{"id":22828,"date":"2015-11-16T11:40:14","date_gmt":"2015-11-16T10:40:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=22828"},"modified":"2015-11-16T12:53:38","modified_gmt":"2015-11-16T11:53:38","slug":"pit-salute-allarme-sanita-in-italia-sara-pubblica-o-privata-a-noi-gli-occhi-a-voi-le-orecchie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/pit-salute-allarme-sanita-in-italia-sara-pubblica-o-privata-a-noi-gli-occhi-a-voi-le-orecchie\/","title":{"rendered":"PIT health. Health alarm. Will it be public or private in Italy? Our eyes, your ears."},"content":{"rendered":"<p><em>Ci si sta avviando ad una privatizzazione silente, ma senza fare chiarezza. Il tribunale per i diritti del malato chiede di emendare l\u2019art 34 del patto di stabilit\u00e0 \u201csenza mettere le mani sulla sanit\u00e0 pubblica\u201d.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/100passijournal.info\/allarme-sanita-in-italia-sara-pubblica-o-privata-a-noi-gli-occhi-a-voi-le-orecchie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Monica Soldano &#8211; lun. 16\/11\/2015 &#8211; 100 Passi<\/span><\/a><\/p>\n<p>Q<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.contattolab.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/pit-salute.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"159\" \/>uando si parla di sanit\u00e0 pubblica in Italia molti si alzano in piedi e sembrano voler intonare l\u2019inno di Mameli. La sanit\u00e0 pubblica, universalistica, pagata con la fiscalit\u00e0 generale \u00e8 un brand made in Italy, come gli spaghetti e la pizza, a cui i nati dal dopoguerra in poi non vorrebbero mai rinunciare. Nel 2011 perfino i valutatori dell\u2019OCSE ci avevano giudicati ad un buon livello, pur spendendo l\u2019Italia nella sanit\u00e0 un punto percentuale in meno (9,1%) rispetto alla media europea (10,3%). Oggi, invece, nel patto di stabilit\u00e0 i sogni rischiano di restare nel cassetto, quando i denari scarseggiano, la corruzione continua a brandire colpi duri e risanare stanca. Cambiare e capovolgere il principio, invece, potrebbe essere pi\u00f9 facile, da qui la tentazione di farlo davvero.<\/p>\n<p><strong>Il patto tradito<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.coopcmg.org\/cittadinazattiva\/TDM\/TDM_file\/TDMnuovo%20vettoriale.eps.png\" alt=\"\" width=\"179\" height=\"196\" \/>Nel 2014 il patto sulla salute, siglato con il governo sembrava averci fatto tirare un respiro di sollievo, perch\u00e9 si era deciso che i quattro miliardi ritrovati andassero reinvestiti nella sanit\u00e0. La promessa \u00e8 stata tradita. Il patto di stabilit\u00e0 come una mannaia ha decurtato i 113 miliardi di 2 miliardi di euro, diventati poi 111 miliardi, di cui 800 milioni per il personale e 300 milioni per i vaccini, in totale resterebbero solo 110 miliardi da spendere per il 2016. Il Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva chiede di entrare al tavolo della commissione dei quindici che sta lavorando sull\u2019aggiornamento dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, fermi al 2011, ma ad oggi nessuna risposta. Solo otto regioni sulle sedici monitorate, per la prima volta secondo una griglia di fattori, dal ministero della Salute, hanno superato la prova dei Lea. Quelle meno virtuose, che non sono riuscite ad erogare i servizi minimi, pur avendo fatto quadrare i conti, saranno penalizzate e non riceveranno il fondo nazionale, ma dovranno contribuire alla finanza pubblica. Decidere la modalit\u00e0, deve essere fatto ascoltando i cittadini, senza metterli ancora una volta a dura prova, ha chiesto Tonino Aceti, il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato, alla presentazione del Rapporto Pit salute, venerd\u00ec scorso, a Roma. Si stanno facendo degli errori. Il decreto sugli esami inutili, da non ripetere, non tiene conto dell\u2019appropriatezza clinica. Le tabelle sono rigide e possono soddisfare solo i conti, l\u2019aspetto finanziario, ma il contenzioso medico-paziente aumenter\u00e0, sviluppando la medicina astensiva, conferma Tonino Aceti. La questione politica attualissima \u00e8, quindi, cercare di capire chi cerchi le soluzioni in politiche di un tipo e chi di un altro e su questo, dovrebbe potersi esprimere, come chiede Cittadinanazattiva anche il parere di chi conosce i bisogni e li rappresenta.Una cosa \u00e8 chiara: la salute e la sanit\u00e0 non sono nelle priorit\u00e0 dell\u2019agenda politica. Nel 2016 il livello di finanziamento era stato fissato a 113 miliardi di euro, decurtato di 2 miliardi rispetto al patto della salute siglato nel 2014, la legge di stabilit\u00e0 ha poi fissato il tetto a 111 miliardi,di cui restano 110, al netto della spesa per il personale (800 milioni) e per i vaccini (300 milioni). Modifiche in pochi mesi che portano ad una unica soluzione: accrescere i livelli di compartecipazione alla spesa per la salute. Non ci sono i soldi per i farmaci innovativi (anche se occorrerebbe capire meglio cosa intendiamo per innovativi), non si possono rifinanziare esami diagnostici, farmaci per malattie rare, gli oncologici.