{"id":13410,"date":"2010-10-31T10:30:00","date_gmt":"2010-10-31T09:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/finte-crisi-e-nessun-controllo-nel-farmaceutico\/"},"modified":"2010-10-31T10:30:00","modified_gmt":"2010-10-31T09:30:00","slug":"finte-crisi-e-nessun-controllo-nel-farmaceutico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/finte-crisi-e-nessun-controllo-nel-farmaceutico\/","title":{"rendered":"Fake crises and no control in the pharmaceutical sector"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dear colleagues,<\/p>\n<p>da qualche tempo sui siti specializzati del settore farmaceutico leggiamo di cessioni di rami di azienda,di mobilit&agrave; e di presunte crisi che colpiscono il nostro settore. <br \/> Senza volersi addentrare in strane dietrologie,si deve per&ograve; notare come nel settore farmaceutico a dispetto di quanto sta accadendo in altri settori,le aziende farmaceutiche continuino ad effettuare crescite importanti di fatturato e di profitti (basta leggere qualche sito di economia) e contemporane amente la loro opera di mattanza degli isf senza alcuna vera motivazione di crisi. Questi fatti sono oramai pubblicati non solo nei siti specializzati , e sono a conoscenza anche del grande pubblico perch&eacute; di tali argomenti si interessano anche i grandi giornali.<br \/> Quello che lascia tutti molto perplessi sono tre aspetti.<br \/> Il primo riguarda l&rsquo;aspetto fatalistico della categoria degli isf, i quali sembrano agnelli sacrificali che attendono solo il loro turno. Al di l&agrave; di generiche prese di posizione o di sporadici tentativi e di eroici colleghi che continuano a lottare contro un sistema veramente aberrante,la grande maggioranza continua a testa bassa a lavorare pur temendo rappresaglie e la perdita del proprio posto di lavoro senza reagire. <br \/> Il secondo riguarda la totale assenza dei sindacati e delle istituzioni. I primi continuano a mantenere le famose &quot;relazioni industriali&quot;, a firmare contratti collettivi di lavoro capestro ed avvallano mobilit&agrave; e crisi inesistenti. Le istituzioni invece sono addirittura lontanissime dagli isf. Se si chiude un centro di ricerca o se sono gli interni di una azienda a soffrire una CIG o una chiusura di sedi &egrave; tutto un levare di scudi a livello politico locale e nazionale. Per gli Isf,nulla. Sembra solo l &rsquo;On. Scilipoti ad essersi accorto di quanto sta accadendo alla nostra categoria, il resto nulla. Eppure quando si avvicinano le elezioni, tutti i piccoli ras locali all&rsquo;improvviso si ricordano anche di noi per il voto. <br \/> Il terzo riguarda le aziende farmaceutiche che con gran disinvoltura si muovono senza alcun problema. Addirittura continuano a cedere finti rami di azienda o a cedere pi&ugrave; verosimilmente persone e contratti di lavoro ad aziende contenitore. Anche l&rsquo;ultima notizia proveniente dalla Sardegna &egrave; l&rsquo;ennesima ciliegina sulla torta. Finalmente si inizia a mettere a fuoco che le famose regolamentazioni regionali non sono assolutamente rispettate dalle aziende e dagli isf operanti in quel territorio. E questo problema non &egrave; una peculiarit&agrave; solo della Sardegna, ma riguarda molte altre regioni ove tali regolamentazioni sono attive e ove le aziende farmaceutiche fanno il bello ed il cattivo tempo. D&rsquo;altronde chiedere di vedere 9-10 medici o un medico in pi&ugrave; a cosa serve se non a scavalcare le normative regionali ed il numero di visite annue ? <br \/> Cari colleghi prestiamo maggiore attenzione a questi aspetti, altrimenti come sempre per Noi ci saranno guai in caso di controlli e per le aziende farmaceutiche invece alcun problema se non quello di fare sempre pi&ugrave; profitti alle nostre spalle.<br \/> Umberto Alderisi<br \/> 29.10.2010<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"il_fi\" style=\"width: 355px; height: 277px\" height=\"392\" alt=\"\" width=\"427\" src=\"http:\/\/lucamarcon.files.wordpress.com\/2010\/05\/bucchi_nerosubiancosicurifarlafranca-01.jpg?w=427&amp;h=392\" \/><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Cari colleghi, da qualche tempo sui siti specializzati del settore farmaceutico leggiamo di cessioni di rami di azienda,di mobilit&agrave; e di presunte crisi che colpiscono il nostro settore. 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