{"id":2245,"date":"2014-08-14T11:04:06","date_gmt":"2014-08-14T09:04:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=2245"},"modified":"2014-08-17T10:13:03","modified_gmt":"2014-08-17T08:13:03","slug":"venti-big-sp-500-pagano-zero-dollari-tasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/venti-big-sp-500-pagano-zero-dollari-tasse\/","title":{"rendered":"USA. Twenty big names in the S&amp;P 500 don&#039;t pay a dime in taxes. Novartis pays 20 million in Varese"},"content":{"rendered":"<p><i>Tra essi la societ\u00e0 farmaceutica Merck (MRK) e la casa automobilistica General Motors (GM), che nel secondo trimestre hanno riportato aliquote effettive dello 0% o anche inferiori<\/i><i><\/i><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wallstreetitalia.com\/article\/1722664\/inchiesta\/venti-big-dello-s-p-500-che-pagano-zero-dollari-di-tasse.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">WSI | Pubblicato il\u00a013 agosto 2014<\/a><\/p>\n<p>A dispetto degli elevati profitti, ci sono industrie del calibro della GM che, nel secondo trimestre, hanno riportato un&#8217;aliquota allo 0%. Lo dice Usa Today.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn0.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcRnpygM23M9-D_iRq4gKko_iOBeHdeSOyLqu6iQS5bQIOEOv_O7\" width=\"300\" height=\"168\" \/>NEW YORK (WSI) &#8211; Le aziende, non \u00e8 un mistero, sono sempre a caccia di strategie per pagare meno tasse. Quello che forse \u00e8 meno noto \u00e8 che ci sono venti big dell\u2019industria Usa, quotati sullo S&amp;P 500, tra cui la societ\u00e0 farmaceutica Merck (MRK) e la casa automobilistica General Motors (GM), che nel secondo trimestre hanno riportato aliquote effettive dello 0% o anche inferiori.<\/p>\n<p>E\u2019 quanto mette in evidenza un\u2019analisi condotta dal quotidiano americano\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><b><a href=\"http:\/\/americasmarkets.usatoday.com\/2014\/08\/12\/20-big-profitable-u-s-companies-paid-0-taxes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Usa Yoday<\/span><\/a><\/b><\/span>\u00a0sulla base dei dati di S&amp;P Capital IQ. Dall&#8217;indagine emerge come, nonostante le aziende statunitensi, si lamentino continuamente dell\u2019elevata tassazione, la maggior parte delle aziende sono ben lontane dal pagare l\u2019aliquota pi\u00f9 alta negli Stati Uniti, ovvero quella al 35%. Non solo. Ce ne sono alcune che, a dispetto dei sostanziosi profitti, pagano zero dollari di tasse. [United States Government Accountability Office: <span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.gao.gov\/assets\/660\/654957.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Report 2013<\/span><\/a><\/span>]\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/cdn2-b.examiner.com\/sites\/default\/files\/styles\/image_content_width\/hash\/d6\/af\/d6afb378d27030db7aacec8a93429062.jpg?itok=jxyPZEFM\" width=\"94\" height=\"107\" \/>N.d.R<\/strong><\/span>.: Chairman, Chief Executive Officer di\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/investing.businessweek.com\/research\/stocks\/snapshot\/snapshot.asp?capId=288502\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Merck &amp; Co. Inc.<\/span><\/a><\/span> \u00e8 <span style=\"color: #0000ff;\"><b><a href=\"http:\/\/investing.businessweek.com\/research\/stocks\/people\/person.asp?personId=288534&amp;ticker=MRK\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Kenneth C. Frazier<\/span><\/a> <\/b><\/span>che nel corso del 2013 ha percepito un compenso totale di <b>$ 13.375.935<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\">Perch\u00e9 20 giganti americani non versano un centesimo in tasse<\/span><\/h2>\n<div><em>Un&#8217;indagine del quotidiano Usa Today ha stilato una lista dei grossi gruppi che riescono