{"id":25219,"date":"2016-03-29T12:32:57","date_gmt":"2016-03-29T10:32:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=25219"},"modified":"2016-03-29T12:32:57","modified_gmt":"2016-03-29T10:32:57","slug":"ogni-anno-litalia-esporta-200-uomini-cavia-in-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/ogni-anno-litalia-esporta-200-uomini-cavia-in-svizzera\/","title":{"rendered":"Ogni anno l&#8217;Italia &#8220;esporta&#8221; 200 uomini cavia in Svizzera"},"content":{"rendered":"<p>Chi sono, cosa fanno, quanto guadagnano gli italiani che si prestano a sperimentare i farmaci. Viaggio nel centro svizzero dove tutto \u00e8 alla luce del sole. Mentre da noi&#8230;<\/p>\n<p><span class=\"author vcard\"><span class=\"field-item even\"><a class=\"url fn track_full_autore\" href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/autore\/nino-materi.html\" target=\"_blank\" rel=\"author noopener\">Nino Materi<\/a><\/span> <\/span>&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/professione-cavia-1239982.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"updated dtstamp\">Mar, 29\/03\/2016 &#8211; Il Giornale<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/images.slideplayer.it\/14\/4259378\/slides\/slide_47.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"310\" \/>Nostro inviato a Mendrisio (Svizzera) &#8211; L&#8217;annuncio ricorda un po&#8217; gli avvisi delle promozioni commerciali nei supermercati: \u00abImportante! Continua, anche in questi primi mesi del 2016, il reclutamento di donne di et\u00e0 compresa tra 18 e 55 anni per studi clinici in ambito ginecologico, se pensi di poter essere interessata contattaci al numero indicato o registrati tramite il portale per saperne di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>Ma la clinica Cross Research, nel verde del Canton Ticino, non ha nulla a che vedere con un supermercato, piuttosto sembra uno di quegli alberghi in montagna a conduzione familiare. Solo che qui gli ospiti appartengono a una categoria molto particolare: quella delle cavie umana. Un hotel speciale dove non si paga per soggiornare ma si viene pagati. Alla reception il personale medico, tutto in camice bianco, \u00e8 impeccabilmente professionale e generoso di informazioni. Il lavoro non manca considerato che la Cross Research ha intercettato anche la \u00abclientela\u00bb che in passato si rivolgeva a due strutture analoghe sul medesimo territorio: la (&#8230;)(&#8230;) Projectpharma Sagl di Taverne, (ancora attiva, ma che non si occupa pi\u00f9 di sperimentazione) e l&#8217;Institute for pharmacokinetic and analytical studies (IPAS) di Ligornetto (chiuso ormai da tempo).<\/p>\n<p>Nessuno alla Cross Research usa il termine cavia, elegantemente sostituito da volontario. \u00abIl loro utilizzo \u00e8 una pratica necessariamente immorale, ma moralmente necessaria. Se non si accetta questo principio, non si va da nessuna parte\u00bb. Il dottor Giovan Maria Zanini parla con cognizione di causa. Glielo impone il suo ruolo di presidente del Comitato etico che controlla e disciplina la sperimentazione dei farmaci nel Canton Ticino, territorio che sta alle cavie umane come la Silicon Valley sta ai computer. Dal suo osservatorio privilegiato, il dottor Zanini, 54 anni, laureato in Farmacia, monitora per dovere istituzionale l&#8217;ingente flusso di \u00abfrontalieri\u00bb dei test clinici che con regolarit\u00e0 si muove dal nostro Paese, destinazione Ticino.<\/p>\n<h2>LE TRASFERTE<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/controinformoblog.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/cavie-680x365_c.jpg\" alt=\"\" width=\"501\" height=\"269\" \/>Quello italiano, oltre a essere un popolo di santi e navigatori, \u00e8 infatti pure un Paese di cavie. Una media, nella sola Svizzera del Canton Ticino, di 200 all&#8217;anno (in passato si sono toccate punte di 500): almeno la met\u00e0 pu\u00f2 fregiarsi dello status di fedelissimo, grazie a un regolare pellegrinaggio nella mecca delle medicine del futuro. Di solito non si va oltre le 3-4 trasferte. Ma c&#8217;\u00e8 anche chi sceglie di essere un habitu\u00e9 dei laboratori, riuscendo a guadagnare bene. La paga, in tempi di crisi, non \u00e8 affatto malvagia: retribuzione media tra i 600 euro (per un impegno di 2-3 giorni) fino a tremila euro (per test che possono durare varie settimane). Circa i rischi della sperimentazione farmacologica su soggetti umani il dibattito \u00e8 aperto da sempre, ma spesso sui media impera la confusione. Ad esempio: pu\u00f2 una nuova molecola essere testata su una cavia umana senza prima averla \u00abprovata\u00bb su una cavia animale? \u00abNo &#8211; chiarisce Zanini -. Qualsiasi molecola va prima studiata chimicamente in laboratorio, poi studiata su una cavia animale e infine &#8211; se gli esiti dei primi due step hanno garantito determinati esiti &#8211; somministrata alla cavia umana\u00bb.