{"id":21832,"date":"2015-10-01T17:50:52","date_gmt":"2015-10-01T15:50:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=21832"},"modified":"2015-10-01T17:50:52","modified_gmt":"2015-10-01T15:50:52","slug":"meno-farmaci-in-eta-avanzata-lo-studio-del-geriatric-working-group-aifa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/meno-farmaci-in-eta-avanzata-lo-studio-del-geriatric-working-group-aifa\/","title":{"rendered":"Fewer drugs in old age: the study by the AIFA Geriatric Working Group"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.examiner.com\/images\/blog\/wysiwyg\/image\/JAMDA_cover.jpg\" alt=\"\" \/>E\u2019 stato pubblicato oggi sul \u201c<em><a href=\"http:\/\/www.agenziafarmaco.gov.it\/sites\/default\/files\/JAMDA_GWG%20AIFA_10-01-2015.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Journal of the American Medical Directors Association<\/a><\/em>\u201d uno studio condotto dal Gruppo di Lavoro Geriatrico dell\u2019AIFA con l\u2019obiettivo di tracciare il profilo di utilizzo dei farmaci nella popolazione ultrasessantacinquenne in Italia e come esso si modifichi rispetto all\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0. Proprio nel giorno in cui ricorre in tutto il mondo la Giornata Internazionale delle Persone Anziane emerge un dato interessante: dopo gli 85 anni cala sostanzialmente il numero di farmaci prescritti alla popolazione geriatrica, passando dai 7 del gruppo 80-84 anni ai 2 degli ultranovantenni.<\/p>\n<p>\u201cSi tratta di una delle prime ricerche che valuta l\u2019andamento delle prescrizioni farmacologiche nella popolazione anziana e molto anziana &#8211; commenta il Presidente dell\u2019AIFA Sergio Pecorelli, tra gli autori del paper insieme al Direttore Generale Luca Pani \u2013 ed \u00e8 una fotografia molto interessante che smentisce l\u2019assunto per cui l\u2019uso dei medicinali aumenti con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0. Conclusioni che in uno dei Paesi \u201cpi\u00f9 longevi e vecchi del mondo\u201d come il nostro \u2013 stando anche a quanto dichiara l\u2019Eurostat nelle <a class=\"ext\" href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/documents\/2995521\/7012459\/3-29092015-AP-EN.pdf\/0b823ac4-cbcb-46b0-a248-0acfb91626a7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ultime ricognizioni<\/a> &#8211; offrono spunti di analisi e approfondimenti per comprendere e migliorare sempre pi\u00f9 l\u2019appropriatezza prescrittiva in questa particolare popolazione, fragile e vulnerabile e purtroppo ancora poco indagata\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.sifoweb.it\/images\/contact-images\/Miniature_interviste\/Pani.png\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"263\" \/>\u201cAl pari di quanto si registra per la popolazione pediatrica, &#8211; spiega il Direttore Pani &#8211; molti farmaci non sono testati specificamente nei pazienti anziani e molto anziani, i quali peraltro presentano caratteristiche fisiche e metaboliche del tutto peculiari rispetto agli under 65. Questo studio quindi \u00e8 di fondamentale supporto nell\u2019orientare i medici ad una prescrizione ottimale nella popolazione geriatrica. E\u2019 importante saper ritarare continuamente le terapie, perch\u00e9 le condizioni cliniche degli anziani possono mutare nel tempo e molte cure rivelarsi ridondanti, se non addirittura nocive. Gli spunti emersi sono poi di aiuto anche per noi regolatori, perch\u00e9 possiamo avere un quadro pi\u00f9 chiaro delle aree di intervento e degli aspetti da indagare maggiormente cos\u00ec da favorire un impiego dei farmaci sempre pi\u00f9 razionale, sicuro e efficace\u201d.<\/p>\n<p>Lo studio si \u00e8 avvalso del database dell\u2019Osservatorio sull\u2019Impiego dei Medicinali (OsMed) dell\u2019Agenzia Italiana del Farmaco e ha analizzato i dati del 2013 relativi a 3 milioni e 400mila soggetti con et\u00e0 superiore ai 65 anni, estrapolati da un campione di quasi 16 milioni di individui, rappresentativo di circa il 27% dell\u2019intera popolazione Italiana. Il lavoro si \u00e8 concentrato in particolare sugli ultranovantenni, una fascia di popolazione consistente (sono oltre 600.000 gli ultranovantenni in Italia) e in netta crescita.<\/p>\n<p>I risultati dell\u2019indagine, oltre a fornire dati di farmaco-utilizzo, hanno evidenziato come la prescrizione farmacologica aumenti progressivamente sino agli 85 anni di et\u00e0, per poi declinare negli anni successivi, con una sostanziale riduzione tra i soggetti di et\u00e0 pari o superiore ai 95 anni.<\/p>\n<p>L<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/m2.paperblog.com\/i\/292\/2928459\/italiani-ed-i-farmaci-osservatorio-osmed-2015-T-6oVBqM.jpeg\" alt=\"\" width=\"306\" height=\"207\" \/>a ricerca dimostra come la prescrizione dei medicinali sia un evento dinamico: segue infatti una curva a U, con un incremento delle prescrizioni che va da un minimo di quasi 2 nei pazienti sotto i 65 anni di et\u00e0 a un massimo di oltre 7 nel segmento degli 80-84enni.