{"id":25782,"date":"2016-04-29T13:57:24","date_gmt":"2016-04-29T11:57:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=25782"},"modified":"2016-05-11T18:25:54","modified_gmt":"2016-05-11T16:25:54","slug":"documento-conclusivo-assemblea-nazionale-isf-del-12-aprile-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/documento-conclusivo-assemblea-nazionale-isf-del-12-aprile-2016\/","title":{"rendered":"Final document of the ISF National Assembly of 12 April 2016"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" aligncenter\" src=\"http:\/\/www.irpinianews.it\/wp-content\/uploads\/filctem.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"201\" \/><\/p>\n<p>Prot. <strong>850<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Documento conclusivo Assemblea nazionale ISF del 12 Aprile 2016<\/h2>\n<p>L\u2019assemblea odierna ha sicuramente avuto il merito di rimettere al centro dell\u2019attenzione il\u00a0tema dell\u2019informazione scientifico-farmaceutica, in un contesto nel quale la professionalit\u00e0\u00a0espressa dalla figura pu\u00f2 tornare ancora utile e centrale nel sistema sanitario nazionale e\u00a0nei cambiamenti che continueranno ad interessarla.<\/p>\n<p>I problemi, esposti nella relazione introduttiva, confermati e meglio puntualizzati dai molti\u00a0interventi del dibattito e ripresi nelle conclusioni, sono sostanzialmente i seguenti:<\/p>\n<p><strong>1. Scarso rispetto della legislazione vigente in materia; <\/strong><\/p>\n<p><strong>2. Tentativo di snaturare la figura dell\u2019informazione da scientifica a commerciale; <\/strong><\/p>\n<p><strong>3. Transizione degli informatori espulsi dal ciclo lavorativo con contratto\u00a0subordinato, verso un attivit\u00e0 sostanzialmente autonoma, a provvigione\u00a0(ENASARCO); <\/strong><\/p>\n<p><strong>4. Incongruenze tra normativa e dettami contrattuali (CCNL Chimico Farmaceutico); <\/strong><\/p>\n<p><strong>5. Tecnologia informatica e controllo a distanza;<\/strong><\/p>\n<p>La legislazione che regolamenta l\u2019attivit\u00e0 scientifica degli informatori risale alla legge 883\u00a0del 1978 con cui si istituisce il Servizio Sanitario Nazionale, nella quale viene regolata per la\u00a0prima volta questa preziosa ed indispensabile attivit\u00e0: <strong>all\u2019art. 31 \u201cAL servizio sanitario\u00a0nazionale spettano compiti di informazione scientifica sui farmaci e di controllo\u00a0sull&#8217;attivit\u00e0 di informazione scientifica [\u2026.] \u00c8 vietata ogni forma di propaganda e di\u00a0pubblicit\u00e0 presso il pubblico dei farmaci sottoposti all\u2019obbligo della presentazione di\u00a0ricetta[&#8230;.], tenuto conto degli obbiettivi di educazione sanitaria [&#8230;.]e delle direttive in materia della Comunit\u00e0 economica europea.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Con il successivo Decreto Legislativo 541\/92 vengono definiti in modo molto chiaro ed\u00a0inequivocabile i limiti della pubblicit\u00e0 presso i clienti, sostanzialmente strutture pubbliche\u00a0ma anche le caratteristiche della Informazione Scientifica e degli operatori che la andranno\u00a0a svolgere.<\/p>\n<p>Lo stesso decreto verr\u00e0 poi inglobato nella legge 219\/2006, la quale conferma la necessit\u00e0\u00a0del controllo legislativo e, in rispetto alla concorrenza Stato \/ Regioni sul Servizio Sanitario,\u00a0emana le \u201cLinee guida di regolamento regionale dell\u2019informazione scientifica sul farmaco\u201d\u00a0affinch\u00e9 le Regioni, attraverso apposita legislazione aderente alle linee guida, istituiscano\u00a0regole alle quali le aziende farmaceutiche debbono attenersi.