{"id":12672,"date":"2008-12-13T10:30:00","date_gmt":"2008-12-13T09:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/un-mercato-a-rischio\/"},"modified":"2008-12-13T10:30:00","modified_gmt":"2008-12-13T09:30:00","slug":"un-mercato-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/un-mercato-a-rischio\/","title":{"rendered":"A MARKET AT RISK"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">AVOS Life Sciences, nota societ&agrave; di ricerca statunitense, ha analizzato le performance delle prime 14 compagnie farmaceutiche considerandole come un gruppo unitario. Utilizzando i dati sugli investimenti, ha concentrato l&#8217;analisi sui farmaci da prescrizione di punta di ciascuna compagnia, estendendo di fatto il rendimento del prodotto principale a tutto il listino. In dettaglio significa identificare una rosa di farmaci branded capace di vendere per almeno 500 milioni di dollari l&#8217;anno e focalizzare l&#8217;analisi su quelli.<br \/> &nbsp;<br \/> In un articolo pubblicato su Nature Review Drug Discovery, Michael Goodman di AVOS considera la performance aggregata del gruppo farma in rapporto a 6 indici strategici, che sono: et&agrave; commerciale del prodotto; percentuale sul pharma globale (quanto del profitto dell&#8217;azienda &egrave; legato ai farmaci pi&ugrave; prescritti); vendite MRDP (misura direttamente proporzionale alla quota di venduto del portfolio); Compound Annual Growth Rate (CAGR) delle vendite a 5 anni (quantifica la crescita aggregata delle performance dei farmaci da prescrizione); concentrazione (stima il rischio di diversificazione del portfolio); larghezza (correla il numero di prodotti pi&ugrave; venduti al numero di aree terapeutiche coperte).<br \/> Secondo le previsioni di Goodman, dal 2007 al 2012 il blocco pharma andr&agrave; incontro ad un significativo deterioramento del suo rendimento, con una calo complessivo del 18% del punteggio dei 6 indici critici, che passerebbe da 64 a 54. La discesa pi&ugrave; ripida sar&agrave; quella del &quot;CAGR delle vendite a 5 anni&quot; infatti per questo indice &egrave; previsto un crollo del 68%.<br \/> Il motore trainante principale di questo scenario &egrave; la perdita dell&#8217;esclusivit&agrave; di mercato, esplicitata dal fatto che 9 delle 14 Big Pharma vedranno scadere i diritti di sfruttamento di quelli che nel 2007 erano i loro best seller. La maggior parte dei brevetti scadr&agrave; tra il 2011 e il 2012 quindi la congiuntura sfavorevole si protrarr&agrave; anche oltre il periodo oggetto di queste previsioni. In media le vendite del gruppo pharma passeranno da 20,5 miliardi di dollari nel 2011 a 19,3 miliardi nel 2012 e pi&ugrave; della met&agrave; delle compagnie, individualmente, subir&agrave; una crescita annuale negativa delle vendite nel settore di punta. Inoltre il portfolio principale subir&agrave; una contrazione del numero di prodotti: dai 186 dello scorso anno ne resteranno 180 nel 2012.<br \/> Tra l&#8217;altro &egrave; da notare che i primi 3 performer del gruppo &#8211; Roche, Johnson&amp;Johnson e Bristol-Myers Squibb &#8211; derivano una parte considerevole del loro guadagno da prodotti specialistici, come bevacizumab (Avastin), infliximab (Remicade) e aripiprazolo (Abilify) rispettivamente. E non si tratta di fenomeni isolati dato che Eli Lilly ha comprato ImClone e, di recente, i vertici di Merck e Bristol-Myers Squibb hanno annunciato di voler accelerare la crescita attraverso acquisizioni mirate nel biotech. Tutto ci&ograve; significa che nel futuro del gruppo aggregato pharma l&#8217;interesse principale si rivolger&agrave; ai mercati specialistici, caratterizzati da prodotti ad alto margine.<\/p>\n<p>Source<br \/> Michael Goodman. Market Watch: Pharma industry strategic performance: 2007-2012E. Nature Reviews Drug Discovery 2008; 7: 967<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pharmamarketing.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.pharmamarketing.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>as<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AVOS Life Sciences, nota societ&agrave; di ricerca statunitense, ha analizzato le performance delle prime 14 compagnie farmaceutiche considerandole come un gruppo unitario. Utilizzando i dati sugli investimenti, ha concentrato l&#8217;analisi sui farmaci da prescrizione di punta di ciascuna compagnia, estendendo di fatto il rendimento del prodotto principale a tutto il listino. 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