{"id":164,"date":"2014-05-12T10:12:12","date_gmt":"2014-05-12T08:12:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=164"},"modified":"2014-05-13T10:18:25","modified_gmt":"2014-05-13T08:18:25","slug":"studi-associati-mmg-verso-il-tramonto-per-il-fisco-spesso-incongrui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/studi-associati-mmg-verso-il-tramonto-per-il-fisco-spesso-incongrui\/","title":{"rendered":"Associated studies Mmg towards sunset: often incongruous for the taxman"},"content":{"rendered":"<p>Gli studi associati dei medici di famiglia destinati a tramontare in favore delle cooperative? Possibile. Il Fisco giudica incongrue molte dichiarazioni di questi enti: sosterrebbero costi troppo alti in relazione ai corrispettivi di propria competenza. E con l\u2019incongruit\u00e0 il rischio di un accertamento \u00e8 alto, anche se prima scatta un contraddittorio con l\u2019Agenzia delle Entrate dove il medico pu\u00f2 provare le sue ragioni. In regioni come la Lombardia, gli studi associati a lungo sono stati la formula prescelta dai medici per associarsi. La norma finale 4 della convenzione 2000 consente di versare parte dello stipendio direttamente allo studio senza citare altre forme societarie; per di pi\u00f9 questi enti, tipici di avvocati, notai, liberi professionisti puri, sono autonomi soggetti fiscali, e possono intestarsi utenze e assumere personale. Qui scatta l\u2019inghippo: molti medici con l\u2019ente studio associato ci pagano i costi per intero, come avviene per le coop. Ma, se restano esigue le entrate dello studio \u2013 che pi\u00f9 \u00e8 \u201cpopoloso\u201d pi\u00f9 \u00e8 complesso da governare, richiedendo l\u2019unanimit\u00e0 dei consensi per le decisioni \u2013 ecco che il Fisco trova incongrua la dichiarazione.<\/p>\n<p>\u00abPer l\u2019Agenzia delle Entrate sono incongrue le situazioni in cui i costi sono sproporzionati rispetto ai ricavi\u00bb, spiega\u00a0<b>Maurizio DiMarcotullio\u00a0<\/b>dottore commercialista, tecnico della Commissione Fisco Fimmg. \u00abGli studi di settore verificano quanto i costi sostenuti dal professionista incidano sui compensi. C\u2019\u00e8 un indice ideale dal quale non ci si dovrebbe scostare; l\u2019incongruit\u00e0 scatta quando ci si scosta perch\u00e9 gli oneri sono troppo alti rispetto ai compensi dichiarati. Gli accordi regionali in realt\u00e0 prevedono si versi allo studio associato una percentuale per coprire i costi. Poniamo sia il 20% dei compensi in busta paga: a quello studio il medico non dovr\u00e0 imputare il 100% dei costi di personale e utenze ma il 20%, o comunque una percentuale omogenea, altrimenti lui \u00e8 congruo ma lo studio associato non lo \u00e8 e scatta il contraddittorio\u00bb. Che non \u00e8 un \u201cguaio\u201d. \u00abLo studio di settore \u2013dice Di Marcotullio &#8211; \u00e8 una presunzione semplice, come ribadisce la Cassazione, e se il medico porta prove della regolarit\u00e0 del calcolo e della sua buona fede, gli argomenti del Fisco possono \u201ccadere\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Per evitare grane dunque meglio rinunciare alla forma societaria? Anche la formula di pagare un medico il personale, uno le utenze, un terzo l\u2019affitto, e poi compensare a fine anno tra loro, per il Fisco non \u00e8 trasparente, ricordano in Fimmg. Di Marcotullio ricorda che Fimmg ha fatto ricorso al Tar un anno fa contro gli studi di settore. \u00abRiteniamo che il Mmg sia una figura parasubordinata, i suoi redditi sono in gran parte da convenzione. Chiedevamo la sospensiva ma \u00e8 stata respinta: i giudici, in attesa di esprimersi nel merito, non ravvisano gravit\u00e0 e urgenza per intervenire, e forse vedono la risposta alla questione molto delicata\u00bb.<\/p>\n<p><i>Mauro Miserendino<\/i><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli studi associati dei medici di famiglia destinati a tramontare in favore delle cooperative? Possibile. Il Fisco giudica incongrue molte dichiarazioni di questi enti: sosterrebbero costi troppo alti in relazione ai corrispettivi di propria competenza. 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