<\/p>\n<p>Tornando alla legge 219\/2006, in essa viene specificato che \u201cL\u2019ISF deve dipendere da\u00a0un\u2019area scientifica dell\u2019azienda, non dal marketing o vendite e gli stessi ISF devono riferire\u00a0al servizio di farmacovigilanza\u201d (art. 122); ancora, \u201cil rapporto dell\u2019ISF con il farmacista \u00e8\u00a0limitato alle informazioni contenute nel riassunto delle caratteristiche del medicinale\u201d (art.121).<\/p>\n<p>In sostanza <span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019ISF non \u00e8 un venditore<\/span>. Detta affermazione \u00e8 rafforzata da autorevoli\u00a0pronunciamenti di esponenti dell\u2019Agenzia del farmaco (AIFA) e da sentenze della\u00a0Cassazione che si \u00e8 pronunciata in merito.<\/p>\n<p>Non tutte le Regioni, ad oggi, hanno per\u00f2 adottato regolamenti rispettosi delle LINEE\u00a0GUIDA e solo alcune di esse hanno emanato regole aderenti ad esse. A ci\u00f2 vanno aggiunti\u00a0gli effetti sulla spesa sanitaria del nuovo Decreto Balduzzi, sull\u2019efficienza economica delle\u00a0Regioni. Il combinato disposto di tale situazione, comporta una condizione fortemente\u00a0eterogenea nei processi e nelle modalit\u00e0 emanate: cambiano processi, gestori, decisori,\u00a0insomma cambia tutto!<\/p>\n<p>Questo comporta oggi una mancanza di omogeneit\u00e0 di condizioni che stanno causando\u00a0aree di incertezza proprio sull\u2019elemento cardine della volont\u00e0 legislativa, ovvero la\u00a0necessit\u00e0 di garantire \u201cl\u2019indipendenza dell\u2019attivit\u00e0 di informazione scientifica\u201d .<\/p>\n<p>A complicare la situazione \u00e8 intervenuto anche il CCNL Chimico Farmaceutico, che di fatto\u00a0vede la categoria degli Informatori scientifici inquadrati nella macro area funzionale\u00a0commerciale\/marketing\/vendite, anche se va sottolineato che, <strong>in base alla gerarchia\u00a0delle fonti di diritto, il Contratto Collettivo non ha la forza della legge<\/strong>.<\/p>\n<p>Va chiarito che il tema relativo alla deroga per l\u2019assunzione di informatori senza esperienza\u00a0in categoria C, successivamente inquadrato nel livello B dopo tre anni, <strong>resta comunque\u00a0una norma transitoria<\/strong> <strong>da considerare come inquadramento di ingresso<\/strong> e non comporta\u00a0alcuna assimilazione alla figura professionale di venditori e piazzisti.<\/p>\n<p>Il punto da valutare attentamente \u00e8 quello della forma di inquadramento contrattuale\u00a0dell\u2019informazione scientifica. Stiamo assistendo ad grande proliferare di contratti di\u00a0agenzia, ovvero lavoratori autonomi che prestano la loro attivit\u00e0, impropriamente\u00a0chiamata \u201cinformazione scientifica\u201d\u2026\u2026..ora dovremmo chiederci: <strong>dal momento che il\u00a0contratto di agenzia prevede per sua natura che una parte preponderante della\u00a0retribuzione sia assegnata attraverso provvigioni, come pu\u00f2 essere la prestazione\u00a0considerata indipendente dalle vendite? <\/strong><\/p>\n<p>Attraverso alcuni elementi potremmo pensare di stabilire come realizzare l\u2019indipendenza\u00a0funzionale dell\u2019informazione scientifica, ad esempio:<\/p>\n<p><strong>\uf0b7 Non sottoporre in ordine gerarchico L\u2019ISF al direttore commerciale<\/strong><\/p>\n<p><strong>\uf0b7 Adeguata descrizione delle caratteristiche della mansione <\/strong><\/p>\n<p><strong>\uf0b7 Segregazione dei ruoli ( scientifico\/commerciale)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\uf0b7 Parametri multipli nella parte variabile dello stipendio (non solo vendite e\/o\u00a0fatturato)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\uf0b7 Conformit\u00e0 legislativa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\uf0b7 Formazione e relazioni aziendali interne dell\u2019ISF (qualit\u00e0 della reportistica)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\uf0b7 Regolamentazione di processi per donazioni, comodati nei confronti di persone o\u00a0enti pubblici.