<\/p>\n<p><strong>I punti di vista dei politici<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/web.tiscali.it\/diritticittadino\/Pit_Salute.gif\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"230\" \/>La sensazione forte \u00e8 che ci si stia avviando ad una privatizzazione silente, ma senza fare chiarezza\u201d. Ha dichiarato la deputata <strong>Marisa Nicchi<\/strong> di Sel, alla presentazione del rapporto Pit salute del Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva, venerd\u00ec scorso alla Camera dei Deputati a Roma. Il patto tra Stato e cittadini si sta unilateralmente rompendo, a nostra insaputa? Ha toni accesi e netti <strong>Giulia Grillo<\/strong>, deputata del Movimento 5 stelle. \u201cNon occorre essere ideologici, ma solo logici\u201d, sottolinea. Se vogliamo un sistema universalistico pubblico come per anni ci ha descritto la legge 833 dobbiamo evitare che il meccanismo ci porti a rendere pi\u00f9 competitivo il privato, perfino nei prezzi. Se, invece, vogliamo un sistema basato sulle assicurazioni private, dobbiamo liberare i cittadini da una fiscalit\u00e0 cos\u00ec onerosa e lasciarli liberi di scegliere. Oggi, invece si fa pagare al cittadino la sanit\u00e0 pubblica per spingerlo di fatto verso quella privata, tornando a mettergli le mani in tasca. Per l\u2019onorevole Grillo c\u2019 \u00e8 una metodologia evidente che punta dritto allo stravolgimento del sistema sanitario universalistico. Si parte dai tagli, si creano inefficienze per carenza di personale e di servizi, si rincarano le prestazioni, rendendo competitivo il privato. Si sposta la domanda, oltre che l\u2019offerta ed il gioco \u00e8 fatto! A questo si aggiunga il grande tema della spesa farmaceutica ed i farmaci che vengono venduti all\u2019estero dal distributore, mentre in Italia non si trovano, soprattutto quelli pi\u00f9 innovativi. La burocrazia dell\u2019approvazione dei farmaci \u00e8 cos\u00ec farraginosa che a causa della moltiplicazione dei decisori, i distributori preferiscono vendere all\u2019estero. Questa l\u2019accusa della deputata grillina.<\/p>\n<p><strong>L\u2019 attesa di un riordino degli organi della sanit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attesa riforma per il riordino degli organismi della sanit\u00e0, dall\u2019Agenzia del farmaco, l\u2019 Aifa, all\u2019agenzia Nazionale di Sanit\u00e0, Agenas, passando per i poteri decisionali e di spesa del defraudato ministero della Salute sono rinviati a data da destinarsi. In questo modo tutto il gioco torna ad ingarbugliarsi tra le regioni, che talvolta travalicano le loro competenze ed ministero della Salute, che resta subalterno a quello dell\u2019Economia, che ribadisce, inappuntabile, il sistema dei tagli orizzontali, talvolta verticali, purch\u00e8 si fermi la spesa, lasciando la sanit\u00e0 dei servizi al suo destino. Le regioni, poi, devono contribuire alla finanza pubblica con 3,3 miliardi, ma l\u2019intesa deve essere costruita sul come fare, ecco perch\u00e8 Tonino Aceti chiede di emendare l\u2019art 34 del patto di stabilit\u00e0 \u201csenza mettere le mani sulla sanit\u00e0 pubblica\u201d e reclama di co valutare i meccanismi e quale sia il livello minimo perch\u00e9 non restino scoperti i diritti essenziali. Se le Regioni poco virtuose non riescono ad assicurare i livelli essenziali di assistenza, devono prendere i soldi da altro, rivedere l\u2019assetto generale, ma non mettere pi\u00f9 le mani in tasca ai cittadini, sostiene Aceti.<\/p>\n<p><strong>La sanit\u00e0 vista dai cittadini, i dati del rapporto Pit Salute<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.esanitanews.