<\/p>\n<p>Quando c&#8217;\u00e8 il via libera a questa terza opzione, la sperimentazione si suddivide in altre tre sottocategorie. Una fase 1 legata alla tolleranza (cui sono coinvolte decine di cavie umane), una fase 2 legata all&#8217;effetto (cui sono coinvolte centinaia di cavie) e una fase 3 legata all&#8217;utilit\u00e0 e all&#8217;efficacia della molecole (cui sono coinvolte migliaia di cavie). Solo se anche questa terza fase va a buon fine, la molecola viene commercializzata\u00bb. Un protocollo impossibile da seguire in Italia, dove fare la cavia \u00e8 proibito dalla legge. Ma sul punto Zanini non concorda: \u00abIn Italia la sperimentazione avviene ugualmente, ma la si pratica in maniera ipocrita. La legge infatti da una parte la proibisce formalmente ma dall&#8217;altra offre scappatoie che la consentono. La differenza \u00e8 pi\u00f9 che altro di tipo lessicale: in Italia si parla di rimborsi spese, mentre qui da noi non si ha vergogna a parlare di pagamento vero e proprio. In Svizzera si paga in franchi, in Italia in euro (200 al giorno)\u00bb.<\/p>\n<h2>SI FA MA NON SI DICE<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.agireoraedizioni.org\/media\/img\/prodotti\/cavie-umane-nuovo-millennio.jpg\" alt=\"\" \/>Quelle del dottor Zanini non sono illazioni. Nel giro di pochi minuti ci fornisce documenti e prove che dimostrano in modo inoppugnabile come la sperimentazione umana venga praticata anche in ospedali di varie citt\u00e0 italiane come Milano, Cagliari, Pavia, Verona, Chieti e chiss\u00e0 quante altre. Non a caso ogni giorno, sul nostro territorio nazionale, circa 5mila persone si sottopongono a esperimenti (il 19% di tutti i test effettuati in Europa vengono eseguiti proprio in Italia). I forum specializzati sull&#8217;argomento \u00abcavie umane\u00bb grondano di testimonianze pro e contro: si va da chi esalta la pratica definendola assolutamente non pericolosa, a chi denuncia enormi danni subiti che non valgono certo il cachet incassato.<\/p>\n<p>\u00abIn Ticino non c&#8217;\u00e8 nessun fenomeno di cavia-selvaggia &#8211; precisa Zanini -. Nonostante si tratti di sperimentazioni dalle controindicazioni limitate (i test avvengono per lo pi\u00f9 per individuare farmaci generici bioequivalenti alle molecole dei originali farmaci \u00abgriffati\u00bb ndr), abbiamo istituito, fin dal 2000, un Comitato etico che veglia sulla sicurezza e il buono svolgimento degli esami. Le direttive prevedono una pausa di almeno 3 mesi fra un test biomedico e l&#8217;altro. Da una parte per tutelare la salute dei volontari, dall&#8217;altra per ripulire l&#8217;organismo, garantendo cos\u00ec la qualit\u00e0 della ricerca\u00bb. Eppure il sospetto che in questo mondo possano nascondersi pratiche non sempre ortodosse resta.<\/p>\n<p>Nel Ticino le ricerche sono una ventina all&#8217;anno e rappresentano per le holding del farmaco una gallina dalle uova d&#8217;oro. Ma c&#8217;\u00e8 chi teme che sussistano notevoli sperequazioni tra gli elevatissimi margini di guadagno garantiti alle aziende e gli standard di sicurezza riservati agli sperimentatori. Gi\u00e0, gli sperimentatori. Chi sono? Da dove vengono? Che et\u00e0 hanno? Quale mestiere svolgono? Esiste un identikit della cavia umana-tipo? Una \u00abfotografia\u00bb ufficiale non \u00e8 disponibile ma, anche se lo fosse, sarebbe \u00abschermata\u00bb dalla legge sulla privacy. In linea generale si sa per\u00f2 che la Lombardia \u00e8 la regione che fa da maggiore serbatoio ai laboratori dove si testano le medicine del futuro.<\/p>\n<h2>LA CLASSIFICA<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.pontilenews.it\/public\/articoli\/2229sperimentazione_farmaci-pontilenews.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"225\" \/>Al primo posto ci sono i milanesi, seguiti da varesini e comaschi. Il 75% sono maschi, per lo pi\u00f9 under 30. Ma non mancano anche persone pi\u00f9 avanti con gli anni. Nell&#8217;ultimo ciclo di test, pi\u00f9 del 90% proveniva dalla Lombardia, regione privilegiata per la vicinanza ai centri dove si svolgono le sperimentazioni. \u00c8 una questione di sicurezza, se qualcosa va storto \u00e8 necessario capire subito qual \u00e8 il problema e come agire. Come, ad esempio, \u00e8 accaduto nel caso di una ragazza 24enne di Como che, a seguito di un test, fu ricoverata in ospedale per sopraggiunte complicanze: \u00abIn quell&#8217;occasione siamo intervenuti subito come Comitato etico, imponendo all&#8217;azienda farmaceutica di risarcire la paziente\u00bb.<\/p>\n<p>Dal registro top secret di Zanini emerge che fra i candidati cavie ci sono molti studenti universitari provenienti dalle facolt\u00e0 di Medicina, Farmacia, Biologia o altri settori scientifici.\u00c8 la tipologia di sperimentatore che preferiscono. I laureandi, essendo infatti degli addetti ai lavori, capiscono perfettamente i termini degli esperimenti cui vengono sottoposti. Dall&#8217;altra parte sono anche dei normalissimi giovani a cui un buon guadagno una tantum non pu\u00f2 che fare piacere\u00bb. A rimanere scontenti sono invece i disoccupati perch\u00e8 chi non ha un&#8217;occupazione stabile o saltuaria non pu\u00f2 essere ammesso ai test: la condizione di bisogno economico rappresenta un grave impedimento psicologico nella possibilit\u00e0 di scegliere liberamente di aderire alla ricerca. \u00abE noi non abbiamo nessuna intenzione di passare per quelli che fanno proposte indecenti\u00bb.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi sono, cosa fanno, quanto guadagnano gli italiani che si prestano a sperimentare i farmaci. Viaggio nel centro svizzero dove tutto \u00e8 alla luce del sole. 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