{"id":13593,"date":"2011-02-05T10:00:00","date_gmt":"2011-02-05T09:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/non-farmaci-ma-beni-di-largo-consumo\/"},"modified":"2011-02-05T10:00:00","modified_gmt":"2011-02-05T09:00:00","slug":"non-farmaci-ma-beni-di-largo-consumo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/non-farmaci-ma-beni-di-largo-consumo\/","title":{"rendered":"Not drugs, but consumer goods"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"3\">Cari colleghi in questi giorni &egrave; un gran parlare su tutti i siti web e sui giornali dell&rsquo;accordo fra Farmindustria e Poste per la consegna a domicilio dei farmaci. Molte strutture hanno gi&agrave; esposto la loro posizione di disaccordo a questo nuovo scellerato patto che di fatto trasformano il farmaco, bene prezioso ed indispensabile ai malati quale una mera merce di consumo. <br \/> Gli addetti al servizio di informazione scientifica, purtroppo hanno visto in questi anni lentamente ed inesorabilmente decrescere la loro professionalit&agrave; a scapito di un marketing sempre pi&ugrave; arrembante, mentre stuoli di sindacalisti lontanissimi dalla nostra professione forse per dabbenaggine o per ignoranza in materia hanno da sempre avvallato le mire commerciali delle aziende relegando il farmaco a puro mezzo di consumo.&nbsp;&nbsp; <br \/> Insomma sta di fatto che per le aziende farmaceutiche la partita che vede il farmaco come un qualsiasi altro prodotto &egrave; quasi vinta. Ed adesso questa ciliegina sulla torta. Il farmaco dovrebbe essere consegnato a casa dal paziente da un ignaro postino che nulla conosce di quanto sta facendo, il ruolo dell&rsquo;isf quale controllore degli eventuali eventi avversi verrebbe completamente saltato, quello del farmacista, dispensatore del farmaco ed anch&rsquo;esso controllore di posologie, eventi avversi e controindicazioni andrebbe a farsi friggere, per che cosa ?<br \/> Semplicemente per aprire un nuovo canale distributivo, pi&ugrave; diretto fra produttore (azienda farmaceutica) e consumatore (malato). E&rsquo; un segno dei nostri tempi. Non esiste pi&ugrave; alcuna remora e si cercano tutte le possibili scappatoie pi&ugrave; o meno legali per fare business. Alle aziende farmaceutiche stanno stretti certi lacciuoli burocratici e normativi. (Bisogna comprendere le loro esigenze, si tratta pur sempre di business).<br \/> Pure in Parlamento qualche dubbio sulla validit&agrave; di questo accordo &egrave; stato sollevato, solo il ministro della Salute &egrave; sembrato convinto che tutto vada bene cos&igrave;. Siamo alla follia. Tra poco se si permetterano&nbsp; questi scempi, cosa altro dovremo vedere ? I pescivendoli o i fruttivendoli vendere compresse, colliri e supposte al peso sulle bancarelle dei mercati come se fossero frutta o verdura ? <br \/> E quale senso dovrebbe ancora avere il medico, l&rsquo;informatore scientifico ed il farmacista ? Nessuno,infatti per fare solo Business e non preoccuparsi della salute e del benessere in toto a cosa servono queste obsolete figure ?<br \/> Attenzione,cari colleghi, amici e lettori perch&eacute; quanto si sta prospettando &egrave; veramente assurdo.<br \/> Umberto Alderisi<br \/> 04.02.2011<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 225px; height: 225px\" id=\"rg_hi\" class=\"rg_hi\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" data-width=\"225\" data-height=\"225\" src=\"http:\/\/t3.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcSy4mIU4lAsU_xMVUGUtXu2-LAISm_jJns1yRdARdl2mxjzaUA1aw\" \/><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari colleghi in questi giorni &egrave; un gran parlare su tutti i siti web e sui giornali dell&rsquo;accordo fra Farmindustria e Poste per la consegna a domicilio dei farmaci. 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