{"id":21016,"date":"2015-08-26T11:34:52","date_gmt":"2015-08-26T09:34:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=21016"},"modified":"2015-08-26T18:44:09","modified_gmt":"2015-08-26T16:44:09","slug":"verso-un-mondo-post-antibiotici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/verso-un-mondo-post-antibiotici\/","title":{"rendered":"Towards a post-antibiotic world?"},"content":{"rendered":"<p><em>Le case farmaceutiche, per vari motivi economici (costi di ricerca, ritorno limitato dal medicamento) sono restie a investire negli antibiotici. Una possibile soluzione \u00e8 convincerle a tornare a produrne tramite incentivi statali, un allungamento dei brevetti sui farmaci o cambiamenti nei test clinici. Nel 1943 il Nobel Fleming profetizz\u00f2 che l&#8217;uomo avrebbe reso i propri microbi resistenti alla medicina &#8211; Ora ci siamo (quasi), ed \u00e8 l&#8217;allarme sanitario del secolo.\u00a0Siamo infatti a un passo dal primo microbo resistente a ogni antibiotico esistente.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cdt.ch\/primo-piano\/approfondimenti\/137722\/verso-un-mondo-post-antibiotici.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">26.08.2015 &#8211; Federico Storni &#8211;<span style=\"text-decoration: underline;\"><em> TICINO COURIER<\/em><\/span><\/span><\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/b\/bf\/Synthetic_Production_of_Penicillin_TR1468.jpg\/245px-Synthetic_Production_of_Penicillin_TR1468.jpg\" alt=\"\" \/>Sir <strong>Alexander Fleming<\/strong>, l&#8217;uomo che scopr\u00ec la penicillina nel 1928, nell&#8217;accettare il Nobel per la medicina nel 1943 disse: \u00abNon \u00e8 difficile rendere i microbi resistenti alla penicillina in laboratorio, se li si espongono a concentrazioni non sufficienti a ucciderli&#8230; C&#8217;\u00e8 il rischio che l&#8217;uomo ignorante possa facilmente sottodosare se stesso e rendere i propri microbi resistenti alla medicina, esponendoli a quantit\u00e0 non letali della sostanza\u00bb.<\/p>\n<p>Difatti, dagli anni &#8217;60 a oggi, nessuna nuova classe d&#8217;antibiotici ha resistito pi\u00f9 di due anni alla comparsa di resistenze. Oltre sessant&#8217;anni fa, quindi, il mondo scientifico era gi\u00e0 cosciente di un fenomeno ora cos\u00ec preoccupante che Sally Davies, la massima autorit\u00e0 in materia di salute in Inghilterra, l&#8217;ha definito pericoloso quanto il terrorismo: un mondo post-antibiotici, in cui questi non funzionano pi\u00f9 e la medicina torner\u00e0 quella precedente l&#8217;invenzione della penicillina. Ma \u00e8 un allarme giustificato?<\/p>\n<p>In parte, nel mondo post-antibiotici, ci siamo gi\u00e0. L&#8217;economista britannico Jim O&#8217;Neill, in un&#8217;analisi commissionata dal Governo inglese, ha stimato in modo prudenziale le morti annue per resistenza in 700.000 unit\u00e0 (25.000 in Europa, 23.000 in America). Se la situazione non cambier\u00e0, O&#8217;Neill prevede che i morti annui nel 2050 saranno 10 milioni (pi\u00f9 di quanti ne uccida oggi il cancro), di cui 390.000 in Europa e 317.000 in Nordamerica, per un tasso di 5 decessi ogni 10.000 abitanti. E nel resto del mondo la percentuale sar\u00e0 anche peggiore.<\/p>\n<p>Nell&#8217;edizione 2015 dell&#8217;annuale Registro dei rischi naturali e delle emergenze civili del gabinetto inglese \u00e8 stato predetto che da qui ai prossimi vent&#8217;anni una singola epidemia di microbi resistenti agli antibiotici potrebbe portare alla morte 80.000 britannici su 200.000 contagiati. Potenzialmente graffiarsi in un roseto potrebbe essere fatale, se la ferita venisse a contatto con il batterio sbagliato.