{"id":24595,"date":"2016-02-21T13:04:26","date_gmt":"2016-02-21T12:04:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=24595"},"modified":"2016-02-21T13:04:26","modified_gmt":"2016-02-21T12:04:26","slug":"nella-sanita-si-tagliano-i-servizi-non-gli-sprechi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/nella-sanita-si-tagliano-i-servizi-non-gli-sprechi\/","title":{"rendered":"In healthcare, services are cut, not waste"},"content":{"rendered":"<p><em>Tagliare il personale (mantenendo gli sprechi), tagliare le prestazioni (mantenendo gli sprechi), tagliare i farmaci (mantenendo gli sprechi), utilizzare personale low-cost per funzioni suppletive (mantenendo gli sprechi).\u00a0Pu\u00f2 consolarci il fatto che la posizione di ventunesimi su 36 SSN, pur significando l\u2019ultimo posto tra i Paesi occidentali pi\u00f9 evoluti, ci consente ancora di guardare dall\u2019alto in basso Albania, Serbia, Montenegro.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.laprovinciacr.it\/news\/il-direttore-risponde\/135915\/Lettere-al-Direttore.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Da &#8220;Lettere al Direttore&#8221; del 20 febbraio 2016 &#8211; La Provincia di Cremona<\/span><\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.piazzanews.it\/newimages\/forsite\/box_eventi\/120140422sanitasprechi.jpg\" alt=\"\" \/>La legge di riforma del Servizio Sanitario Nazionale \u00e8 del 1999 (legge Bindi). Ancora un anno dopo si raccontava che il modello italiano di sanit\u00e0 pubblica fosse ai vertici delle classifiche mondiali, seconda solo al sistema sanitario francese. Nel 2001 le competenza sanitarie vengono trasferite alle Regioni. Nel 2006 siamo gi\u00e0 precipitati al diciottesimo posto su 29 paesi europei. Nel 2012, secondo Euro Health Consumer Index, la sanit\u00e0 italiana \u00e8 al 21\u00b0 posto in Europa, preceduta anche da Repubblica Ceca, Slovenia, Croazia, Macedonia. Tale posizione viene mantenuta anche per il 2015, perdendo per\u00f2 il confronto diretto col Portogallo. Pu\u00f2 consolarci il fatto che la posizione di ventunesimi su 36, pur significando l\u2019ultimo posto tra i Paesi occidentali pi\u00f9 evoluti, ci consente ancora di guardare dall\u2019alto in basso Albania, Serbia, Montenegro.<br \/>\nA ben vedere ce ne eravamo accorti anche da soli.<\/p>\n<p>Il progressivo declino della sanit\u00e0 italiana, tra conflittualit\u00e0 esasperata, malcontento dei pazienti e degli operatori, progressiva emarginazione del personale sanitario, demotivazione diffusa, eccessiva subordinazione al potere politico, burocratizzazione spinta all\u2019eccesso, elevata rischiosit\u00e0 medico-legale e molto altro ancora, si percepisce chiaramente ogni volta che si manifesta il bisogno di ricorrere alle cure sanitarie. C\u2019\u00e8 anzi da meravigliarsi se, a fronte di questa situazione, spesso riusciamo ancora ad ottenere buone cure e buona assistenza.<\/p>\n<p>A fronte di personale sanitario che si impegna duramente per mantenere un livello ottimale di attivit\u00e0, talora sostenuto da dirigenti responsabili, di fatto la Sanit\u00e0 sta diventando essa stessa un malato, al cui capezzale in molti si affannano a proporre ricette e cambi di paradigma. In realt\u00e0 tutte le proposte vanno in un\u2019unica direzione: la riduzione dei costi. Non si pu\u00f2 non condividere il proposito di contenere la spesa, anche Cottarelli sarebbe d\u2019accordo. Gi\u00e0, ma quali sono le soluzioni? Tagliare il personale (mantenendo gli sprechi), tagliare le prestazioni (mantenendo gli sprechi), tagliare i farmaci (mantenendo gli sprechi), utilizzare personale low-cost per funzioni suppletive (mantenendo gli sprechi).<\/p>\n<p>THE<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.repstatic.it\/content\/nazionale\/img\/2014\/04\/16\/120247513-d9ca1724-878b-496c-a962-5ca04f436c74.jpg\" alt=\"\" width=\"446\" height=\"331\" \/>nsomma, se non si \u00e8 ancora capito, tutte le soluzioni prospettate sembrano andare nella direzione di ridurre i costi della sanit\u00e0 pubblica senza incidere sul suo contesto generale. Sarebbe interessante chiedere a qualche esperto di conduzione aziendale come possa funzionare un\u2019azienda in cui si riducano le spese necessarie alla produzione mantenendo intatti gli sprechi. E\u2019 pur vero che questo problema non riguarda solo l\u2019Italia: negli USA, con un modello sanitario assai differente, gli sprechi assommano al 21% della spesa federale per la salute (558 miliardi di dollari\/anno). Si tratta di frodi, costi gonfiati, complessit\u00e0 amministrative, trattamenti inutili, mancato coordinamento tra le strutture assistenziali, trattamenti e terapie non efficaci. Tutto come da noi, insomma: per\u00f2 senza i \u2018costi della politica\u2019. Un dettaglio non da poco. Se a questo si sommano alcune recenti proposte legislative che determinano uno scadimento progressivo dell\u2019attivit\u00e0 medica, oltre alla perdita della sua autonomia professionale, c\u2019\u00e8 di che essere preoccupati.