{"id":13715,"date":"2011-04-04T17:30:00","date_gmt":"2011-04-04T15:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/tangenti-per-il-via-libera-ai-farmaci-denuncia-delluniversita-di-chieti-pescara\/"},"modified":"2011-04-04T17:30:00","modified_gmt":"2011-04-04T15:30:00","slug":"tangenti-per-il-via-libera-ai-farmaci-denuncia-delluniversita-di-chieti-pescara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/tangenti-per-il-via-libera-ai-farmaci-denuncia-delluniversita-di-chieti-pescara\/","title":{"rendered":"&quot;Bribes for the green light for drugs&quot; Complaint by the University of Chieti-Pescara"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"3\"><strong>CHIETI &#8211;<\/strong> Tangenti all&#8217;Universit&agrave;. Tangenti per corrompere funzionari e ricercatori dell&#8217;ateneo D&#8217;Annunzio impegnati nella sperimentazione dei farmaci. Avrebbe pagato 92 mila euro di mazzette Tullio Raimondo Faiella, titolare di un&#8217;azienda di distribuzione farmaceutica (gi&agrave; coinvolto a Roma in uno scandalo da dieci milioni di euro per ricette false in cambio di sesso). Stavolta i soldi servivano per ottenere dal Cesi &#8211; istituto di ricerca scientifica dell&#8217;Universit&agrave; D&#8217;Annunzio finanziato dalla fondazione dell&#8217;ateneo &#8211; un parere favorevole sulla messa in commercio di un farmaco. 92 mila euro di soldi in nero divisi per tre ricercatori responsabili del centro di sperimentazione.<\/p>\n<p> A denunciare la vicenda sono stati il rettore dell&#8217;ateneo D&#8217;Annunzio, Franco Cuccurullo, e il direttore generale, Marco Napoleone, che proprio oggi hanno inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Chieti, raccontando il fatto nei dettagli. &quot;L&#8217;imprenditore &#8211; scrivono nell&#8217;esposto &#8211; si &egrave; presentato dieci giorni fa all&#8217;universit&agrave; e davanti a noi ha raccontato di aver pagato 92 mila euro di soldi in nero per la sperimentazione di un farmaco. Un racconto dettagliato dove ha precisato anche i nomi delle persone ha cui avrebbe versato i soldi in contanti&quot;. Cuccurullo e Napoleone nell&#8217;esposto citano i tre nominativi che avrebbero ricevuto rispettivamente tangenti da 50 mila, 25 mila e 17 mila euro in base al loro &quot;peso&quot; sulla riuscita della sperimentazione del farmaco.<\/p>\n<p> Ma, nonstante il versamento di tangenti, il medicinale non avrebbe superato il vaglio dell&#8217;Aifa (l&#8217;agenzia italiana per il farmaco, organo del ministero della salute). &quot;L&#8217;imprenditore ha raccontato che appena ricevuta la bocciatura dall&#8217;Aifa &#8211; scrivono rettore e dg nel documento inviato alla procura &#8211; ha preteso dai tre la restituzione del denaro, che poco dopo avrebbe ricevuto indietro solo in parte. A me e al rettore ha chiesto un risarcimento di 150 mila euro per il danno arrecatogli. Davanti alle obiezioni da parte del rettore Cuccurullo, Faiella ha ribattuto asserendo che quello delle tangenti era a sua avviso un sistema dentro l&#8217;universit&agrave; e dentro la fondazione dell&#8217;ateneo&quot;. &quot;A quel punto ho inviato l&#8217;imprenditore a denunciare il fatto alla Procura competente &#8211; spiega ancora il direttore generale nell&#8217;esposto &#8211; ma la sua risposta &egrave; stata che con la denuncia non avrebbe certo ottenuto i fondi. La sensazione &egrave; stata come se volesse da noi i soldi persi&quot;.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"3\">Faiella nel 2008 fu coinvolto in una vicenda di sesso e soldi in cambio di ricette false. Secondo la procura di Roma ammontava a 10 milioni di euro la truffa al sistema sanitario nazionale per rimborsi illeciti di medicinali, scoperta dai carabinieri del Nas. Una novantina le persone coinvolte nell&#8217;inchiesta che, coordinata dalla Direzione Settore Antimafia, aveva portato all&#8217;arresto di 43 persone tra imprenditori, informatori scientifici, medici e farmacisti.&nbsp; Un sistema ben oleato quello smascherato dall&#8217;operazione &quot;Apotheke&quot;, con ramificazioni, oltre che a Roma e nel Lazio, anche in Campania, Abruzzo, Sicilia e Sardegna.<\/p>\n<p> A capo dell&#8217;organizzazione, secondo gli inquirenti, c&#8217;era proprio Tullio Raimondo Faiella, napoletano di 48 anni, titolare di un&#8217;azienda di distribuzione di farmaci a Grottaferrata, nella zona dei castelli romani: gestiva una rete di 25 informatori scientifici che avevano il compito di corrompere medici e farmacisti per ottenere prescrizioni di medicinali di fascia A (completamente a carico del Ssn) in modo tale da incrementare le sue vendite in modo vertiginoso. Le ricette, intestate a pazienti inesistenti o presi a caso dall&#8217;elenco telefonico (tra cui figura anche un gruppo di suore di clausura), venivano poi consegnate a farmacisti spesso compiacenti per ottenerne i rimborsi. I medicinali andava<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHIETI &#8211; Tangenti all&#8217;Universit&agrave;. Tangenti per corrompere funzionari e ricercatori dell&#8217;ateneo D&#8217;Annunzio impegnati nella sperimentazione dei farmaci. Avrebbe pagato 92 mila euro di mazzette Tullio Raimondo Faiella, titolare di un&#8217;azienda di distribuzione farmaceutica (gi&agrave; coinvolto a Roma in uno scandalo da dieci milioni di euro per ricette false in cambio di sesso). 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