{"id":25347,"date":"2016-04-04T08:09:01","date_gmt":"2016-04-04T06:09:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=25347"},"modified":"2016-04-04T12:10:44","modified_gmt":"2016-04-04T10:10:44","slug":"la-speculazione-sui-malati-farmaci-sempre-piu-cari-con-la-scusa-dei-brevetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/la-speculazione-sui-malati-farmaci-sempre-piu-cari-con-la-scusa-dei-brevetti\/","title":{"rendered":"La speculazione sui malati: farmaci sempre pi\u00f9 cari,  con la scusa dei brevetti"},"content":{"rendered":"<p>Fra ricerca e sperimentazione, le big pharma investono miliardi. E vogliono rientrare dei soldi spesi, guadagnandoci. Cos\u00ec i prezzi delle medicine finiscono fuori controllo. Le eccezioni nei Paesi poveri (tollerate dalle industrie) e il ruolo che le agenzie nazionali per i farmaci devono giocare nella definizione dei prezzi<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/extra-per-voi\/2016\/03\/30\/speculazione-malati-farmaci-sempre-piu-cari-la-scusa-brevetti-95209c7a-f687-11e5-b728-3bdfea23c73f.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">di Adriana Bazzi &#8211; Corriere.it Extra per Voi<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"simple_text\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/assets.bwbx.io\/images\/ixwuiJ4u5vZM\/v2\/-1x-1.png\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"426\" \/>Farmaci troppo cari, ovunque: nei Paesi ricchi che, con qualche limitazione, se li possono ancora permettere, e in quelli poveri, che spesso non hanno i soldi per comprarli. Farmaci, ma anche vaccini. Costosi perch\u00e9 ci sono i brevetti e le industrie farmaceutiche dettano legge. La discussione \u00e8 cominciata qualche anno fa, ai tempi dell\u2019Aids, quando l\u2019Africa non aveva accesso alle terapie. Ma oggi il problema si \u00e8 esteso anche da noi e non riguarda solo l\u2019Aids, ma il cancro, soprattutto, e molte altre malattie. Oggi esistono farmaci sempre pi\u00f9 efficaci, ma sempre pi\u00f9 costosi per molte patologie. E hanno un brevetto: fino a quando quest\u2019ultimo non scade (solo allora si possono produrre i \u00abgenerici\u00bb cio\u00e8 le copie del farmaco a prezzi molto pi\u00f9 bassi) \u00e8 l\u2019azienda farmaceutica che decide il prezzo (e lo contratta con chi dovr\u00e0 poi fornire le cure).<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"simple_text\">\n<h3>Prezzi alle stelle, cure interrotte<\/h3>\n<p>Parliamo di anti-tumorali, di farmaci anti epatite C su cui, in questo momento, \u00e8 rivolta l\u2019attenzione di molti, pazienti e medici (perch\u00e9 costano, ma guariscono definitivamente dalla malattia) e anche di vaccini, magari non costosi per noi, ma per i Paesi in via di sviluppo s\u00ec. \u00abSe i prezzi delle medicine salgono, finisce che non puoi pi\u00f9 permetterti di curarti\u00bb, titolava qualche giorno fa UsaToday (sfiora l\u2019<a href=\"http:\/\/www.usatoday.com\/story\/money\/personalfinance\/2016\/02\/02\/high-drug-prices-help-afford-medications\/79201120\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">icona blu per leggere l\u2019articolo<\/span><\/a>) riprendendo uno studio statistico di Bloomberg. Il discorso \u00e8 un po\u2019 complicato. Vale la pena di focalizzare l\u2019attenzione su due o tre aspetti. Tanto per cominciare non \u00e8 detto che i farmaci pi\u00f9 costosi siano quelli di ultimissima generazione.<\/p>\n<div class=\"simple_text\">\n<h3>L\u2019antitumorale passato da 26 a 120 mila dollari l\u2019anno<\/h3>\n<p>E\u2019 curioso il caso del dasatinib (Glivec), un antitumorale introdotto in terapia dall\u2019azienda produttrice Novartis nel 2001: una molecola strepitosa, capace di tenere sotto controllo una rara forma di leucemia (quella mieloide cronica): prima di quella data la sopravvivenza di un malato era di 4 o 5 anni, oggi \u00e8 sovrapponibile a quella di persone sane. Doveva essere un farmaco di nicchia e l\u2019azienda non sperava in grandi guadagni: all\u2019epoca la terapia costava 26.400 dollari all\u2019anno. Poi, attraverso meccanismi misteriosi, il suo prezzo \u00e8 lievitato e, oggi, il costo di un anno di terapia raggiunge la cifra di 120 mila dollari, nonostante siano arrivati sul mercato dei prodotti analoghi competitori (il dasatinib della Bristol \u2013Myers e il nilotinib sempre della Novartis) pi\u00f9 costosi dell\u2019imatinib. Ma parallelamente alla loro introduzione anche il prezzo del Glivec \u00e8 aumentato. Stranamente.