{"id":14206,"date":"2011-10-20T09:30:00","date_gmt":"2011-10-20T07:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/immigrati-sifo-non-pesano-sulla-spesa-farmaceutica\/"},"modified":"2011-10-20T09:30:00","modified_gmt":"2011-10-20T07:30:00","slug":"immigrati-sifo-non-pesano-sulla-spesa-farmaceutica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/immigrati-sifo-non-pesano-sulla-spesa-farmaceutica\/","title":{"rendered":"Immigrants: SIFO, they do not weigh on pharmaceutical expenditure"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>(ASCA) &#8211; Roma, 19 ott &#8211; &#8221;In Italia vivono quasi 5 milioni di immigrati (pari al 7,2% della popolazione residente) che producono l&#8217;11,1% della ricchezza nazionale, ma incidono sulla spesa farmaceutica complessiva solo per il 2%. La ragione principale va ricercata nella giovane et&agrave; (quella media &egrave; di 36 anni) di queste persone, che ricorrono ai farmaci in misura decisamente inferiore rispetto agli italiani (soprattutto per la cura di malattie cardiovascolari)&#8221;. I dati emergono dal 32* Congresso Nazionale della Sifo (Societ&agrave; italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie), che si chiude oggi a Firenze con la partecipazione di oltre mille iscritti.<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">&#8221;Il farmaco pu&ograve; essere un &#8221;tracciante&#8217; dello stato di salute delle persone &#8211; afferma Laura Fabrizio, presidente Sifo -. Abbiamo attivato un Osservatorio sulla prescrizione farmaceutica della popolazione immigrata in collaborazione con la Societ&agrave; Italiana di Medicina della Migrazioni (Simm), l&#8217;Istituto Superiore di Sanit&agrave;, Cineca e il Consorzio Mario Negri Sud&#8221;.<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Si tratta, spiega Enrico Costa, responsabile dell&#8217;Area Cooperazione internazionale della Sifo, del &#8221;primo progetto in Italia di questo tipo. Sono state coinvolte 39 Asl in 9 Regioni per un totale di pi&ugrave; di 10 milioni di pazienti assistibili. Circa il 15% della popolazione italiana riceve pi&ugrave; di 10 farmaci nel corso di un anno, invece il 50% degli immigrati solamente uno. E non sono emerse differenze nel consumo tra la popolazione pediatrica italiana e quella immigrata. La SIFO vuole essere una rete di supporto alla salute globale, grazie alla nostra posizione privilegiata che ci permette di interagire con i clinici e con gli amministratori. Abbiamo dedicato questo congresso alla &#8216;Nuove tecnologie&#8217;. Noi rappresentiamo una &#8216;tecnologia di presenza&#8217; su tutto il territorio nazionale. I migranti sono un&#8217;importante risorsa per l&#8217;Europa e per l&#8217;Italia perch&eacute;&#8217; contribuiscono allo sviluppo democratico ed economico&#8221;.<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Il progetto mira a evidenziare le variazioni qualitative e quantitative nell&#8217;accesso ai farmaci erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale tra le diverse popolazioni di immigrati e italiani e soprattutto a far emergere, dal confronto con i dati epidemiologici, i bisogni inevasi, anche alla luce delle differenze nei livelli e nell&#8217;organizzazione dell&#8217;assistenza sanitaria delle Regioni coinvolte.<\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\" class=\"MsoNormal\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><\/p>\n<p><em>19 ottobre 2011<\/em> <img","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;(ASCA) &#8211; Roma, 19 ott &#8211; &#8221;In Italia vivono quasi 5 milioni di immigrati (pari al 7,2% della popolazione residente) che producono l&#8217;11,1% della ricchezza nazionale, ma incidono sulla spesa farmaceutica complessiva solo per il 2%. 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