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sanita-liste-dattesa-600x330.jpg\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"286\" \/>Da 17 anni il Tribunale per i diritti del malato scrive il suo rapporto. Si chiama Pit salute, \u00e8 una relazione sulla percezione dei cittadini quando accedono al servizio sanitario nazionale. Quest\u2019anno dal 1 gennaio al 31 dicembre 2014, le segnalazioni sono state 24.016 raccolte da 330 sedi. Il racconto inquadra l\u2019Italia della sanit\u00e0 in modo approfondito, drammatico, ma realistico. Le voci sempre quelle come un leit motiv che si ripete: l\u2019accesso, i tempi, i costi e dunque la efficienza e la qualit\u00e0, nella percezione del malato. Ognuno di noi si potrebbe riconoscere e vedere dai numeri il racconto della sua storia. Ma in tanti anni non \u00e8 proprio uguale a se stessa, perch\u00e9 la storia si evolve. L\u2019Italia \u00e8 cambiata: aumenta la popolazione anziana, i malati oncologici, i malati psichiatrici, la demenza, la cronicit\u00e0 in generale, e, dunque, occorre riorganizzare tutto in base ai bisogni, questo \u00e8 chiaro. In un anno, aumentate del 2% le segnalazioni sulla difficolt\u00e0 di accesso, cos\u00ec per l\u2019attesa degli esami diagnostici (36,7%) o per gli interventi chirurgici. Per i quali l\u2019attesa pi\u00f9 lunga \u00e8 nell\u2019 ortopedia (27,5),seguono la chirurgia generale (19,5) e l\u2019 oncologia (11,5%). Peggiorata la qualit\u00e0 delle strutture, scarso l\u2019aggiornamento tecnologico dei macchinari. I presunti errori terapeutici sono stati segnalati soprattutto in ortopedia, chirurgia generale ed oculistica, quelli diagnostici in oncologia, ortopedia e ginecologia. Peggiora anche il personale, c\u2019 \u00e8 piu disattenzione secondo i cittadini, lo segnala l\u2019 1,8% in pi\u00f9 rispetto al 2013. Agli ospedali, poi, si attribuisce di aver provocato il 3,8% delle infezioni insorte. Insomma, un quadro rabbuiato soprattutto alla luce dei costi a carico del cittadino che sono aumentati e che rischiano di far preferire il settore privato, divenuto competitivo perfino rispetto alle tariffe dei ticket. Gli amministratori hanno fatto un grande sforzo, quello di far quadrare i conti, si dice, ma i servizi sono un\u2019 altra cosa. Le regioni che vincono la sfida in positivo del 2013 per aver adempiuto i livelli essenziali di assistenza sono solo otto sulle sedici monitorate dal ministero della Salute: Liguria, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Marche ed Umbria. Tra le proposte di riassetto della sanit\u00e0 \u00e8 stata avanzata quella che prevede di centralizzare gli acquisti per macroaree in capo alle regioni pi\u00f9 virtuose, come ha ricordato il toscano Federico Gelli, responsabile sanit\u00e0 per il Pd alla Camera dei deputati. Un\u2019 altra voce di spesa drammatica, secondo Gelli, sono i quattordici miliardi di inapropriatezza per medicina difensiva, a cui si vorrebbe far fronte, mettendo il contenzioso a carico dell\u2019azienda e l\u2019onere della prova del danno a carico del paziente. Ma su questo punto dissente Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. \u201cSi torna a squilibrare i rapporti di forza tra medico e paziente a fronte di una valutazione di costo della medicina difensiva che in realt\u00e0 \u00e8 difficile quantificare. Questo computo come quello della corruzione devono articolarsi in altre voci ed in soluzioni articolate come: una migliore trasparenza, l\u2019 informazione, la diligenza e la chiarezza. Qualcosa che sembra dunque poter trovare le sue soluzioni pi\u00f9 con un salto culturale ed organizzativo, che con una cura drastica a scapito del cittadino.<\/p>\n<p><strong>La cultura dei medici deve cambiare<\/strong><\/p>\n<p>Spesso gli stessi operatori dei cup regionali o aziendali consigliano i cittadini di andare nel privato, perch\u00e9 si aspetta di meno, senza capire che \u00e8 un\u2019 ottica controproducente per il servizio sanitario nazionale, che in questo modo perde e si depaupera. Insomma, perfino gli operatori, non ci credono pi\u00f9, lamentano le testimonianze raccolte dal Tribunale per i diritti del malato. Il medico o l\u2019operatore del cup che bisbiglia di fatto non onora l\u2019etica pubblica per cui \u00e8 stato impiegato. Nessuna azienda privata avrebbe dipendenti cos\u00ec zelanti verso il proprio concorrente, ma perch\u00e9 i dipendenti pubblici lo fanno? Ecco dunque emergere un altro aspetto: la disaffezione degli operatori che emerge alla presentazione del Pit salute ed individua un un altro bersaglio cruciale come la cultura di chi la prestazione sanitaria pubblica la eroga, primi tra tutti i medici del territorio, i cosidetti medici di famiglia. \u201cSono 20 anni che si parla di territorio\u201d hanno sottolineato l\u2019assessora alla salute del FVG, Maria Sandra Telesca e la senatrice Annalisa Silvestro (pd). Che ha impegnato molti anni alla presidenza del sindacato degli Infermieri, ma che ora si trova al Senato,all\u2019altra parte della barricata. \u201cSiamo ancora sprovveduti per l\u2019intervento cronico. Si deve lavorare con il gruppo, non come monadi, occorre un\u2019 altra organizzazione del lavoro, non solo spirito critico ma collaborativo\u201d. Esorta Silvestro rivolta a tutti gli operatori. Richiama, poi, alla buona comunicazione tra cittadini e medici. Le case della salute non devono essere poliambulatori ma case dei servizi, altrimenti si finisce per parlare di accesso alla sanit\u00e0 privata con un po\u2019 di sanit\u00e0 pubblica, conclude la senatrice del Pd.