{"id":2761,"date":"2014-08-27T10:39:41","date_gmt":"2014-08-27T08:39:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=2761"},"modified":"2014-08-27T10:39:41","modified_gmt":"2014-08-27T08:39:41","slug":"lepidemia-debola-business-farmaceutico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/lepidemia-debola-business-farmaceutico\/","title":{"rendered":"The Ebola epidemic and the pharmaceutical business"},"content":{"rendered":"<p><i>La minaccia di Ebola \u00e8 stata \u201cgonfiata\u201d in modo tale da \u201cobbligare le persone a vaccinarsi\u201d. Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari. In Africa \u00e8 gratis. \u201cil valore vero della sperimentazione non \u00e8 nel conseguire la sua migliore efficacia ma \u00e8 l\u2019arrivare primi per brevettare prima\u201d. L\u2019epidemia d\u2019Ebola rischia di diventare un nuovo business farmaceutico.<\/i><i><\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.rinascita.eu\/index.php?action=news&amp;id=23561\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">di: Roberta Mura &#8211; 26\u00a0Agosto\u00a02014 \u2013 Rinascita<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p>L\u2019emergenza d\u2019Ebola rimane alta in Africa Occidentale. I mass media, ogni giorno, parlano di casi di contagio in Europa, in Canada e negli Stati Uniti, scatenando una psicosi generale. Casi ancora tutti da accertare. Basta una piccola febbre o un mal di pancia per lanciare l\u2019allarme.<br \/>\nL\u2019Ebola, i cui sintomi ricordano i film dell\u2019orrore, fa paura. In Africa e fuori dai suoi confini. Il virus uccide in maniera rapida, molto di pi\u00f9 rispetto all\u2019HIV. Oltre 1427 persone sono morte. Il totale dei casi \u00e8 di 2615.<br \/>\nDati che hanno indotto l\u2019Organizzazione della sanit\u00e0 mondiale (OMS) a concedere l\u2019autorizzazione per gli esperimenti in Africa in quanto l\u2019epidemia in corso \u00e8 \u201cun\u2019emergenza di salute pubblica di livello internazionale\u201d. Pertanto, tutto \u00e8 lecito, nonostante i tempi siano prematuri.<br \/>\nIn un&#8217;intervista ripresa dal sito di informazione Cameroonvoice.com, il dottor Garth Nicolson, uno dei maggiori esperti in malattie emergenti, sostiene che la minaccia di Ebola \u00e8 stata \u201cgonfiata\u201d a causa della \u201cnatura spettacolare\u201d dei sintomi. Secondo Nicolson questi sintomi drammatici, che appaiono molto rapidamente, rende l\u2019Ebola relativamente facile da contenere: \u201cSe hai una malattia feroce e altamente fatale, come l\u2019Ebola, si attira un sacco di attenzione. \u00c8 dunque possibile isolare immediatamente i pazienti, e quindi contenere l&#8217;intero processo\u201d. Un po\u2019 come \u00e8 successo in Guinea, dove la situazione \u00e8 sotto controllo.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/newsrescue.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/ebola234zmapp.png\" width=\"377\" height=\"317\" \/>Secondo la ricercatrice Anne Sullivan, l&#8217;epidemia potrebbe essere usata per &#8220;creare un livello di allerta molto alto, in modo tale da obbligare le persone a vaccinarsi\u201d.<br \/>\nLo abbiamo visto pi\u00f9 volte negli ultimi anni, come per l\u2019influenza suina. Dopo un allarme generale, si \u00e8 scoperto che il vaccino era pi\u00f9 nocivo che altro.<br \/>\nOra, per l\u2019Ebola c\u2019\u00e8 il siero sperimentale \u201cZMapp\u201d. Lo chiamano il \u201csiero magico\u201d, in seguito ai \u201cmiglioramenti\u201d del medico missionario statunitense, Kent Brantly, contagiato dal virus in Liberia.<br \/>\nNulla si sa di questo siero. Non si conoscono i possibili effetti negativi. E finora \u00e8 stato sperimentato solo sulle scimmie. Tuttavia tutti lo vogliono. I Paesi africani per primi. Soprattutto, Liberia e Sierra Leone, dove la situazione rimane grave a causa dell\u2019inadeguatezza dei governi che non si sono mossi per tempo, nonostante il virus avesse gi\u00e0 fatto stragi in Guinea. La carenza di medici, attrezzature e medicine ha fatto tutto il resto.<br \/>\nDopo il \u201csuccesso\u201d dello Zmapp , realizzato dalla Mapp Biopharmaceutical Inc. di San Diego, in collaborazione con l\u2019azienda canadese Defyrus, anche le altre grandi multinazionali del settore si sono messe all\u2019opera. Il colosso britannico Gsk e quello statunitense National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) hanno annunciato di aver sviluppato un vaccino contro l\u2019Ebola che verr\u00e0 sperimentato sull\u2019uomo entro l\u2019anno. Al momento, secondo l\u2019Ansa, ci sarebbero almeno tre farmaci e un vaccino contro il bacillo, sviluppati con contributi del dipartimento della difesa Usa, che hanno dato buoni risultati sugli animali e potrebbero entrare velocemente nella fase clinica dei test.