{"id":14773,"date":"2012-04-12T16:30:00","date_gmt":"2012-04-12T14:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/farmaceutica-il-rapporto-pharmasoft-non-conforme-7-archivi-medici-aziende\/"},"modified":"2012-04-12T16:30:00","modified_gmt":"2012-04-12T14:30:00","slug":"farmaceutica-il-rapporto-pharmasoft-non-conforme-7-archivi-medici-aziende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/farmaceutica-il-rapporto-pharmasoft-non-conforme-7-archivi-medici-aziende\/","title":{"rendered":"Pharmaceutical; the Pharmasoft report: non-compliant 7% medical archives companies"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10.5pt\">Roma, 12 apr. &#8211; (Adnkronos Salute) &#8211; Omonimie, nomi o cognomi non corrispondenti, registrati piu&#8217; volte o che non risultano come iscritti all&#8217;albo dei medici, essendo ad esempio infermieri o altri operatori sanitari. Sono queste le principali cause di <span class=\"span\"><strong><span id=\"U313195281002uPD\">non conformita&#8217; riscontrate nel 7% archivi medici &#8216;scansionati&#8217; da Pharmasoft<\/span><\/strong><\/span>, che ha presentato oggi a Roma, nella sede del Senato, il 1&deg; Rapporto annuale sullo stato di salute degli archivi degli operatori sanitari abilitati alla prescrizione dei medicinali, visitati e gestiti delle organizzazioni farmaceutiche cosi&#8217; come disposto dai decreti legislativi 219\/06 e 196\/03.<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; background: white\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10.5pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'\">Il rapporto, pubblicato da Pharmasoft quale <strong>ente di certificazione indipendente<\/strong>, contiene le risultanze dei controlli effettuati da gennaio a dicembre 2011 sullo stato di conformita&#8217; degli archivi dei medici visitati dalle aziende farmaceutiche che spontaneamente si sono sottoposte a processo di verifica secondo la procedura Sgcmf, in tutto 17. Fra queste, c&#8217;e&#8217; una netta prevalenza di multinazionali, 14 su 17, probabilmente per la maggiore abitudine a confrontarsi con policy e procedure anche molto restrittive.<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; background: white\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10.5pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'\">I dati rivelano che <strong>nel corso del 2011 le anagrafiche sottoposte a certificazione<\/strong>, quasi un milione e mezzo,<strong> hanno raggiunto un livello di conformita&#8217; medio pari al 92,5%<\/strong>. Piu&#8217; in generale, emerge un incremento della conformita&#8217; media pari a circa il 4% sul 2010 (era l&#8217;89,7%). La non conformita&#8217; si verifica quando un nominativo sottoposto a verifica non risponde ai requisiti della procedura di controllo: nel 56% e&#8217; relativa al nome del medico non corrispondente e nel 20% al cognome. Molto frequenti sono anche i casi di omonimia, situazioni che si vengono a creare con cognomi simili quali: Rossi, Bianchi ecc. Nel 2% dei casi sono stati rilevati nominativi non iscritti all&#8217;albo provinciale: si tratta di casi di errata schedatura di un infermiere o di altro operatore sanitario. <\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; background: white\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10.5pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'\">&quot;<strong>La certificazione dell&#8217;archivio dei medici<\/strong>, intesa come valutazione della quantita&#8217;, qualita&#8217; e affidabilita&#8217; dei dati contenuti &#8211; ha evidenziato<strong> Riccardo Giannetti, presidente di Pharmasoft&nbsp;<\/strong>[<em>N.d.R.: ex ISF Roche<\/em>]&nbsp;&#8211; <strong>e&#8217; un presupposto imprescindibile per una gestione in correttezza<\/strong>, sicurezza e conformita&#8217; dei dati personali dei soggetti medici, raccolti durante l&#8217;attivita&#8217; di informazione. Le aziende che si sottopongono a questo controllo sono le aziende virtuose, che hanno intrapreso un percorso di crescita per eliminare i dati &#8216;sporchi&#8217; dai loro archivi&quot;.<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; font-size: 10.5pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'\">&quot;<strong>Le aziende farmaceutiche <\/strong>&#8211; ha proseguito &#8211; <strong>sono attori fondamentali nell&#8217;intero sistema salute<\/strong>. Ma lo e&#8217; anche l&#8217;attivita&#8217; di informazione medico-scientifica svolta quotidianamente da seri e preparati professionisti nei confronti dei medici, nel<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 12 apr. &#8211; (Adnkronos Salute) &#8211; Omonimie, nomi o cognomi non corrispondenti, registrati piu&#8217; volte o che non risultano come iscritti all&#8217;albo dei medici, essendo ad esempio infermieri o altri operatori sanitari. 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