<\/strong><\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, \u00e8 necessario osservare quello che sta avvenendo ormai da diversi anni nelle\u00a0aziende del settore dal punto di vista del sistema organizzativo. Dagli studi di marketing\u00a0sulla \u201cefficacia della forza di vendita\u201d, si evince che la figura dell\u2019ISF appare sempre pi\u00f9\u00a0coinvolta nel sistema commerciale.<\/p>\n<p>Questo sta causando un cambiamento che riguarda la rete complessiva degli informatori\u00a0sempre pi\u00f9 snella, con un basso turn\/over, con un affiancamento di contatto on line\u00a0destinato a crescere nel tempo, con una formazione sempre pi\u00f9 mirata agli aspetti del\u00a0sistema tecnologico ed informatico piuttosto che agli aspetti di natura scientifica\u00a0dell\u2019attivit\u00e0 .<\/p>\n<p>Attraverso l\u2019inserimento delle piattaforme informatiche e l\u2019evoluzione delle stesse\u00a0sostanzialmente si sono acuiti due problemi molto importanti.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 quello relativo al controllo a distanza attraverso le cosiddette \u201cgeolocalizzazioni\u201d,\u00a0su cui hanno pesato anche le novit\u00e0 introdotte dall\u2019art. 23 del \u201cjobs act\u201d che sostituisce\u00a0l\u2019art. 4 dello statuto dei lavoratori.<\/p>\n<p>In pratica, mentre per l\u2019installazione di una videosorveglianza interna all\u2019azienda serve un\u00a0accordo con le RSU o con il sindacato territoriale, <span style=\"text-decoration: underline;\">per tablet, palmari e telefonini non ci\u00a0sono limitazioni particolari<\/span>, se non quelle dell\u2019informazione individuale al lavoratore. A\u00a0questo va aggiunto che con alcuni semplici interventi le aziende possono installare APP e\u00a0GPS particolarmente invasivi.<\/p>\n<p>La tematica, pur essendo particolarmente attenzionata dalle OO.SS. e tenuta presente\u00a0nelle discussioni aperte in occasione degli accordi di secondo livello, resta comunque un\u00a0elemento ostico per gli effetti che produce e ci vedr\u00e0 sicuramente impegnati anche a\u00a0seguito di emeriti pronunciamenti come il <em>Garante della privacy del Consiglio d\u2019Europa<\/em>.<\/p>\n<p>Ad oggi possiamo solo affermare che il \u201c<em>controllo a distanza non pu\u00f2 e non deve servire per\u00a0costruire contestazioni, o peggio, provvedimenti disciplinari, anche se comunque ci\u00f2 resta\u00a0una parziale soluzione al problema&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Il secondo problema, intimamente collegato all&#8217;introduzione della tecnologia, \u00e8 quello\u00a0della necessit\u00e0 di intercettare l\u2019evoluzione del settore rendendo sempre pi\u00f9 difficile e\u00a0controverso individuare il limite, per noi invalicabile, tra l\u2019informazione scientifica e le\u00a0operazioni di marketing commerciale.<\/p>\n<p>Parallelamente alle tante operazioni\u00a0comportamentali imposte di routine all\u2019informatore, vi \u00e8 la modificazione oggi sempre pi\u00f9\u00a0veloce dell\u2019organizzazione aziendale. Con l\u2019evoluzione della dotazione informatica sempre pi\u00f9 all\u2019avanguardia e l\u2019inserimento\u00a0del sistema operativo \u201cCRM\u201d, usato per la rapportazione del lavoro, sono nate nuove\u00a0figure professionali di livello gerarchicamente superiori all\u2019ISF, con l\u2019intento di estendere e\u00a0migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 di informazione, come i KAM ( Kay Account Manager) e\u00a0ML (Medico di Prodotto).