<br \/>\nNella prassi comune, ogni farmaco dovrebbe infatti superare varie fasi di studio e di sperimentazione per poter poi entrare nel mercato ed essere venduto e somministrato ai malati. A volte ci vogliono addirittura 15 anni.<br \/>\nCome denuncia Leleva.org, negli ultimi anni, per\u00f2, le multinazionali del farmaco riescono ad eludere il problema di fasi controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento di cavie umane volontarie in Africa e nei Paesi in via di sviluppo, al fine di sperimentare farmaci i cui test non sono ancora stati approvati negli Usa o in Gran Bretagna, ovvero i Paesi in cui si concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici mondiali.<br \/>\nNegli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari. In Africa \u00e8 gratis. Oltre ad un risparmio economico, i test di sperimentazione su cavie umane africane permette di risparmiare anche sui tempi, perch\u00e9 le case farmaceutiche sottostanno in questo caso alle legislazioni locali solitamente meno restrittive. Questo permette di arrivare prima sui mercati e di brevettare prima. Per un giorno di ritardo nel lancio di un farmaco, un\u2019azienda farmaceutica perde oltre un miliardo e mezzo di euro.<br \/>\nCome afferma Leleva.org, \u201cil valore vero della sperimentazione quindi non \u00e8 nel conseguire il miglior prezzo a cui poi vendere un prodotto o la sua migliore efficacia (come poteva essere decenni fa, in cui forse il business aveva ancora un\u2019anima umanistica), ma \u00e8 l\u2019arrivare primi per brevettare prima\u201d.<br \/>\nPertanto, alla Mapp Biopharmaceutical Inc, che ha realizzato per primo il virus, entreranno nelle tasche parecchi soldi.<br \/>\nIl clima di allarmismo, suscitato dai media internazionali, ha inoltre creato la condizione ideale in cui i governi africani si sentano in dovere di fare di tutto per arrestare l\u2019epidemia, mancando di lucidit\u00e0.<br \/>\nIl rischio \u00e8 che gli africani vengano usati come cavie umane. Non sarebbe la prima volta. Circa il 35 % delle donne africane sono sterili in seguito alla somministrazione di vaccini. Il lancio di medicinali in via di sperimentazione possono avere conseguenze drammatiche. Per fare un esempio: tra il 1967 e il 1978, nello Stato della Georgia, negli Stati Uniti, Washington autorizz\u00f2 la sperimentazione del Depo-Provera, che ha diverse controindicazioni, tra cui l\u2019osteoporosi e a lungo andare la sterilit\u00e0, su pi\u00f9 di 13mila donne povere, la met\u00e0 delle quali erano nere. La maggior parte di loro, che non erano a conoscenza della sperimentazione, si sono ammalate. Molte altre sono morte. Medicinali contraccettivi come il Depo-Provera sono stati utilizzati spesso da Washington per ridurre il tasso di natalit\u00e0 dei poveri. Nel 1960, gli Usa erano preoccupati per l\u2019aumento della popolazione del Puerto Rico. Nel 1965 si \u00e8 riscontrato che il 34% delle donne portoricane tra i 20 e il 49 anni erano state sterilizzate.<br \/>\nOggi, in Africa, \u201cle case farmaceutiche hanno l\u2019opportunit\u00e0 di sperimentare sull\u2019uomo con l\u2019approvazione dell\u2019opinione pubblica\u201d fa notare un giovane sierraleonese che ha chiesto l\u2019anonimato: \u201cI medici che hanno lanciato l\u2019allarme e che operano nei confini in Guinea o Sierra Leone sono nordamericani. C\u2019\u00e8 chi pensa che l\u2019epidemia potrebbe essere stata diffusa. Guarda caso gli Stati Uniti o meglio una casa farmaceutica americana ha trovato il vaccino nel momento propizio. Strana coincidenza. Questo \u00e8 un affare d\u2019oro\u201d.<br \/>\nL\u2019epidemia d\u2019Ebola rischia di diventare un nuovo business farmaceutico. Un d\u00e9j\u00e0 vu con l\u2019emergenza dell\u2019HIV, in cui si \u00e8 speculato facendo soldi facili.<br \/>\nErano gli anni Ottanta e l\u2019Aids si diffuse in tutto il mondo. Una malattia terribile, incurabile e mortale. Le case farmaceutiche si misero subito a lavoro e poco dopo, nel 1987, uscirono alcuni farmaci \u201cmagici\u201d, tra questi: AZT, DDI, 3TC, inibitori della proteasi. Tutti nati negli Stati Uniti.<br \/>\nAlcuni anni dopo la loro uscita nel mercato, un gruppo di autorevoli ricercatori denunci\u00f2 che l&#8217;approvazione di questi farmaci era passato attraverso test incompleti e pressioni di ogni tipo. Il tutto per nascondere al pubblico che gli effetti a lungo termine degli inibitori della proteasi erano sconosciuti e che l&#8217;AZT era inefficace e, addirittura, che accelerava la morte di migliaia di ammalati.<br \/>\nLa multinazionale Wellcome, divenuta poi Glaxo Wellcome, era a conoscenza degli effetti dannosi, ma se ne infischi\u00f2.