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"simple_text\">\n<h3>Il report-denuncia dell\u2019universit\u00e0 del North Carolina<\/h3>\n<p>L\u2019analisi \u00e8 stata condotta da Stacie Dusetzina dell\u2019University of North Carolina a Chapel Hill e riportata dal Washingtono Post. E l\u2019aumento del costo del farmaco, almeno negli Stati Uniti, ha significato per molte persone (che, s\u00ec, hanno un\u2019assicurazione, ma che devono contribuire alla spesa per i farmaci) un aumento medio della quota del co-pagamento da 16 dollari al mese nel 2001 a 33 dollari nel 2014. Che per molti significa un impegno economico non da poco, anche perch\u00e9 la terapia va continuata nel tempo. Per l\u2019Imatinib il brevetto sta scadendo, il che aprirebbe la strada alla produzione di generici, a costi pi\u00f9 bassi, ma le aziende, pur di mantenere il loro farmaco \u201cbranded\u201d sul mercato il pi\u00f9 possibile, cercano in ogni modo di dilazionare i tempi (come ha segnalato il Washington Post: la Novartis \u00e8 in causa con un\u2019azienda produttrice di generici e sta ritardando l\u2019arrivo sul mercato del farmaco non griffato).<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"simple_text\">\n<h3>Italia: terra di nessuno; rimborsi negati<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/thehustle.co\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Screen-Shot-2015-11-09-at-7.55.36-PM.png\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"225\" \/>Le cose vanno meglio in Italia, dove ancora esiste un sistema sanitario pubblico che garantisce l\u2019accesso ai farmaci, ma non sar\u00e0 cos\u00ec per molto. Come ha appena denunciato l\u2019Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) alcune Regioni non garantiscono pi\u00f9 i farmaci antitumorali innovativi a pazienti che provengono da altre Regioni perch\u00e9 poi queste ultime non rimborsano. Negando cos\u00ec ai malati l\u2019accesso alle cure. Tutto il mondo scientifico \u00e8 in allarme: 110 fra i pi\u00f9 importanti oncologi francesi hanno lanciato poche settimane fa un appello sul quotidianoLe Figaro denunciando l\u2019insostenibile costo degli antitumorali e parlano di una situazione \u00abesplosiva\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"simple_text\">\n<h3>Gran Bretagna: costi proporzionali ai benefici<\/h3>\n<p>La Gran Bretagna si difende negando l\u2019accesso ad alcuni farmaci il cui costo non appare proporzionale ai benefici (per esempio qualche settimana di vita in pi\u00f9 per i pazienti). Da notare che il prezzo dei farmaci in Europa \u00e8 molto pi\u00f9 basso che negli Usa perch\u00e9 qui sono gli Stati a contrattarlo con le aziende e non le assicurazioni (come negli Usa). Negli Stati Uniti, come ha appena segnalato il quotidiano Wall Street Journal, il prezzo medio dei farmaci branded (griffati, cio\u00e8 soggetti a brevetto) \u00e8 raddoppiato negli ultimi cinque anni. Ed \u00e8 diventato un tema della campagna elettorale per le elezioni presidenziali.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"simple_text\">\n<h3>Il prezzo degli antiepatite C \u00abcalmierato\u00bb a 30 mila euro<\/h3>\n<p>Altro esempio su cui si discute in questo periodo: i farmaci antiepatite C, costosi, troppo costosi, ma capaci di guarire la malattia. Negli Stati Uniti un ciclo di trattamento con il primo arrivato sul mercato (il sofosbuvir- Sovaldi della Gilead) all\u2019inizio arrivava fino a 80 mila dollari; in Italia, trattative segrete con le aziende da parte dell\u2019Aifa, l\u2019Agenzia italiana del farmaco, hanno permesso di ottenere, oggi, nel nostro Paese, i prezzi pi\u00f9 bassi in Europa (attorno ai 30 mila euro). Ma attualmente hanno accesso alla terapia solo i pazienti pi\u00f9 gravi. Altri sono esclusi. Ma proprio per i farmaci anti-epatite C (e non solo) si \u00e8 scatenata la guerra dei brevetti. Perch\u00e9 alcuni Stati, India in prima fila, producono forme generiche anche di molecole ancora oggetto di brevetti.