<\/p>\n<p>\u201cI dati fino a oggi disponibili \u2013 sottolinea Graziano Onder, del Centro di Medicina dell\u2019Invecchiamento dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica \u2013 Policlinico A. Gemelli di Roma e <em>corresponding author<\/em> dello studio &#8211; ci dicevano che l\u2019uso dei farmaci aumentava progressivamente ed esponenzialmente all\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0 delle persone. Questa nuova indagine, invece, mostra che i grandi anziani assumono pochi farmaci: in media, si pu\u00f2 dire che le persone sopra i 95 anni prendono tanti farmaci quanti la popolazione adulta di et\u00e0 inferiore ai 65 anni. Tale dato contrasta con l\u2019idea che il bisogno di terapie aumenti progressivamente con l\u2019et\u00e0 ed \u00e8 indice di una maggiore prudenza dei medici nella prescrizione farmacologica nei pazienti molto anziani. Va inoltre sottolineato che l\u2019efficacia di alcuni medicinali si riduce nelle fasce di et\u00e0 pi\u00f9 avanzata, in particolare per le terapie che mirano a prevenire complicazioni future e che necessitano di tempi pi\u00f9 lunghi per manifestare i loro benefici.\u201d<\/p>\n<p>Dallo studio emerge che anche la tipologia dei farmaci prescritti varia molto in base all\u2019et\u00e0. Ad esempio, l\u2019uso di alcune categorie di medicinali per la prevenzione di eventi negativi per la salute (come i medicinali per ridurre il colesterolo e gli antiipertensivi) \u00e8 molto ridotto nei \u201cgrandi anziani\u201d (di et\u00e0 superiore ai 90 anni), in cui invece si tende a prescrivere maggiormente i farmaci per alleviare i sintomi o per trattare le malattie acute (quali gli antibiotici).<\/p>\n<p>Infine, \u00e8 interessante notare come nei pazienti sopra i 95 anni vi siano significative differenze di genere: le donne sembrano assumere pi\u00f9 dosi quotidiane di farmaci rispetto agli uomini, ad indicare probabilmente che questi ultimi arrivano pi\u00f9 in salute al traguardo dei 90 e pi\u00f9.<\/p>\n<div>\n<p>Di seguito l\u2019elenco degli autori dello studio <em>\u201c<a href=\"http:\/\/www.agenziafarmaco.gov.it\/sites\/default\/files\/JAMDA_GWG%20AIFA_10-01-2015.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Advanced age and medication prescription: more years, less medications? A nationwide report from the Italian Medicines Agency (AIFA)<\/a>\u201d<\/em> a nome del Geriatric Working Group dell\u2019AIFA e dell\u2019OsMed Health-DB.<\/p>\n<ul>\n<li><em>Graziano Onder \u2013 Dipartimento di Geriatria, Centro Medicina dell\u2019Invecchiamento, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma<\/em><\/li>\n<li><em>Alessandra Marengoni &#8211; Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Universit\u00e0 di Brescia<\/em><\/li>\n<li><em>Pierluigi Russo \u2013 Agenzia Italiana del Farmaco<\/em><\/li>\n<li><em>Luca Degli Esposti \u2013 CliCon Srl Health, Economics and Outcome Research, Ravenna<\/em><\/li>\n<li><em>Massimo Fini \u2013 Direzione Scientifica, IRCCS San Raffaele Pisana, Roma<\/em><\/li>\n<li><em>Alessandro Monaco \u2013 Agenzia Italiana del Farmaco<\/em><\/li>\n<li><em>Stefano Bonassi &#8211; Direzione Scientifica, IRCCS San Raffaele Pisana, Roma<\/em><\/li>\n<li><em>Katie Palmer \u2013 Agenzia Italiana del Farmaco<\/em><\/li>\n<li><em>Walter Marrocco \u2013 Agenzia Italiana del Farmaco<\/em><\/li>\n<li><em>Giuseppe Pozzi \u2013 Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute, Federanziani<\/em><\/li>\n<li><em>Diego Sangiorgi \u2013 CliCon Srl Health, Economics and Outcome Research, Ravenna<\/em><\/li>\n<li><em>Stefano Buda \u2013 CliCon Srl Health, Economics and Outcome Research, Ravenna<\/em><\/li>\n<li><em>Niccol\u00f2 Marchionni \u2013 Divisione di Cardiologia e Medicina Geriatrica, Dipartimento di Medicina e Geriatria, Universit\u00e0 di Firenze, Firenze<\/em><\/li>\n<li><em>Federica Mammarella &#8211; Dipartimento di Geriatria, Centro Medicina dell\u2019Invecchiamento, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma<\/em><\/li>\n<li><em>Roberto Bernabei &#8211; Dipartimento di Geriatria, Centro Medicina dell\u2019Invecchiamento, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma<\/em><\/li>\n<li><em>Luca Pani \u2013 Agenzia Italiana del Farmaco<\/em><\/li>\n<li><em>Sergio Pecorelli \u2013 Agenzia Italiana del Farmaco<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"http:\/\/www.agenziafarmaco.gov.it\/it\/content\/meno-farmaci-et%C3%A0-avanzata-lo-studio-del-geriatric-working-group-aifa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">01\/10\/2015 &#8211; AIFA<\/span><\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 stato pubblicato oggi sul \u201cJournal of the American Medical Directors Association\u201d uno studio condotto dal Gruppo di Lavoro Geriatrico dell\u2019AIFA con l\u2019obiettivo di tracciare il profilo di utilizzo dei farmaci nella popolazione ultrasessantacinquenne in Italia e come esso si modifichi rispetto all\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0. 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