{"id":12749,"date":"2009-02-20T10:30:00","date_gmt":"2009-02-20T09:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/patto-per-la-salute\/"},"modified":"2009-02-20T10:30:00","modified_gmt":"2009-02-20T09:30:00","slug":"patto-per-la-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/patto-per-la-salute\/","title":{"rendered":"PACT FOR HEALTH"},"content":{"rendered":"<p>&Egrave; ormai ai nastri di partenza il confronto decisivo tra Governo e Regioni sul &laquo;Patto&raquo; per la salute 2010-2012. Una sfida che vale (almeno) otto miliardi e che arriva al bivio politico in Parlamento su federalismo fiscale e costi standard per Asl e ospedali, vale a dire la fetta pi&ugrave; importante dei bilanci regionali. Un testa a testa, quello tra Governo e Regioni, che si somma ad altre partite sanitarie apertissime sul tappeto: le scelte alle porte sui commissariamenti minacciati da tempo per Campania, Sicilia e Molise, per non dire della Calabria; ma anche il capitolo-farmacie, con la questione degli extrasconti misteriosamente scomparsa dal tavolo del Governo proprio mentre spunta una improvvisa voglia anti-liberalizzazioni sulle parafarmacie, dichiarata espressamente dal sottosegretario Ferruccio Fazio.<br \/> In ritardo ormai gi&agrave; di quattro mesi rispetto alle indicazioni (fine ottobre 2008) della manovra triennale di luglio (legge 133\/2008, di conversione del Dl 112), il tavolo sul &laquo;Patto&raquo; per la salute per il triennio 2010-2012 si insedier&agrave; ufficialmente il 4 marzo. La tenuta dei conti sanitari in sede locale &egrave; il traguardo che il Governo vuole imporre alle Regioni, a cominciare da quelle con i conti in rosso. Sul piatto, per legge, non mancherebbero le indicazioni concrete di &quot;metodo&quot;: tagli dei posti-letto e del personale ma anche ticket automatici in caso di deficit perfino a carico degli esenti. Non sar&agrave; insomma un confronto in discesa, e non solo perch&eacute; insieme andr&agrave; affrontata in via definitiva la messa a punto dei nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza). Le Regioni sostengono infatti che dal 2010 mancheranno all&#8217;appello almeno otto miliardi, e, forti delle promesse fatte mesi fa da Berlusconi, non hanno alcuna intenzione di fare retromarcia. Resta da vedere se e quanto il Governo &egrave; davvero pronto ad allentare i cordoni della borsa, tanto nell&#8217;attuale, complicatissima congiuntura economica.<br \/> Proprio al tavolo sul &laquo;Patto&raquo;, peraltro, potrebbe rispuntare la questione degli extrasconti sui farmaci generici concessi alle farmacie, che si intendeva eliminare con un decreto legge per risparmiare almeno 500 milioni l&#8217;anno. Per un decreto al momento scomparso, altre misure su farmaci e farmacie sembrano essere per&ograve; adesso nel cuore della maggioranza: l&#8217;abolizione progressiva delle parafamacie, oltre 2.500 strutture con la possibilit&agrave; di vendere farmaci senza obbligo di ricetta create dopo le liberalizzazioni di Bersani del 2006 che, ha detto Fazio, potrebbero essere assorbite da farmacie e grande distribuzione. I &quot;liberi farmacisti&quot; sono gi&agrave; insorti, le farmacie private gongolano. Proprio mentre sui farmaci sta per esplodere un&#8217;altra grana: se la spesa per pillole in farmacia &quot;tiene&quot;, cresce invece a dismisura quella degli ospedali che nel 2008 potrebbe sfondare il tetto per 1,3 miliardi. Un disavanzo che dovrebbero autofinanziarsi le Regioni.<br \/> R. Tu.&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sole 24 Ore del 20\/02\/2009&nbsp;&nbsp; p. 27<\/p>\n<p>AF<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&Egrave; ormai ai nastri di partenza il confronto decisivo tra Governo e Regioni sul &laquo;Patto&raquo; per la salute 2010-2012. Una sfida che vale (almeno) otto miliardi e che arriva al bivio politico in Parlamento su federalismo fiscale e costi standard per Asl e ospedali, vale a dire la fetta pi&ugrave; importante dei bilanci regionali. 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