibile di speculazioni. In conclusione l&#8217;agenzia di rating affronta la situazione delle imprese di generici, che non dovrebbero essere toccate dalla crisi. Si tratta di imprese, conclude S&amp;P nella sua analisi, in fase di consolidamento e con un ruolo di primo piano nel mercato. Un ruolo che d&agrave; sicurezza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Fonte: &quot;Pharmamarketing&quot;<\/p>\n<p alig","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto incide la crisi finanziaria mondiale sulle grandi aziende del farmaco? 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