{"id":23970,"date":"2016-01-19T12:04:49","date_gmt":"2016-01-19T11:04:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=23970"},"modified":"2016-01-26T17:40:30","modified_gmt":"2016-01-26T16:40:30","slug":"per-chi-gioca-il-cda-per-limpresa-o-gli-azionisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/per-chi-gioca-il-cda-per-limpresa-o-gli-azionisti\/","title":{"rendered":"Who is the board playing for: the company or the shareholders?"},"content":{"rendered":"<p><em>Durante la battaglia per un\u2019Opa (sulla farmaceutica Astra Zeneca), ci si chiese se la sorte d\u2019una grande impresa strategica per il Paese andava decisa da chi magari ha comprato i titoli ieri e li vender\u00e0 domani. Sotto Opa, il cda deve identificare l\u2019interesse dell\u2019impresa, a tutela del quale sarebbe bene che nessuno al suo interno, tanto meno il Ceo, realizzasse stock option o forme analoghe.<\/em><\/p>\n<p><em>Il consiglio di amministrazione deve gestire una societ\u00e0 nell\u2019interesse di questa o degli azionisti? Perch\u00e9 talvolta divergono parecchio, in particolare nelle Opa.\u00a0Il Cda deve essere una sorta di tutore con il compito di agire a vantaggio dell\u2019impresa che non pu\u00f2 decidere in proprio.<\/em><\/p>\n<p>19.01.16 &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/39345\/per-chi-gioca-il-cda-per-limpresa-o-gli-azionisti\/#autore\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Salvatore Bragantini<\/a>\u00a0&#8211; <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/39345\/per-chi-gioca-il-cda-per-limpresa-o-gli-azionisti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">lavoce.info<\/span><\/a><\/p>\n<p><strong>Cda tra interesse dell\u2019azienda e quello degli azionisti<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/cdn-1.lavoroefinanza.it\/o\/j\/come-costituire-un-gruppo-per-acquisire-partecipazioni-in-unazienda_621d6e1511c57dfc0c7f9797aab49d20.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"249\" \/>Un tema sfugge all\u2019attenzione generale nonostante la grande importanza che ha per la<em>corporate governance<\/em>: nell\u2019interesse di chi il consiglio di amministrazione deve gestire un\u2019impresa?<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 attuale, lo mostra la serie di scandali e malversazioni che, dopo aver distrutto la fiducia pubblica nel sistema finanziario, tocca ora anche le case auto, finora attente a fidelizzare i clienti.<\/p>\n<p>Il codice civile non detta i fini dell\u2019azione del cda; per giurisprudenza e dottrina stella polare \u00e8 l\u2019interesse sociale, ma questo pu\u00f2 essere inteso come interesse degli azionisti nel loro insieme, ovvero dell\u2019impresa in s\u00e9. I due in genere coincidono, ma in alcuni casi divergono, anche molto.<br \/>\nSi pensi all\u2019offerta pubblica di acquisto (Opa), che la teoria vede come occasione in cui gli azionisti incassano il valore vero dell\u2019impresa; in futuro sar\u00e0 gestita da mani migliori, che per tale abilit\u00e0 possono offrire un prezzo pi\u00f9 alto del mercato. Cos\u00ec pareva anche a chi scrive, ma, dopo le prime Opa in cui giganti Usa in letargo venivano messi alla frusta dell\u2019efficienza, ne sono fioccate altre in cui l\u2019impresa \u00e8 caricata di debiti, il risparmio fiscale sui quali \u00e8 vero motivo dell\u2019operazione. Altro che maggiori efficienze. L\u2019esercizio \u00e8 poi ripetuto finch\u00e9 la \u201cpreda\u201d stramazza al suolo.<\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 grande la responsabilit\u00e0 del cda nel raccomandare agli azionisti se aderire all\u2019Opa; \u00e8 uno di quei momenti in cui l\u2019interesse dell\u2019impresa in s\u00e9 e quello degli azionisti possono divergere, e molto. Il cda non deve subire n\u00e9 la pressione degli azionisti a monetizzare, n\u00e9 quella del management a restare in sella, ma valutare se l\u2019impresa sar\u00e0 pi\u00f9 sana e vitale nella nuova combinazione o no. Un\u2019offerta che valorizzi bene un\u2019impresa profittevole, magari per acquisirne il mercato e chiuderla integrandola in una divisione dell\u2019offerente, fa sicuramente l\u2019interesse dei soci, che finiranno la partita con abbondante profitto; ma per l\u2019impresa non sarebbe meglio restare autonoma? Martin Wolf, commentatore del <em>Financial Times<\/em>, si chiese, durante la battaglia per un\u2019Opa (sulla farmaceutica Astra Zeneca), se la sorte d\u2019una grande impresa strategica per il Paese andava decisa da chi magari ha comprato i titoli ieri e li vender\u00e0 domani.<\/p>\n<p>In particolare sotto Opa, il cda deve identificare l\u2019interesse dell\u2019impresa, a tutela del quale sarebbe bene che nessuno al suo interno, tanto meno il Ceo, realizzasse stock option o forme analoghe; ci\u00f2 andrebbe rinviato a quando il tempo avr\u00e0 mostrato se la combinazione nata dall\u2019Opa ha avuto davvero successo. Sarebbe anche opportuno che il (o la) Ceo non partecipasse alla decisione sull\u2019Opa; che salga a bordo della nuova nave, o che resti a terra, sar\u00e0 comunque in conflitto di interesse.