{"id":18554,"date":"2015-05-04T10:41:03","date_gmt":"2015-05-04T08:41:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=18554"},"modified":"2015-05-04T10:47:10","modified_gmt":"2015-05-04T08:47:10","slug":"farmaci-che-uccidono-piu-della-malattia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/farmaci-che-uccidono-piu-della-malattia\/","title":{"rendered":"Drugs that kill more than the disease"},"content":{"rendered":"<p><em>La maggior parte dei prodotti alterati proviene dalla Cina e dall\u2019India. Manca il consenso sulla definizione di farmaco scadente, scarseggiano le tecnologie per individuare i punti deboli di un medicinale prima che inizi la terapia, non esiste una organizzazione internazionale di controllo del mercato che imponga e vigili sul rispetto di standard condivisi come per esempio la statunitense<\/em> <em>Food and Drug Administration<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.healthdesk.it\/cronache\/farmaci_che_uccidono_pi_della_malattia\/1430690460\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Giovanna Dall&#8217;Ongaro\u23aaLuned\u00ec 4 Maggio 2015<\/span><\/a>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/www.healthdesk.it\/sites\/all\/themes\/at_healthdesk\/logo.png\" alt=\"HealthDesk\" width=\"112\" height=\"17\" \/><\/p>\n<p>L<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.healthdesk.it\/userfiles\/styles\/immagine_nodo_fullpage\/public\/pills_32.jpg?itok=rglGjmyQ\" alt=\"\" width=\"472\" height=\"283\" \/>a scelta dei termini non \u00e8 casuale:\u00a0 gli autori del lungo dossier sulla \u201cpandemia globale\u201d di farmaci scadenti pubblicato on line da <a class=\"external-processed\" href=\"http:\/\/www.ajtmh.org\/content\/early\/recent\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>The American Journal of Tropical Medicine and Hygiene<\/em><\/strong><\/a> hanno volutamente insistito sull\u2019aspetto paradossale, quasi grottesco, del problema. Una raccolta di 17 articoli promossi dal <a href=\"http:\/\/www.fic.nih.gov\/News\/Pages\/2015-global-pandemic-of-fake-medicines-poses-urgent-risk.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>Fogarty International Center del National Institute of Health<\/em><\/strong><\/span><\/a> dimostra che nel mondo circolano medicinali\u00a0 di bassa qualit\u00e0, tra il 10 e il 30% secondo l\u2019OMS, che provocano seri danni alla salute pubblica. Perch\u00e9 non solo non curano, ma in un certo senso \u201cfanno ammalare\u201d come, appunto, farebbe una vera pandemia. Si tratta di farmaci volutamente contraffatti, oppure frutto di alterazioni accidentali dovute a errori nei processi di produzione o di conservazione. Per lo pi\u00f9 sono antimalarici, antivirali e antitubercolotici, antibiotici usati nei paesi a basso reddito in Africa, Asia e America Latina.<\/p>\n<p>Un esempio per tutti: nel 2013 pi\u00f9 di 122.000 bambini al di sotto dei cinque anni nell\u2019Africa sub-Sahariana sono morti perch\u00e9 curati con antimalarici scadenti.\u00a0 Lo sostiene uno degli studi ospitato in questo numero speciale, firmato dai ricercatori del<em> Center for Disease Dynamics, Economics and Policy <\/em>di Washington (<\/p>\n<p>La maggior parte dei prodotti alterati proviene dalla Cina e dall\u2019India, secondo i <a class=\"external-processed\" href=\"http:\/\/www.psi-inc.org\/geographicDistributions.cfm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>data<\/strong><\/a> of the\u00a0<em>Pharmaceutical Security Institute Counterfeit Incident System<\/em> (PSI CIS) . Ma non \u00e8 facile identificare i medicinali di bassa qualit\u00e0, distinguere le alterazioni accidentali da quelle volontarie e risalire all\u2019autore della manomissione. A impedirlo, sostengono gli autori di uno degli articoli del dossier, ci sono tre fattori: manca il consenso sulla definizione di farmaco scadente, scarseggiano le tecnologie per individuare i punti deboli di un medicinale prima che inizi la terapia, non esiste una organizzazione internazionale di controllo del mercato che imponga e vigili sul rispetto di standard condivisi come per esempio la statunitense <em>Food and Drug Administration<\/em>.