a eludere del tutto le tasse. Ma il fenomeno \u00e8 collaudato. E legale<\/em><\/div>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/america24.com\/u\/AlbMagna17\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ALBERTO MAGNANI<\/a><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/america24.com\/news\/perche-20-giganti-americani-non-versano-un-centesimo-in-tasse\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">16 AGOSTO 2014,\u00a0<\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"America 24\" src=\"http:\/\/america24.com\/client-temp\/img\/a24-full-logo.png\" width=\"86\" height=\"22\" \/><\/a><\/div>\n<div id=\"body\">\n<div>\n<p>Altro che &#8220;inversione&#8221;. Per 20 big americani, con utili dai 13 milioni ai 2 miliardi di dollari, il rapporto con l\u2019erario statunitense si riassume meglio in una cifra: zero. A tanto ammontano &#8211; si fa per dire &#8211; le tasse pagate nel secondo trimestre del 2014 da una ventina di aziende quotate sullo S&amp;P 500, secondo l&#8217;analisi del quotidiano Usa Today. Evasione? No: un sistema sempre pi\u00f9 fitto di scappatoie per alleggerire il carico fiscale sul reddito generato. Fino al paradosso di un\u2019aliquota che scende fino allo 0% o si traduce, addirittura, in un credito di imposta da vantare con l\u2019Internal Revenue Service (l\u2019Irs, l&#8217;Agenzia delle entrate americana).<\/p>\n<p><strong>Dai motori alla farmaceutica\u00a0<\/strong>Nella lista stilata da Usa Today spiccano nomi imponenti del settore industriale americano. Tutti &#8220;profitable&#8221;, redditizi, con un cumulo di utili non tassati che si aggiunge ai 2.000 miliardi parcheggiati all&#8217;estero. E&#8217; il caso di General Motors (profitti a 278 milioni di dollari nel secondo trimestre dell&#8217;anno in corso), della multinazionale della bio-tecnlogia Thermo Fisher (278,5 milioni di dollari), del gruppo Seagate (320 milioni) e del gigante della farmaceutica Merck, meglio noto fuori dal Nord America come Merck Sharp &amp; Dohme: profitti oltre i 2 miliardi di dollari nel bilancio del secondo trimestre dell&#8217;anno in corso, su di oltre un miliardo rispetto ai 906 milioni dello stesso periodo dell\u2019anno scorso. Gli sgravi non sono una novit\u00e0. Ma come \u00e8 possibile che nelle casse dello Stato non si depositi nemmeno un centesimo?<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/-Og9rydz06E0\/TZTncEtKdiI\/AAAAAAAAAFM\/5Y6r35RWoXk\/s1600\/tax+free.jpg\" width=\"212\" height=\"152\" \/>Soddisfatti e rimborsati\u00a0<\/strong>Il caso della stessa Merck \u00e8 esemplare. La multinazionale, che ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in ascesa del 52%, imputa il super sgravio al \u201cbenefico impatto\u201d dei ricavi generati sui mercati esteri e, quindi, non soggetti a una tassazione sul reddito Usa che si applica solo ai fondi riportati in patria. Se ne era gi\u00e0 accorto nel 2012 il senatore democratico del Vermount Bernie Sanders, che nella sua \u201cTop 10 of corporate tax avoiders\u201d (&#8220;Top 10 degli evasori della corporate tax\u201d) tracciava una stima della perdita generata: \u201cMerck ha stanziato 53,4 miliardi di dollari in conti offshore per evitare di pagare le tasse. Se la pratica venisse bandita dalla legge, avrebbe dovuto pagare 18,69 miliardi di dollari al fisco\u201d. Ma non \u00e8 tutto. Sempre tra marzo e giugno la societ\u00e0 ha beneficiato anche degli sgravi connessi a un accordo con i rivali di AstraZeneca, portando l&#8217;aliquota in negativo: ora Merck potrebbe avvalersi di un credito di imposta con l&#8217;erario, come gi\u00e0 successo in passato. Lo spiega ancora il senatore Berns: &#8220;Nel 2009 Merck non solo non ha pagato alcuna tassa sul reddito, ma ha ricevuto 55 milioni di dollari di rimborso dall&#8217;Irs. Anche se aveva guadagnato pi\u00f9 di 5,7 miliardi di dollari in profitti negli Stati Uniti&#8221;.