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"simple_text\">\n<h3>Le molecole copiate in India e Brasile<\/h3>\n<p>Succede che alcune aziende multinazionali fanno concessioni (cio\u00e8 permettono la produzione di generici) a certi Paesi (India, ma anche Brasile, per esempio) in base a diverse considerazioni, soprattutto di ordine economico. Ma i farmaci prodotti come generici da questi Paesi sono destinati al mercato interno e non all\u2019esportazione. Quindi l\u2019antiepatite C a basso costo non \u00e8 per i malati italiani. Per\u00f2 le aziende stanno chiedendo brevetti anche in questi Paesi: lo ha fatto la Gilead per il suo farmaco anti-epatite C. Ma l\u2019Alta Corte indiana ha rifiutato la richiesta ritenendo il prodotto \u00abnon innovativo\u00bb ( su questo ci sarebbe da discutere perch\u00e9 lo \u00e8) e ha rimandato il dossier all\u2019Ufficio Brevetti.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"simple_text\">\n<h3>Medici senza Frontiere contro i brevetti<\/h3>\n<p>Anche l\u2019Associazione Medici senza Frontiere (Msf) si \u00e8 opposta alla domanda di brevetto della Gilead, cos\u00ec come sta facendo opposizione anche a quella dell\u2019azienda Pfizer, sempre in India, per vaccino anti-pneumococco contro la polmonite e la meningite (tra le principali cause di mortalit\u00e0 fra i bambini, soprattutto). Msf auspica che versioni del vaccino pi\u00f9 economiche possano entrare sul mercato ed essere disponibili, per i Paesi in via di sviluppo e le organizzazioni umanitarie. Oggi \u00e8 68 volte pi\u00f9 costoso vaccinare un bambino rispetto al 2001 e Msf chiede alle aziende produttrici di ridurre il costo del vaccino.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"simple_text\">\n<h3>Investimenti e introiti delle aziende farmaceutiche<\/h3>\n<p>THE<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/i1.wp.com\/www.skepticalraptor.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/drug-prices-red-e1442869471576.jpg?resize=672%2C372\" alt=\"\" width=\"444\" height=\"246\" \/> problemi sul tavolo, dunque, sono moltissimi e altrettanto le domande in cerca di risposta. Ecco le pi\u00f9 importanti. a) Come si stabilisce oggi il prezzo di un farmaco? Le aziende vogliono essere ripagate degli investimenti per la ricerca e sviluppo: giusto, ma questi, da soli, non giustificano i costi esorbitanti delle medicine oggi sul mercato. b) Si devono allora prendere in considerazione altri parametri? Per esempio quanto un farmaco che controlla o guarisce una malattia pu\u00f2 far risparmiare al servizio sanitario per eventuali complicanze future della malattia? c) E\u2019 giusto che le aziende abbiano un ritorno dei loro investimenti in ricerca per lo sviluppo di un farmaco. Ma quanto queste ricerche sono state condotte grazie anche a contributi delle istituzioni pubbliche? d) Le aziende farmaceutiche sono le prime a essere messe sul banco degli imputati e si chiede loro di ridurre i prezzi dei farmaci (il loro business). Ma perch\u00e9 solo alle big pharma? e) Le malattie non sono l\u2019unico problema. Per esempio, nei Paesi poveri c\u2019\u00e8 tanta malnutrizione. Perch\u00e9 non si chiede all\u2019industria alimentare di fornire alimenti a basso costo per chi muore di fame? Per esempio omogeneizzati e acqua potabile in bottiglia? Perch\u00e9 non si colpevolizzano un po\u2019 anche le big food?<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"pubDate\">3 aprile 2016<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra ricerca e sperimentazione, le big pharma investono miliardi. E vogliono rientrare dei soldi spesi, guadagnandoci. Cos\u00ec i prezzi delle medicine finiscono fuori controllo. Le eccezioni nei Paesi poveri (tollerate dalle industrie) e il ruolo che le agenzie nazionali per i farmaci devono giocare nella definizione dei prezzi di Adriana Bazzi &#8211; Corriere.it Extra per &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":7865,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[47,29],"class_list":["post-25347","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","tag-big-pharma","tag-prezzo-farmaci"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}