<\/p>\n<h3>Un pericolo per tutti<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.benesseresalute.net\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/biocreep.jpg\" alt=\"\" \/>Quando i medicinali non funzionano, a subirne le conseguenze non sono solamente i singoli pazienti che li assumono: la diffusione di batteri resistenti \u00e8, per esempio, un \u201ceffetto collaterale\u201d che coinvolge tutti. Ci\u00f2 accade quando la percentuale di principio attivo contenuto nel farmaco \u00e8 troppo bassa, incapace di combattere i patogeni, ma sufficiente a innescare il processo di resistenza. La metafora della pandemia \u00e8 purtroppo calzante. Il farmaco inefficace scatena infatti una reazione dall\u2019effetto globale, in grado di mandare a monte decenni di successi nella lotta a malattie come aids, malaria\u00a0 e tubercolosi.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019obiettivo di questo numero speciale &#8211; si legge nel sommario di <em>The Global Pandemic of Falsified Medicines: Laboratory and Field Innovations and Policy Perspectives <\/em>&#8211; \u00e8 quello di mettere in allerta gli scienziati, le istituzioni di salute pubblica, e i responsabili delle decisioni politiche riguardo al problema dei farmaci di bassa qualit\u00e0 per provvedere con azioni immediate a attenuare e risolvere il crescente pericolo\u00bb.\u00a0 Il timore \u00e8 giustificato dai risultati dei test riportati nel dossier: su circa 17.000 campioni di antivirali, antimalarici, antitubercolotici e farmaci anti leishmania la percentuale di prodotti inferiori allo standard di qualit\u00e0 arriva in alcuni casi al 41%. Il fenomeno oltretutto, temono gli autori del dossier, potrebbe essere sottostimato. Spesso la diffusione di farmaci di bassa qualit\u00e0 non viene segnalata alle istituzioni competenti anche perch\u00e9 non esiste un consenso internazionale sulle definizioni. Il problema per gli autori del dossier viene risolto cos\u00ec:\u00a0 \u00abNoi classifichiamo i medicinali di scarsa qualit\u00e0 in tre categorie: contraffatti (frutto di una intenzionale fraudolenta manifattura), al di sotto dello standard\u00a0 (per errori involontari commessi durante la produzione) e deteriorati (diventati scadenti per una sbagliata conservazione o cattiva gestione). La prima categoria frutta al mercato criminale 75 miliardi di dollari l\u2019anno, secondo i dati dell\u2019Interpol che tra il\u00a0 2010 e il\u00a0 2014 ha condotto 1400 arresti e sequestrato 500 tonnellate di medicinali contraffatti.<\/p>\n<p><strong>Alcuni esempi indicativi\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/farmaci.cinesi.jpg\" alt=\"\" width=\"508\" height=\"338\" \/>Il fenomeno riguarda soprattutto i paesi a basso reddito. Uno studio recente, citato nel dossier, riporta che un terzo dei 4.000 campioni di antimalarici testati in sette paesi del Sud Est asiatico e in 21 Stati dell\u2019Africa sub sahariana erano privi del principio attivo. Gli altri risultati ottenuti dai vari autori ospitati nel lungo numero monografico dell\u2019<em>American Journal of Tropical Medicine and Hygiene<\/em> non sono molto diversi.<\/p>\n<p>In Cambogia, su 291 campioni di farmaci antimalarici, nessuno intenzionalmente contraffatto, il 30% presenta una percentuale di principio attivo al di fuori dal range consentito (85%-115%), nella maggior parte dei casi molto al di sotto della soglia accettabile. In Afghanistan, il 26% delle confezioni analizzate non supera i test messi a punto dal Global Pharma Health Fund, un\u2019organizzazione che servendosi di un minilaboratorio mobile verifica la qualit\u00e0 delle medicine nei paesi poveri. Nella Repubblica democratica del Laos, il 25% dei campioni presenta componenti al di fuori dei limiti consentiti.\u00a0 In Ghana e Nigeria su 35 campioni di antibiotici il 60% non risponde a uno standard di qualit\u00e0 accettabile.<\/p>\n<p>Inoltre, tra i prodotti sequestrati dall\u2019Interpol, un terzo degli antibiotici e degli antimalarici contraffatti non rientrano nel range di qualit\u00e0 accettabile.