{"id":13303,"date":"2010-09-15T10:30:00","date_gmt":"2010-09-15T08:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/in-arrivo-il-ticket-in-campania-farmacisti-scettici\/"},"modified":"2010-09-15T10:30:00","modified_gmt":"2010-09-15T08:30:00","slug":"in-arrivo-il-ticket-in-campania-farmacisti-scettici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/in-arrivo-il-ticket-in-campania-farmacisti-scettici\/","title":{"rendered":"The ticket is arriving in Campania, skeptical pharmacists"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;Dovrebbe scattare domani, in attesa della firma definitiva prevista entro la giornata di oggi, il decreto che introduce l&#8217;aumento del ticket sui farmaci in Campania. L&#8217;aumento del ticket, come noto, si &egrave; reso necessario per far fronte al debito della sanit&agrave;, accertato in 5,5 miliardi di euro. Gli interventi potrebbero arrivare fino a 2 euro per ricetta. Si tratta, per&ograve; sulle fasce di reddito esentate dal rincaro. Un intervento che sortir&agrave; gli effetti sperati? Non ne sono convinti gli operatori sanitari, a cominciare dai farmacisti. Lo sottolinea Michele Di Iorio che si chiede &laquo;applicare nuovi ticket su un segmento di spesa, come quello della farmaceutica, abbondantemente sotto controllo a cosa serve? Inoltre come si pensa di operare sui farmaci ospedalieri, tipo quelli oncologici, che se vengono ritirati in ospedale non sono pagati dal paziente, mentre se &egrave; costretto a ritirarli in farmacia dovr&agrave; pagarli? Non solo &#8211; continua Di Iorio &#8211; le farmacie ritireranno, per questi farmaci, il ticket per conto delle Asl: ma si sa che in Campania soltanto 5 delle 7 asl esistenti prevedono la distribuzione &quot;per conto&quot;, con ben quattro sistemi economici diversi&raquo;.<\/p>\n<p><em>Marco Malagutti &#8211; Farmacista33 &#8211; 14 settembre 2010 &#8211; Anno 6, Numero 153<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sanit&agrave; campana, crisi &quot;greca&quot; sempre pi&ugrave; vicina<\/strong><\/p>\n<p>Si fanno sempre pi&ugrave; drammatiche le condizioni della Sanit&agrave; campana (nella foto il palazzo della Regione) , sull&#8217;orlo di un fallimento che rischia di trascinare la Regione in una vera e propria &quot;crisi greca&quot;. L&#8217;indebitamento complessivo dell&#8217;amministrazione ammonta a circa 13 miliardi, sei dei quali imputabili al servizio sanitario. In sostanza non ci sono pi&ugrave; soldi, neanche per le operazioni correnti: le Asl hanno i conti bloccati dai creditori per un miliardo e mezzo di euro e le risorse della Regione &#8211; che da giugno anticipa la liquidit&agrave; alle aziende sanitarie per gli stipendi del personale &#8211; ammontavano ad agosto a meno di 500 milioni. La strategia messa in campo dall&#8217;amministrazione si pu&ograve; riassumere in una parola: resistere. Almeno fino alla prossima settimana, quando il governo decider&agrave; sullo sblocco dei fondi Fas, dai quali dovrebbe arrivare una boccata d&#8217;ossigeno. Resistere e tirare la cinghia. Dal 15 settembre Tac, risonanze, ecografie e radiografie non verranno pi&ugrave; rimborsate alle strutture convenzionate, causa raggiungimento del tetto di spesa annuale. Dal 6 settembre invece i cittadini di Napoli e provincia sono costretti a pagare di tasca propria i medicinali di fascia A per poi chiedere il rimborso al servizio sanitario: le farmacie infatti sono passate all&#8217;assistenza indiretta e ci rimarranno fino a fine ottobre, in segno di protesta contro i ritardi nei rimborsi (le Asl non pagano dal gennaio scorso). Alla Napoli 1, infine, sono ormai mesi che gli stipendi del personale vengono versati con quattro-sei giorni di ritardo, causa mancanza di liquidit&agrave;.<\/p>\n<p><em>DoctorNews &#8211; 14 settembre 2010<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Dovrebbe scattare domani, in attesa della firma definitiva prevista entro la giornata di oggi, il decreto che introduce l&#8217;aumento del ticket sui farmaci in Campania. L&#8217;aumento del ticket, come noto, si &egrave; reso necessario per far fronte al debito della sanit&agrave;, accertato in 5,5 miliardi di euro. 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