{"id":22038,"date":"2015-10-09T12:35:04","date_gmt":"2015-10-09T10:35:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=22038"},"modified":"2015-10-09T12:35:04","modified_gmt":"2015-10-09T10:35:04","slug":"bloccare-i-brevetti-e-bloccare-i-farmaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/bloccare-i-brevetti-e-bloccare-i-farmaci\/","title":{"rendered":"Block patents and block drugs"},"content":{"rendered":"<p><em>Molte aziende <strong>scartano idee potenzialmente valide<\/strong> perch\u00e9 il prodotto finale non risulta brevettabile. Il motivo \u00e8 facilmente comprensibile: portare un farmaco sul mercato \u00e8 <strong>processo costoso<\/strong>.\u00a0Il mercato del copyright e del brevetto, nell&#8217;economia generale, \u00e8 associato alla protezione e promozione dell&#8217;innovazione. Completamente diverso \u00e8 il discorso nell&#8217;ambito farmaceutico, perch\u00e9 alcune terapie utili rischiano paradossalmente di non giungere sul mercato. Per aver conferma di ci\u00f2, basta osservare il comportamento dei grandi nomi pharma.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.europinione.it\/bloccare-i-brevetti-e-bloccare-i-farmaci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">09\/10\/2015 di Jacopo Mercuro &#8211; europinione.it<\/span><\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.galenotech.org\/marketing\/protezione-dati.gif\" alt=\"\" \/>\u00c8 noto, la questione farmaceutica negli <strong>United States<\/strong> \u00e8 particolarmente sentita, ed il dibattito sembra tornare vivo in questi tempi di campagna elettorale. Pochi giorni fa <strong>Hillary Clinton<\/strong> ha lanciato una proposta per abbassare il costo di prescrizione dei farmaci, rendendo i produttori responsabili dei livelli di investimento in ricerca. Tuttavia, saranno sempre presenti farmaci potenzialmente utili che non riceveranno investimenti: quelli che non possono essere registrati.<\/p>\n<p>Il mercato del <strong>copyright<\/strong> he was born in <strong>patent<\/strong>, nell\u2019economia generale, \u00e8 associato alla protezione e promozione dell\u2019innovazione. Completamente diverso \u00e8 il discorso nell\u2019ambito farmaceutico, perch\u00e9 alcune terapie utili rischiano paradossalmente di non giungere sul mercato. Per aver conferma di ci\u00f2, basta osservare il comportamento dei grandi nomi pharma.<\/p>\n<p>Alcune ricerche condotte negli ambienti di management del <strong>MIT<\/strong>, infatti, hanno dimostrato come molte aziende <strong>scartino idee potenzialmente valide<\/strong> perch\u00e9 il prodotto finale non risulta brevettabile. Il motivo \u00e8 facilmente comprensibile: portare un farmaco sul mercato \u00e8 <strong>processo costoso<\/strong>. Non \u00e8 solo una questione riguardante laboratori e ricercatori, ma anche il dover dimostrare efficacia e sicurezza richiede investimenti in trial clinici sufficienti a portare all\u2019approvazione degli enti competenti (negli Stati Uniti la Food and Drug Administration).<\/p>\n<p>THE<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.dfem.unipd.it\/DidatticaA_file\/fasi_sviluppo_farmaci.jpg\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"349\" \/>l \u201ccosto\u201d in termini economici dei brevetti farmaceutici \u00e8 continuamente discusso, tanto pi\u00f9 da chi rivorrebbe riformare le politiche di incentivi e ricerche delle aziende. I produttori difendono il diritto a brevettare i prodotti per rifarsi degli elevati costi di ricerca e sviluppo (ultimi studi li stimano addirittura attorno al miliardo di dollari in media per farmaco). Senza una protezione legale, chiunque potrebbe sfruttare i risultati di ricerche danneggiando l\u2019intero meccanismo.<\/p>\n<p>The <strong>brevetto farmaceutico<\/strong>, al contrario, consente all\u2019azienda \u2013 per un periodo di tempo limitato \u2013 di avere l\u2019esclusiva di commercio di un determinato composto; tempo che, in media, si aggira attorno ai <strong>dodici anni<\/strong>. Ovviamente, in questo periodo i produttori possono aumentare i prezzi dei farmaci al fine di rifarsi dei costi di investimento. Costi che, al grande pubblico, possono sembrare addirittura folli (si pensi alle decine di migliaia di euro per singola dose di un recente farmaco per epatite C). D\u2019altra parte, nell\u2019ottica industriale, \u00e8 facile comprendere come nessuno investirebbe milioni (se non miliardi) di euro \u2013 anche per prodotti salvavita \u2013 senza la promessa di un ritorno di investimento. Sar\u00e0 triste, inumano, ma \u00e8 il prezzo dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Come accennato, alcune idee sono classificate come non brevettabili. Sono i presunti <strong>composti \u201covvi\u201d <\/strong>or<strong>\u201cnon innovativi\u201d<\/strong>. Se ci si pensa, tuttavia, in questo modo possibili composti farmaceutici candidati rischiano di non vedere mai la luce proprio sulla base di questo presupposto condizionante. L\u2019ovviet\u00e0 pu\u00f2 giungere in differenti modi: un vecchio articolo di ricerca, l\u2019inclusione del composto in un database online, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Il sistema dei brevetti farmaceutici, dunque, \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio. Da un lato assicura alle aziende la possibilit\u00e0 di rifarsi degli investimenti, ma dall\u2019altra parte <strong>non incoraggia totalmente l\u2019innovazione,<\/strong> non permettendo, economicamente, di ricercare su prodotti non brevettabili.<\/p>\n<p>La soluzione? Numerose strade sono percorribili: i governi potrebbero investire pubblicamente per\u00a0<strong>finanziare trial in farmaci di pubblico dominio<\/strong>; si potrebbe delineare un <strong>periodo di esclusivit\u00e0 sul mercato<\/strong> \u2013 lungo abbastanza da motivare gli investimenti in trial clinici \u2013 per tutte le organizzazioni che vogliano investire in farmaci non registrabili e che siano in grado di dimostrare la realizzazione di un prodotto efficace clinicamente, anche se sviluppato sulla base di composti considerati \u201covvi\u201d dalla normativa attuale.\u00a0Ragionare sui motivi che spingono le aziende a non investire nello sviluppo di farmaci, insomma, \u00e8 certamente la migliore strategia per promuoverlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte aziende scartano idee potenzialmente valide perch\u00e9 il prodotto finale non risulta brevettabile. 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