<\/p>\n<p>Notizie correlate: Cittadinanzattiva.\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.cittadinanzattiva.it\/comunicati\/salute\/8303-sanita-pubblica-accesso-privato-presentato-il-xviii-rapporto-pit-salute.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">the press release<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong> <a class=\"wf_file\" style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.cittadinanzattiva.it\/files\/primo_piano\/salute\/infografica-pit-salute-2015.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"wf_file_text\">l&#8217;infografica<\/span><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadinanzattiva.it\/comunicati\/salute\/8303-sanita-pubblica-accesso-privato-presentato-il-xviii-rapporto-pit-salute.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">XVIII Rapporto Pit Salute<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/governo-e-parlamento\/articolo.php?articolo_id=33422\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Cosa c\u2019\u00e8 dietro il numero \u201cmagico\u201d 111? Ecco la vera novit\u00e0 della politica di Renzi per la sanit\u00e0<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/allegati\/allegato3963764.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Decreto &#8220;Salva Regioni&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/allegati\/allegato9933215.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">D.d.L. di Stabilit\u00e0 2016<\/span><\/a><\/p>\n<p><strong>ARTICOLO 34\u2028 (Concorso alla finanza pubblica delle Regioni e Province autonome) <\/strong><br \/>\n<strong>Le Regioni assicurano un contributo alla finanza pubblica pari\u2028 a 3.980 milioni di euro per il 2017 e 5.480 per ciascuno degli anni 2018 e 2019, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza<\/strong>, da recepire con Intesa sancita dalla Conferenza Stato Regioni entro il 31 gennaio di ciascun anno. In assenza di intesa, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, i richiamati importi sono assegnati ad ambiti di spesa ed attribuiti alle singoli Regioni e province autonome, tenendo anche conto della popolazione residente e del Pil, e sono rideterminati i livelli di finanziamento degli ambiti individuati e le modalit\u00e0 di acquisizione delle risorse da parte dello Stato, considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale.<\/p>\n<p><strong>Nuovi tagli alla sanit\u00e0, quindi, a partire dal 2017? <\/strong>Se le Regioni dovessero articolare i tagli richiesti a partire dal 2017 con le proprozioni di quest&#8217;anno (su 4 miliardi \u00a0ben 2,35 sono stati applicati alla sanit\u00e0, ovvero quasi il 60% del totale del contributo alla finanza pubblica richiesto dal Governo) per il 2017 e 2018 potremmo aspettarci un altro taglio alle risorse sanitarie tra i 5 e i 6 miliardi di euro. Ma al momento \u00e8 chiaro che in proposito si possono solo fare ipotesi, sia perch\u00e9 queste cifre potrebbero essere riviste nella prossima legge di stabilit\u00e0, sia perch\u00e9 non \u00e8 detto che le Regioni non riescano, stavolta, a incidere su altre voci di spesa dei propri bilanci.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/governo-e-parlamento\/articolo.php?articolo_id=32618\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Fonte quotidianosanit\u00e0 &#8211; 24\/10\/2015<\/span><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci si sta avviando ad una privatizzazione silente, ma senza fare chiarezza. Il tribunale per i diritti del malato chiede di emendare l\u2019art 34 del patto di stabilit\u00e0 \u201csenza mettere le mani sulla sanit\u00e0 pubblica\u201d. Monica Soldano &#8211; lun. 16\/11\/2015 &#8211; 100 Passi Quando si parla di sanit\u00e0 pubblica in Italia molti si alzano in &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":22835,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-22828","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22828","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22828"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22828\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}