<\/p>\n<p>Queste figure, nate per il supporto scientifico degli ISF a causa del processo di\u00a0commercializzazione del rapporto con il cliente, sono finite per essere figure a cavallo delle\u00a0diverse aree aziendali ed al tempo stesso sempre pi\u00f9 interfaccia dei clienti intesi come\u00a0Ministeri e Direttori generali. Mentre negli anni 80\/90 era sufficiente analizzare la copertura e la frequenza delle attivit\u00e0\u00a0dell\u2019ISF per verificare le curve di risposta prescrittiva dei medici, oggi parliamo di un\u00a0sistema molto pi\u00f9 complesso che riguarda tutto il processo del business farmaceutico\u00a0diffuso sul territorio che, insieme alla riduzione del fatturato delle imprese e la spinta dei\u00a0generici, fanno s\u00ec che i dati da acquisire nei contatti dall\u2019ISF siano sempre pi\u00f9 complessi.<\/p>\n<p>Proprio l\u2019introduzione per legge dell\u2019uso dei farmaci bio-equivalenti (generici) ha fornito\u00a0alle aziende l\u2019alibi per ridimensionare se non chiudere del tutto la \u201cprimary care\u201d\u00a0(generalmente cos\u00ec \u00e8 denominata la linea di informazione rivolta ai medici di medicina\u00a0generale con farmaci a basso costo e basso profitto) ed espellere gli ISF, in barba al ruolo\u00a0etico dell\u2019informazione scientifica, concentrandosi su farmaci biotecnologici ad altissimo\u00a0costo (mediamente dodicimila euro anno per paziente) bassissimo numero di ISF e capaci\u00a0di generare enormi profitti.<\/p>\n<p>Questo ridimensionamento della \u201cprimary care\u201d \u00e8 avvenuto targhettizzando i medici in\u00a0base al potenziale prescrittivo e focalizzando il minor numero di ISF solo sui medici a pi\u00f9\u00a0alto potenziale. Di pari passo, a supporto, entrano in azione le figure superiori, KAM ed ML che\u00a0interagendo con i decisori della spesa sanitaria ne orientano l\u2019indirizzo.<\/p>\n<p>Tutta ci\u00f2 sta di fatto completamente stravolgendo la natura dell\u2019informazione scientifica e\u00a0il suo valore etico che ha ispirato il legislatore, agganciando l\u2019ISF sempre di pi\u00f9 al canale\u00a0commerciale con la relativa crescita dei contratti di agenzia, dando luogo a conflitti di\u00a0interesse nocivi per il sistema.<\/p>\n<p><strong>Rischiamo in questo modo di perdere di vista il paziente che non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019utente debole\u00a0da curare ma il pollo da spennare e non meravigliamoci se in questo marasma possa\u00a0cresce il malaffare<\/strong>.<\/p>\n<p>Il ruolo dei celati informatori, dietro le partite Iva a provvigione, ci porta dritti nel campo\u00a0emergente della <strong>Nutraceutica<\/strong> dove, tolti gli integratori da banco del supermercato, si\u00a0entra nel campo \u201c<strong>dell\u2019utilizzo e prescrizione<\/strong> (<strong>es. Nutrizione perioperatoria e integrazione\u00a0di cura farmacologica)<\/strong>\u201d.\u00a0Qui di fatto stanno nascendo le stesse contraddizioni proprie dei\u00a0farmaci mentre sarebbe utile e necessario utilizzare le stesse caratteristiche etiche e\u00a0deontologiche proprie dell\u2019informazione Scientifica.<\/p>\n<p>Lo smantellamento delle linee di informazione scientifica ha generato una riduzione\u00a0significativa degli investimenti in servizi sul nostro territorio nazionale da parte delle\u00a0aziende farmaceutiche che continuando a macinare profitti delocalizzando in altri Stati gli\u00a0utili. La massima esasperazione di questo sistema la attuano le aziende di bio-equivalenti\u00a0(generici) che non supportano la molecola ma la piazzano in farmacia e gli utili di tale\u00a0vendita vengono trasferiti all\u2019estero senza alcuna ricaduta occupazionale sul territorio.