<\/p>\n<p>St<img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.bios-spa.it\/images\/rivista\/DB_5_2012_img\/Art.%202%20Aspetti%20microbiologici\/Grenga2.jpg\" alt=\"\" \/>e davvero gli antibiotici diverranno inefficaci su larga scala, si scatener\u00e0 un vortice di causa effetto che obbligherebbe a ripensare interamente la pratica medica. Si dovrebbero reinventare gli strumenti per curare influenza, tubercolosi, polmonite, HIV, e malaria, per citarne alcune. La chemioterapia diverrebbe pericolosa quanto il cancro che vuol curare, cos\u00ec come la dialisi e le operazioni: da quelle a cuore aperto, alla biopsia alla prostata, passando per il parto cesareo e i trapianti.<\/p>\n<p>Siamo infatti a un passo dal primo microbo resistente a ogni antibiotico esistente: i cosiddetti batteri CRE sono gi\u00e0 molto difficili da trattare e relativamente capaci di trasmettersi da uomo a uomo, con il risultato che si stima possano uccidere un paziente infetto su due, e le case farmaceutiche, per vari motivi economici (costi di ricerca, ritorno limitato dal medicamento) sono restie a investire negli antibiotici. Una possibile soluzione \u00e8 convincerle a tornare a produrne tramite incentivi statali, un allungamento dei brevetti sui farmaci o cambiamenti nei test clinici.<\/p>\n<p>Questa soluzione \u00e8 gi\u00e0 a medio termine dati i lunghi tempi di commercializzazione dei farmaci, eppure \u00e8 piuttosto urgente. O&#8217;Neill ha stimato che serviranno investimenti pubblici e privati per 37 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni per evitare 300 milioni di morti dovuti dalla carenza di antibiotici, da devolvere soprattutto alle universit\u00e0 e a piccole compagnie biotech per le ricerche di base. Secondo O&#8217;Neill \u00abla somma \u00e8 comunque modesta se confrontata con il costo economico del problema\u00bb, che ha stimato nell&#8217;ordine di una contrazione dell&#8217;1,4-1,6% del Pil mondiale nel 2050, pari a 300 bilioni di dollari.<\/p>\n<p>Related news: <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/cameron-i-batteri-resistenti-agli-antibiotici-sono-una-minaccia-per-lumanita\/\" target=\"_blank\">Cameron: Antibiotic-resistant bacteria are &#039;a threat to humanity&#039;<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/londra-superbatteri-in-caso-di-epidemia-80mila-morti-come-la-grande-peste-1665-italia-maglia-nera\/\" target=\"_blank\">London. Superbugs: 80,000 dead in the event of an epidemic like the Great Plague, 1665. Italy black jersey<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2015\/04\/07\/scienza\/benessere\/lorenzin-la-resistenza-agli-antibiotici-una-priorit-mondiale-0KkOPPm2kTLVGbETqawivO\/pagina.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lorenzin: \u201cLa resistenza agli antibiotici? Una priorit\u00e0 mondiale\u201d<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/nel-2050-resistenza-farmaci-causera-milioni-morti\/\" target=\"_blank\">In 2050, drug resistance will cause millions of deaths<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/www.informasalus.it\/it\/articoli\/cosa-sono-antibiotici.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Cosa sono gli antibiotici?<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le case farmaceutiche, per vari motivi economici (costi di ricerca, ritorno limitato dal medicamento) sono restie a investire negli antibiotici. Una possibile soluzione \u00e8 convincerle a tornare a produrne tramite incentivi statali, un allungamento dei brevetti sui farmaci o cambiamenti nei test clinici. 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