<\/p>\n<p>L\u2019appiattimento della professionalit\u00e0 medica \u2018ope legis\u2019, secondo un programma che l\u2019Italia sta portando avanti con determinazione, rappresenta un sentiero ignoto che nessun sistema sanitario al mondo ha ancora osato percorrere e che modifica radicalmente il ruolo fondamentale della medicina, sopravvissuto ad almeno 2500 anni di storia. Le nuove norme su appropriatezza prescrittiva e responsabilit\u00e0 civile concordano con la trasformazione del medico secondo una tipologia di funzionario passivo, inerte, burocratizzato.<\/p>\n<p>Mentre in USA si finanzia una \u2018medicina di precisione\u2019, non pi\u00f9 basata sulla malattia ma sulle differenze biologiche individuali, l\u2019Italia stila un rigido elenco di patologie ed altrettanto rigide regole su quello che il medico pu\u00f2 prescrivere e su quello che pu\u00f2 o non pu\u00f2 fare. Soluzioni che andrebbero bene in un mondo dove i pazienti sono <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.left.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cover_38_facebook.png\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"236\" \/>rappresentati da mutanti, cloni, robot, certamente utili per chi deve aggiustare automobili e trattori, meno adatti forse a chi si confronta con la variabilit\u00e0 biologica degli individui.<\/p>\n<p>Noi non siamo tutti uguali, n\u00e9 nella vita, n\u00e9 nella sofferenza. Sottoporre alle regole attuali la medicina significa non comprenderne l\u2019essenza, ragionando secondo quel senso di immortalit\u00e0 che accompagna la giovinezza e che vede la malattia come un concetto astratto, non come un destino inevitabile. Se a questo si aggiungono i pericolosi scricchiolii che gi\u00e0 mostra una medicina basata sulle Linee Guida, c\u2019\u00e8 di che essere veramente preoccupati. Solo per fare un esempio: in Emilia le Linee Guida per la radiologia emanate dal ministero della Salute sono spernacchiate dall\u2019assessorato, che insiste nel proporre Linee Guida alternative e, mentre i sindacati medici dichiarano al loro contrariet\u00e0 alle Linee Guida regionali e la loro adesione alla Linee Guida ministeriali, i tecnici di radiologia sono d\u2019accordo con quelle regionali ma in contrasto con quelle nazionali.<\/p>\n<p>Per\u00f2 le Linee Guida nazionali e regionali non sono quelle della Societ\u00e0 Scientifica Italiana, che a loro volta sono diverse da quelle americane, che per\u00f2 non concordano con le indicazioni europee&#8230; Ed \u00e8 solo l\u2019inizio. C\u2019\u00e8 da stare tranquilli? Mica tanto, specialmente se si considera che prima o poi anche il nostro turno arriva.<\/p>\n<p><strong>Pietro Cavalli<\/strong><br \/>\n(<em>doctor<\/em>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.laprovinciacr.it\/news\/il-direttore-risponde\/135915\/Lettere-al-Direttore.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Da &#8220;Lettere al Direttore&#8221; del 20 febbraio 2016 &#8211; La Provincia di Cremona<\/span><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tagliare il personale (mantenendo gli sprechi), tagliare le prestazioni (mantenendo gli sprechi), tagliare i farmaci (mantenendo gli sprechi), utilizzare personale low-cost per funzioni suppletive (mantenendo gli sprechi).\u00a0Pu\u00f2 consolarci il fatto che la posizione di ventunesimi su 36 SSN, pur significando l\u2019ultimo posto tra i Paesi occidentali pi\u00f9 evoluti, ci consente ancora di guardare dall\u2019alto in &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":2681,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[79],"class_list":["post-24595","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","tag-ssn"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24595","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24595"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24595\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}