<\/p>\n<p>Le precedenti riorganizzazioni, attuate in un periodo di presunta grande crisi del settore,\u00a0hanno espulso migliaia di informatori scientifici, nel silenzio assoluto della politica, anche\u00a0in funzione del fatto che le aziende \u201cpiene di utili\u201d erano disposte a pagare lauti compensi\u00a0per chiudere le procedure di mobilit\u00e0 senza opposizioni, ridimensionando l\u2019impatto sociale.<\/p>\n<p>Nessun governo ha mai approntato un tavolo tecnico per difendere i posti di lavoro di\u00a0questa categoria nonostante fossero stati licenziati in 8 anni pi\u00f9 di quindicimila lavoratori,\u00a0con il paradosso che lo Stato Italiano resta l\u2019unico committente di queste aziende\u00a0farmaceutiche. Tale atteggiamento pu\u00f2 essere ricondotto al fatto che, nell\u2019immaginario collettivo gli\u00a0informatori sono sempre stati considerati un costo per le imprese e dallo Stato dei\u00a0venditori che aggravavano la spesa sanitaria, attraverso il loro operato.<\/p>\n<p>Purtroppo tutto ci\u00f2 rappresenta una visione miope frutto della mancata conoscenza,\u00a0mentre il vero rischio sarebbe l\u2019 eventuale scomparsa della figura dell\u2019informatore che\u00a0lascerebbe spazio a figure e strumenti ben pi\u00f9 aggressivi, pericolosi e commerciali. In conclusione l\u2019assemblea nazionale condivide la necessit\u00e0 di dotarsi di un\u00a0Coordinamento Nazionale e di un ristretto gruppo di lavoro, per costruire approfondimenti\u00a0sui singoli aspetti riguardanti l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019informazione scientifica e definire le iniziative di\u00a0supporto per tentare di modificare il percorso in atto.<\/p>\n<p>Il seguente documento \u00e8 redatto tenendo conto della Relazione introduttiva del\u00a0Dipartimento Chimico Farmaceutico, del contributo dei partecipanti e delle conclusioni del\u00a0Segretario Generale Emilio Miceli.<\/p>\n<p>Sono intervenuti al dibattito: Daniele Antonio e Mirco Papaianni (Pfizer); Angelandrea\u00a0Fontana (SPA S.p.A.); Raffaele Cascone (Ex Gsk); Pietro Gualandi (Farmaceutici Damor);\u00a0Riccardo Catra ( Zambon Italia); Sergio Indiano (Fidia Farmaceutica); Mirko Ferrarini\u00a0(Novartis Farma); Sergio Martoni (Alfawasserman); Vinicio Vicari (Pierre Fabre);\u00a0Alessandro Berchielli (Eli Lilly Italia S.p.A.); Antonio Mazzarella (Sanofi S.p.A.); Cosimo\u00a0Ancora (Msd Essex ); Salvatore Maiellaro (Ex Astrazeneca); Fabrizio Fabrizi ( JanssenCilag);\u00a0Giovanni Bersani (Menarini).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Relazione-introduttiva-di-Cardinali-assemblea-isf-12-4-16-def.pdf\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">Relazione introduttiva di Cardinali assemblea isf 12-4-16<\/span>-def<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Documento-conclusivo-Assemblea-Isf-del-12-4-16-def-1.pdf\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">Documento conclusivo Assemblea Isf del 12 4 16<\/span>-def-1<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prot. 850 Documento conclusivo Assemblea nazionale ISF del 12 Aprile 2016 L\u2019assemblea odierna ha sicuramente avuto il merito di rimettere al centro dell\u2019attenzione il\u00a0tema dell\u2019informazione scientifico-farmaceutica, in un contesto nel quale la professionalit\u00e0\u00a0espressa dalla figura pu\u00f2 tornare ancora utile e centrale nel sistema sanitario nazionale e\u00a0nei cambiamenti che continueranno ad interessarla. 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