<\/p>\n<h3>Nuove tecnologie<\/h3>\n<p>Restando nella metafora, gli autori del dossier affermano che \u00abgli strumenti diagnostici sono al centro della riuscita di ogni sforzo per contrastare le epidemie\u00bb. Anche quando, paradossalmente, il danno \u00e8 provocato dai medicinali. Ecco quindi perch\u00e9 vale la pena puntare al perfezionamento di quattro nuove promettenti tecnologie capaci di distinguere\u00a0 un farmaco efficace da uno inutile o dannoso.<\/p>\n<p>Senza entrare troppo nel dettaglio, alcune di queste, economiche e facilmente trasportabili,\u00a0 si basano su test chimici con coloranti e cartine, altre ricorrono a tecniche pi\u00f9 sofisticate di fluorescenza e luminescenza che garantiscono una maggiore precisione ma sono pi\u00f9 complicate da utilizzare in paesi non avanzati tecnologicamente.<\/p>\n<h3>Una risposta internazionale<\/h3>\n<p>Nello speciale dedicato alla pandemia dei farmaci scadenti emergono alcuni punti deboli del sistema di controllo internazionale: non esiste una definizione universalmente accettata di \u201cmedicinale di bassa qualit\u00e0\u201d, non esiste un sistema di monitoraggio globalmente coordinato, non c\u2019\u00e8 un regolamento superiore che imponga ai singoli Stati sanzioni pi\u00f9 severe per chi immette sul mercato pillole dalle false promesse. Amir Attaran, autore di uno dei 17 articoli pubblicati nel dossier, si stupisce per esempio che in Canada la pena per la contraffazione di medicinali consista in soli tre anni di carcere al massimo e una multa di 5.000 dollari. Lo stesso accade in Francia: tre anni di reclusione e 75.000 euro di sanzione pecuniaria. In Norvegia l\u2019autore di un reato di un questo tipo rischia solo 4 mesi di prigione, in Olanda 6. Nella maggior parte dei casi i tribunali giudicano e puniscono solamente il crimine contro la propriet\u00e0 intellettuale e non quello contro la salute pubblica.<\/p>\n<p>\u00abI paesi dovrebbero dotarsi di leggi per colpire e reprimere gli aspetti nocivi del mercato globale di farmaci, le medicine di bassa qualit\u00e0 e quelle contraffatte, senza interferire sulla legittimit\u00e0 del libero commercio\u00bb, sostiene Attaran. Basterebbe ispirarsi a\u00a0 un modello di legge\u00a0 che lui stesso ha messo a punto per combattere il lato oscuro della globalizzazione: il\u00a0<a class=\"external-processed\" href=\"http:\/\/papers.ssrn.com\/sol3\/papers.cfm?abstract_id=2530087\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Model Law on Medicine Crime<\/em><\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Inoltre servirebbe una convenzione internazionale. In questo caso il modello da copiare per combattere la pandemia dei medicinali scadenti, si legge nel dossier, potrebbe essere la<em>Framework Convention on Tobacco Control<\/em>, forse il pi\u00f9 efficace trattato internazionale a difesa della salute in grado di controllare la sicurezza delle sigarette commercializzate in tutto il mondo. Un valido esempio a cui ispirarsi, dicono gli autori del dossier.<\/p>\n<h2>More Information<\/h2>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/astmh.org\/Content\/NavigationMenu\/Publications\/ASTMHNews\/AJTMHFakeDrugsSupplement\/default.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Global Pandemic of Falsified Medicines: Laboratory and Field Innovations and Policy Perspectives<\/a><br \/>\nSupplement to the <em>American Journal of Tropical Medicine and Hygiene<\/em>, published online April 20, 2015<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.fic.nih.gov\/ResearchTopics\/Pages\/InfectiousDiseases-Malaria-drug-resistance.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Malaria drug resistance information and resources<\/a> from Fogarty<\/li>\n<\/ul>\n<p>Related news: <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/farmaci-pandemia-di-falsi-fino-a-41-campioni-non-rispetta-standard\/\" target=\"_blank\">Drugs: fake pandemic, up to 41% samples do not meet standards<\/a><\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maggior parte dei prodotti alterati proviene dalla Cina e dall\u2019India. 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