<br \/>\nOggi, si rischia di commettere lo stesso errore.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.thestar.com\/content\/dam\/thestar\/news\/world\/2014\/08\/19\/workers_treated_with_untested_ebola_drug_show_remarkable_recovery\/ebola_outbreak.jpg.size.xxlarge.letterbox.jpg\" width=\"327\" height=\"219\" \/>Ancora adesso dell\u2019Ebola si sa ben poco. La prima scoperta del virus risale al 1976, in Congo. L\u2019Ebola \u00e8 infatti un fiume congolese. Secondo gli studiosi, il virus \u201cabiterebbe\u201d da moltissimo tempo all&#8217;interno delle volpi volanti, grossi chirotteri che mangiano frutta e abitano le foreste tropicali. Per trasmetterlo all&#8217;uomo il virus potrebbe essere passato dalle volpi volanti alle scimmie o altri animali della foresta, che vengono regolarmente mangiati dalle etnie locali.<br \/>\nCome spiega al telefono Saverio Bellizzi, l\u2019epidemiologo di Msf, tornato da un mese in Italia dopo due missioni in Guinea, \u201csi trasmette tramite il contatto con i fluidi delle persone infette. Il contatto non \u00e8 via aerea ma via contatto diretto tramite sangue o fluidi idrologici. Il virus \u00e8 estremamente nocivo all&#8217;interno dell&#8217;organismo ma \u00e8 anche molto labile nel senso che basta semplicemente lavarsi le mani con il sapone e si inattiva il virus immediatamente. Per essere veramente contagiati bisogna avere il contatto diretto: toccare una persona che abbia un&#8217;alta carica di virus e avere dei sintomi evidenti. Una persona che non ha sintomi non \u00e8 contagiosa anche se il virus \u00e8 al suo interno\u201d.<br \/>\nIn Guinea, spiega, Bellizzi, in mancanza di vaccini e terapie specifiche, sono state usate \u201cterapie di supporto, quindi idratazione, nutrizione e terapie antibiotiche o antimalariche nel momento in cui il paziente sia affetto da patologie associate. Il tutto perch\u00e9 mira a rinforzare il corpo per combattere meglio il virus\u201d, il cui tasso di mortalit\u00e0 varia dal 25% al 90%. Misure che hanno portato a buoni risultati.<br \/>\nLa situazione non \u00e8 facile. Non solo per la carenza di medici o di attrezzature. \u201cC&#8217;\u00e8 difficolt\u00e0 principalmente per due motivi: una \u00e8 l&#8217;estrema mobilit\u00e0 delle persone che si muovono da villaggio a villaggio in maniera continua e veloce, quindi una volta contagiati si muovono e possono sviluppare nuovi focolai in nuove zone; e poi le resistenze culturali. Ci sono difficolt\u00e0 a sensibilizzare e rendere consapevoli le persone del luogo dell&#8217;esistenza della malattia\u201d, spiega l\u2019epidemiologo. Quello che si pu\u00f2 fare \u00e8 \u201csconfiggere l&#8217;Ebola solo con una grande campagna di sensibilizzazione, villaggio per villaggio\u201d.<br \/>\nIn Africa, la scaramanzia \u00e8 forte. Ci sono tanti piccoli villaggi, popolati da etnie diverse che nutrono una profonda sfiducia nei confronti della medicina occidentale. Nascondono i malati per evitare che vengano portati nei centri di assistenza. Sono spaventate dalla morte dei loro cari, consumati da violenti dolori muscolari, mal di testa, vomito, diarrea ed emorragie.<br \/>\nLa chiamano la malattia del \u201cdiavolo\u201d. Tradotto: la malattia dei bianchi. Si pensa che la febbre sia un complotto o un\u2019invenzione degli occidentali, che tanto male hanno fatto all\u2019Africa, prima con la tratta degli schiavi, poi con la colonizzazione e ora con il saccheggio del sottosuolo.<\/p>\n<p>\u2013 See more at: <a href=\"http:\/\/www.rinascita.eu\/index.php?action=news&amp;id=23561#sthash.vCblGWei.dpuf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.rinascita.eu\/index.php?action=news&amp;id=23561#sthash.vCblGWei.dpuf<\/a><\/p>\n<p>Related news: <span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2014\/08\/07\/ebola-che-cose-quali-sono-i-sintomi-come-si-puo-affrontare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Ebola, che cos&#8217;\u00e8, quali sono i sintomi, quali farmaci usare<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/come-controllare-popolazione-paura-virus-ebola\/\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">How to control the population with the fear of the Ebola virus. The conspiracy theories<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"http:\/\/gdb.voanews.com\/8C61C853-73AA-4401-8A83-DAD2BF96F120_mw1024_s_n.png\" \/><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La minaccia di Ebola \u00e8 stata \u201cgonfiata\u201d in modo tale da \u201cobbligare le persone a vaccinarsi\u201d. Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari. 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