<\/p>\n<p>Altrettanto ferrata in materia la Seagate, gigante della produzione di dischi fissi con uffici a Cupertino (California) e domicilio fiscale istituito prima nel paradiso fiscale delle isole Cayman e poi in Irlanda, dove la corporate tax \u00e8 di oltre il 20% pi\u00f9 leggera di quella americana (12,5% contro 35%). L\u2019azienda, utili a 320 milioni di dollari nell\u2019ultimo trimestre, \u00e8 riuscita a raddoppiare i benefit dai 7 milioni di \u201csconto\u201d ottenuti nel 2013 ai 14 milioni non tassati nell\u2019anno fiscale che ha archiviato lo scorso 27 di giugno. Interpellate, le due societ\u00e0 hanno ribadito quello che hanno dichiarato o potrebbero dichiarare le &#8220;magnifiche 20&#8221; della lista di Usa Today: non c&#8217;\u00e8 nulla di illegale, perch\u00e9 le tattiche di elusione seguono scappatoie aperte dallo stesso sistema.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<h1><span style=\"color: #ff0000;\">Ecco le dieci aziende varesine che pagano pi\u00f9 imposte<\/span><\/h1>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201301\/agenzia_entrate.jpg\" width=\"175\" height=\"161\" \/>Chi paga di pi\u00f9 in provincia di Varese \u00e8 la AgustaWestland di Samarate (Gruppo Finmeccanica) con quasi 66 milioni di euro<\/div>\n<div>C\u2019\u00e8 una classifica, stilata dalla rivista \u201c<strong>Made in Varese<\/strong>\u201d, che i vertici dell\u2019Agenzia delle entrate\u00a0leggeranno con piacere perch\u00e9 riguarda la classifica dei maggiori contribuenti (si parla di imprese) del territorio.<br \/>\nChi paga pi\u00f9 imposte in provincia di Varese \u00e8 la<strong>AgustaWestland<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Samarate<\/strong>\u00a0(Gruppo Finmeccanica) con quasi<strong>\u00a066 milioni di euro<\/strong>. A seguire la\u00a0<strong>Bticino<\/strong>\u00a0(Gruppo Legrand) di\u00a0<strong>Varese<\/strong>\u00a0con 60 milioni di euro. Nettamente staccata la\u00a0<strong>Foroni<\/strong>, impresa di Gorla Minore del settore metallurgia, che versa nelle casse dello Stato \u201csolo\u201d\u00a0<strong>22 milioni di euro,<\/strong>\u00a0in recupero la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.novartis.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Novartis Farm<\/strong>a<\/span><\/a>, impresa farmaceutica di Origgio, con 20 milioni di euro e la\u00a0<strong>Illva Saronno Holding<\/strong>\u00a0con 17 milioni. La\u00a0<strong>Dama<\/strong>\u00a0di Varese, azienda del settore abbigliamento, paga circa 16 milioni di euro mentre la\u00a0<strong>Inbev Italia<\/strong>, impresa di Gallarate che opera nel terzario, 11 milioni. All\u2019ottavo posto troviamo la\u00a0<strong>Petrovalves<\/strong>\u00a0di Castellanza con poco pi\u00f9 di 8 milioni e 322 mila euoro, appaiata dalla\u00a0<strong>Tioxide Europe<\/strong>, azienda chimica di Ternate, con 8 milioni \u00a0e 106 mila euro e infine, si fa per dire, la\u00a0<strong>Atos<\/strong>, azienda meccanica di Taino, con 7 milioni e spiccioli.<\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"VaresNews Home Page\" src=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/images_2009\/VareseNewsCanale_logo.jpg\" width=\"112\" height=\"16\" \/>\u00a014 agosto 2014<\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra essi la societ\u00e0 farmaceutica Merck (MRK) e la casa automobilistica General Motors (GM), che nel secondo trimestre hanno riportato aliquote effettive dello 0% o anche inferiori WSI | Pubblicato il\u00a013 agosto 2014 A dispetto degli elevati profitti, ci sono industrie del calibro della GM che, nel secondo trimestre, hanno riportato un&#8217;aliquota allo 0%. 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