<\/p>\n<p><strong>Un tutore per l\u2019impresa<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/s.wsj.net\/public\/resources\/MWimages\/MW-CA242_pfizer_ME_20140421114141.jpg\" alt=\"\" \/>Quale deve dunque essere la stella polare del cda? Con la \u201criscossa liberista\u201d degli anni Ottanta s\u2019\u00e8 imposta negli Usa la teoria del valore per l\u2019azionista, per cui scopo dell\u2019impresa \u00e8 remunerare i suoi azionisti: pi\u00f9 lo fa, con ogni mezzo lecito, meglio \u00e8. Anche per il Codice di autodisciplina di Borsa Italiana, il consiglio di amministrazione ha come \u201cobiettivo prioritario la creazione di valore per l\u2019azionista nel medio-lungo termine\u201d. Pur nella recente attenzione per gli stakeholder, il postulato, figlio del grande spostamento di ricchezza (e potere) dal lavoro al capitale degli ultimi trenta-quaranta anni, non arriva a contestare in radice la teoria del valore per l\u2019azionista.<\/p>\n<p>Lo fa invece Lynn Stout, docente alla Cornell University, nel suo <em>The Shareholder Value Myth, Berrett Keohler Publications, <\/em>del 2012, ove sostiene, citando pronunce di corti Usa, in particolare del Delaware, che gli azionisti non sono padroni dell\u2019impresa, ma solo detengono certi diritti: soprattutto quello di nominare (su proposta del cda uscente) il cda, che fissa, lui, il dividendo. Il capitale pu\u00f2 vedersi come cuscinetto di fondi a garanzia dei creditori, quasi fosse una polizza assicurativa. Oltre certe dimensioni, il rilievo dell\u2019impresa nella comunit\u00e0 le d\u00e0 vita propria. Il cda agisce allora in nome di un soggetto che non pu\u00f2 decidere in proprio; l\u2019impresa \u00e8 come una comunione di beni, priva di \u201ctesta\u201d ma non di interessi propri, come un minore, che il cda, tutore, non pu\u00f2 subordinare ad altri.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 obiettare che l\u2019interesse dell\u2019impresa \u00e8 stiracchiabile come si vuole. Vero, ma lo \u00e8 anche quello dei soci. Chi mai investir\u00e0 nelle imprese, infatti, se non ne \u00e8 padrone, ma solo titolare di pochi, precisi diritti? Vero, ma gli investitori non fuggono spaventati dalle corti del Delaware che applicano quei principi. Nessuna norma pu\u00f2 garantire che il cda\/tutore adempia ai propri doveri, ma fissarli pu\u00f2, forse deve.<\/p>\n<p>Qui si vorrebbe solo aprire un serio dibattito sulla distinzione fra l\u2019interesse dell\u2019impresa in s\u00e9 e quello dei soci, e sul ruolo in materia del consiglio di amministrazione; secondo chi scrive, deve discernere con cura fra i due e, oltre certe dimensioni il ruolo dell\u2019impresa nella societ\u00e0 richiede di privilegiare il primo. Per un non giurista, come chi scrive, passare a pi\u00f9 dettagliati suggerimenti pratici sarebbe fuori luogo\u00a0dettagliati suggerimenti pratici sarebbe fuori luogo.<\/p>\n<p>L&#8217;Autore<\/p>\n<p><em><strong>SALVATORE BRAGANTINI<\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-15454\" src=\"http:\/\/www.lavoce.info\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/bragantini.jpg\" alt=\"bragantini\" width=\"121\" height=\"160\" \/>. Attualmente \u00e8 amministratore indipendente di Sea, Societ\u00e0 esercizi Aeroportuali SpA, che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa, nonch\u00e9 di due societ\u00e0 quotate allo Star: Interpump Group e Sabaf. \u00c8 anche consigliere di amministrazione della Universit\u00e0 degli Studi di Milano (\u201cStatale\u201d). Gi\u00e0 direttore generale di Arca Merchant, poi commissario Consob; in questa veste ha partecipato alla \u201cCommissione Draghi\u201d che ha preparato il Testo Unico della Finanza, divenuto legge nel 1998. \u00c8 poi stato amministratore delegato di Centrobanca. \u00c8 componente del Securities Market Stakeholder Group che assiste l&#8217;Esma \u2013 European Securities Markets Authority &#8211; nelle misure di attuazione delle direttive dell\u2019Unione Europea. E\u2019 editorialista del Corriere della Sera dal 1994.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Related news:\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/il-modo-in-cui-e-stata-vaporizzata-valeant\/\" target=\"_blank\">The way Valeant was vaporized. Ed<\/a><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.avvenire.it\/Commenti\/Pagine\/La-disuguaglianza-che-cresce-minaccia-pace-e-democrazia-.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Quei 62 nababbi ricchi come met\u00e0 del mondo<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la battaglia per un\u2019Opa (sulla farmaceutica Astra Zeneca), ci si chiese se la sorte d\u2019una grande impresa strategica per il Paese andava decisa da chi magari ha comprato i titoli ieri e li vender\u00e0 domani. 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