{"id":17995,"date":"2014-05-15T04:30:00","date_gmt":"2014-05-15T02:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/superlavoro-decesso-del-dipendente-per-infarto-del-miocardio-2\/"},"modified":"2014-05-15T04:30:00","modified_gmt":"2014-05-15T02:30:00","slug":"superlavoro-decesso-del-dipendente-per-infarto-del-miocardio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/superlavoro-decesso-del-dipendente-per-infarto-del-miocardio-2\/","title":{"rendered":"Overwork: death of the employee due to myocardial infarction"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: large;\">&nbsp;<strong><span style=\"line-height: 107%; font-family: Arial, sans-serif; color: rgb(68, 68, 68);\">Il fatto<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"line-height: 107%; font-family: Arial, sans-serif; color: rgb(68, 68, 68);\"> Con ricorso al Tribunale di Roma la coniuge di un lavoratore deceduto per infarto del miocardio ha agito contro il datore di lavoro affinch&eacute; venisse condannato al risarcimento dei danni patrimoniali e morali derivanti dal decesso del congiunto.<br \/> A sostegno della domanda deduceva che il coniuge si era trovato ad operare negli ultimi mesi del suo rapporto di lavoro, in condizioni di straordinario aggravio fisico: l&#8217;attivit&agrave; lavorativa si era intensificata fino a raggiungere ritmi insostenibili; l&#8217;impegno lavorativo era stato continuativo secondo una media di circa undici ore giornaliere e aveva comportato il protrarsi dell&#8217;attivit&agrave; a casa e fino a tarda sera; gli svariati e complessi progetti erano stati affidati alla gestione diretta del coniuge senza affiancamento di collaboratori.<br \/> La Corte d&rsquo;appello di Roma in riforma della sentenza di primo grado ha condannato il datore di lavoro. <\/p>\n<p> <strong>Profili giuridici<\/strong><br \/> La responsabilit&agrave; del modello organizzativo e della distribuzione del lavoro fa carico al datore di lavoro, il quale non pu&ograve; sottrarsi agli addebiti per gli effetti lesivi della integrit&agrave; fisica e morale dei lavoratori che possano derivare dalla inadeguatezza del modello adducendo l&#8217;assenza di doglianze mosse dai dipendenti o, addirittura, sostenendo di ignorare le particolari condizioni di lavoro in cui le mansioni affidate ai lavoratori vengono in concreto svolte; deve infatti presumersi, salvo prova contraria, la conoscenza, in capo all&#8217;azienda, delle modalit&agrave; attraverso le quali ciascun dipendente svolge il proprio lavoro, in quanto espressione ed attuazione concreta dell&#8217;assetto organizzativo adottato dall&#8217;imprenditore con le proprie direttive e disposizioni interne.<br \/> Nella ricostruzione fattuale compiuta dal giudice di merito, era emerso che il lavoratore, per evadere il proprio lavoro, era costretto, ancorch&eacute; non per sollecitazione diretta, a conformare i propri ritmi di lavoro all&#8217;esigenza di realizzare lo smaltimento nei tempi richiesti dalla natura e molteplicit&agrave; degli incarichi affidatigli.<\/span><span style=\"color: rgb(68, 68, 68);\"> <\/span><\/span><span style=\"color:#444444\"><br \/> [Avv. Ennio Grassini &ndash; <a href=\"http:\/\/www.dirittosanitario.net\/\" _mce_href=\"http:\/\/www.dirittosanitario.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#444444\">www.dirittosanitario.net<\/span><\/a> ]\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><i><span style=\"font-size:9.0pt;line-height:107%;font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;color:#444444\">Gioved&igrave;, 15 Maggio 2014 &ndash;<\/span><\/i><span style=\"font-size:9.0pt;line-height:107%;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; color:#444444;mso-bidi-font-style:italic\"> <\/span><span style=\"font-size:9.0pt; line-height:107%;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;color:#ED7D31;mso-themecolor: accent2;mso-bidi-font-style:italic\">Doctor<\/span><b><span style=\"font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;color:#7F7F7F;mso-themecolor: background1;mso-themeshade:128;mso-style-textfill-fill-color:#7F7F7F; mso-style-textfill-fill-themecolor:background1;mso-style-textfill-fill-alpha: 100.0%;mso-style-textfill-fill-colortransforms:lumm=50000;mso-bidi-font-style: italic\">33<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size:10.0pt;line-height:107%;font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;color:#7F7F7F;mso-themecolor:background1;mso-themeshade: 128;mso-style-textfill-fill-color:#7F7F7F;mso-style-textfill-fill-themecolor: background1;mso-style-textf\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Il fatto Con ricorso al Tribunale di Roma la coniuge di un lavoratore deceduto per infarto del miocardio ha agito contro il datore di lavoro affinch&eacute; venisse condannato al risarcimento dei danni patrimoniali e morali derivanti dal decesso del congiunto. 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