{"id":16267,"date":"2013-02-15T15:30:00","date_gmt":"2013-02-15T14:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/cosi-le-aziende-farmaceutiche-corrompono-i-ricercatori\/"},"modified":"2013-02-15T15:30:00","modified_gmt":"2013-02-15T14:30:00","slug":"cosi-le-aziende-farmaceutiche-corrompono-i-ricercatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/cosi-le-aziende-farmaceutiche-corrompono-i-ricercatori\/","title":{"rendered":"Thus the pharmaceutical companies bribe the researchers."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><font size=\"3\"><font face=\"Times New Roman\">Ricercatori a libro paga di aziende farmaceutiche. Scienziati che studiano un farmaco, lo testano per anni e poi ne riportano i risultati su riviste di prestigio. Sistemi sanitari che approvano e rimborsano solo le medicine testate, titolate e controfirmate, seguendo i cosiddetti &ldquo;criteri scientifici&rdquo;.<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><font size=\"3\"><font face=\"Times New Roman\">Medici e pazienti -rassicurati da questa mole di studi- che si fidano, i primi prescrivendolo, i secondi credendo di curarsi. E invece salta fuori il conflitto di interessi. <strong>L&rsquo;azienda farmaceutica paga per farsi approvare i farmaci.<\/strong><\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><font size=\"3\"><font face=\"Times New Roman\">Un esempio? La <strong>Wyeth<\/strong> ha elargito somme di denaro al ricercatore <strong>Robert Lindsay<\/strong> autore di uno dei primi trial clinici di terapia ormonale sostitutiva (Tos), a base di estrogeni, per curare l&rsquo;osteoporosi. Lindsay &egrave; anche direttore della rivista <em>Osteoporosis International<\/em> e presidente della National Osteoporosis Foundation.<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><font size=\"3\"><font face=\"Times New Roman\">L&rsquo;inchiesta che ha portato a galla la corruzione &egrave; stata condotta da <strong>Charles Seife<\/strong>, matematico e giornalista di Washington. Riportata dalla rivista <em>Scientific American<\/em>, la troviamo sul numero di febbraio de <strong>Le Scienze<\/strong> che all&rsquo;argomento dedica la copertina &ldquo;Fidarsi di Big Pharma?&rdquo; , l&rsquo;editoriale di Marco Cattaneo e un servizio di 9 pagine [<em>vedi<\/em>: <a href=\"http:\/\/www.federaisf.org\/Start\/HDefault.aspx?Newsid=7201\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.federaisf.org\/Start\/HDefault.aspx?Newsid=7201<\/a>].<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><font size=\"3\"><font face=\"Times New Roman\">&ldquo;Quello di Lindsay &egrave; un caso tipico &ndash; spiega Seife &ndash; Negli ultimi anni le case farmaceutiche hanno trovato molti modi per mettere ingenti somme di denaro &ndash; in alcuni casi sufficienti a garantire a un figlio la frequenza all&rsquo;universit&agrave; &ndash; nelle tasche di medici indipendenti che svolgono ricerche su farmaci in fase di produzione o commercio da parte di queste aziende. Il problema non riguarda solo imprese e ricercatori ma il sistema: istituzioni finanziatrici, laboratori, riviste specialistiche, ordini professionali e cos&igrave; via. Nessuno offre un metodo di controllo in grado di evitare conflitti di interesse&rdquo;.<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><font size=\"3\"><font face=\"Times New Roman\">Seife riferisce che &ldquo;in tutti gli Usa ci sono scienziati che conducono ricerche finanziate dal governo e contemporaneamente prendono denaro dalle case farmaceutiche. Per avere un&rsquo;idea della quantit&agrave; di denaro ho consultato la banca dati ProPublica che contiene i pagamenti delle case farmaceutiche per identificare i ricercatori pagati. Nel solo stato di New York abbiamo individuato esborsi per 1,8 milioni di dollari da parte di poche aziende a beneficiari di finanziamenti pubblici. Erano pagamenti per tenere conferenze, consulenze e altri servizi&rdquo;.<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><font size=\"3\"><font face=\"Times New Roman\">Uno studio pubblicato nel 2010 sul <em>British medical journal<\/em> rivel&ograve; che l&rsquo;87% dei ricercatori che diede parere favorevole al farmaco per il diabete Avandia prodotto dalla GlaxoSmithKline, sospettato di provocare infarti, avevano ricevuto denaro dai produttori del farmaco. Nel caso dell&rsquo;Avandia la corruzione emerse anche fra i membri della commissione della Food and Drug Administration chiamata a valutare.<\/p>\n<p><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><font size=\"3\"><font face=\"Times New Roman\">Seife i<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricercatori a libro paga di aziende farmaceutiche. Scienziati che studiano un farmaco, lo testano per anni e poi ne riportano i risultati su riviste di prestigio. 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