{"id":28741,"date":"2016-11-10T22:36:51","date_gmt":"2016-11-10T21:36:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=28741"},"modified":"2016-11-10T22:36:51","modified_gmt":"2016-11-10T21:36:51","slug":"manovra-le-regioni-non-ci-stanno-e-chiedono-modifiche-a-riordino-tetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/manovra-le-regioni-non-ci-stanno-e-chiedono-modifiche-a-riordino-tetti\/","title":{"rendered":"Maneuver, the Regions are not there and are asking for changes to reorganize the roofs"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.federazioneveterinariemedici.it\/imgsOpener.php?fp=images\/conferenza_regioni_province_autonome_copy1.jpg\" alt=\"Risultati immagini per commissione salute delle regioni\" \/>Se ancora c\u2019era qualche dubbio, ieri \u00e8 stato fugato<\/strong>: il riordino dei tetti sulla spesa farmaceutica abbozzato dalla Manovra per il 2017 rappresenta \u2013 in quindici anni di 405\/2001 \u2013 il primo vero tentativo da parte di un governo centrale di arginare la distribuzione diretta. Tant\u2019\u00e8 vero che ieri la Commissione salute delle Regioni (ossia il gruppo di lavoro costituito dagli assessori alla Salute dei governi regionali) ha presentato alla Camera un pacchetto di emendamenti diretti a scardinare il sistema di governance messo in piedi dalla Legge di Bilancio. Proposte di modifica che, in tema di tetti, possono essere riassunti in due punti: primo, la distribuzione diretta non si limita; secondo, il budget della spesa farmaceutica ospedaliera va incrementato a scapito di quello della spesa convenzionata.<\/p>\n<p><strong>Leggere, per credere, la relazione sulla Manovra<\/strong> che gli assessori regionali alla Salute hanno presentato ieri a Montecitorio e che <a href=\"http:\/\/www.sanita24.ilsole24ore.com\/art\/dal-governo\/2016-11-09\/manovra-2017-regioni-stop-bonus-farmaci-141026.php?uuid=ADb6tFsB\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Healthcare24<\/a> ha riportato integralmente in serata: \u00ab\u00e8 probabile\u00bb scrive la Commissione salute, che il tetto sulla convenzionata al 7,96% risulti nel 2017 \u00absuperiore alla spesa reale\u00bb, anche perch\u00e9 l\u2019incremento del Fondo sanitario a 113,5 miliardi di euro \u00abcomporter\u00e0 un rifinanziamento della farmaceutica di circa 300 milioni di euro\u00bb rispetto al 2016. A detta degli esperti, l\u2019avanzo potrebbe invogliare le Regioni a spostare un po\u2019 di farmaci dalla diretta alla convenzionata, ma agli assessori alla Salute l\u2019ipotesi pare proprio non piacere: \u00abI nuovi farmaci\u00bb si legge nel documento \u00abhanno i requisiti per essere classificati come A-Pht e le Regioni sono portate a preferire la diretta-dpc rispetto alla convenzionata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come fare allora con la spesa per diretta e ospedaliera<\/strong>, che la Manovra mette in un unico calderone e che a fine 2017 sfonderanno il tetto del 6,89% con certezza quasi assoluta? Semplice, dice la Commissione salute: innanzitutto il Governo deve abbassare il tetto sulla convenzionata di quasi un punto, dal 7,96 al 7%; in questo modo, si pu\u00f2 incrementare della stessa misura il tetto cumulato dell\u2019ospedaliera pi\u00f9 diretta, che cos\u00ec lievita dal 6,89 al 7,85%. Poi, continuano gli assessori, andranno riscritte le regole relative al payback: in caso di sfondamento del tetto, niente pi\u00f9 ripiano \u201cfifty-fifty\u201d tra Regioni e industria, come accade oggi; meglio invece che ai produttori venga imputato il 75% dello sfondamento, con il resto a carico dei governi regionali.<\/p>\n<p><strong>Insoddisfacenti, infine, anche le disposizioni dettate dalla Manovra<\/strong> in materia di acquisti centralizzati: va respinta la norma che impedisce di mettere in gara tra loro \u00abprincipi attivi differenti anche se aventi le stesse indicazioni terapeutiche\u00bb, perch\u00e9 toglie alle Regioni lo strumento delle gare in equivalenza terapeutica, da cui gli assessori stimano di ricavare \u00abeconomie valutabili, su base annua, nell\u2019ordine di 500-1.000 milioni di euro\u00bb. Pollice verso anche sulla norma che, in materia di gare sui biosimilari, impone la stipula di accordi quadro con tutti gli operatori titolari di medicinali a base del medesimo principio attivo\u00bb. Rinunciare alla leva della concorrenzialit\u00e0, \u00e8 la conclusione delle Regioni, costringerebbe a rinunciare a \u00abeconomie non inferiori al 25-35 %, per un risparmio non inferiore a 400 milioni di euro\u00bb.<\/p>\n<p>(<a href=\"https:\/\/www.federfarma.it\/Edicola\/Ultime-notizie\/10-11-2016-00-31-41.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">AS &#8211; 10\/11\/2016 &#8211; Federfarma<\/span><\/a>)<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ancora c\u2019era qualche dubbio, ieri \u00e8 stato fugato: il riordino dei tetti sulla spesa farmaceutica abbozzato dalla Manovra per il 2017 rappresenta \u2013 in quindici anni di 405\/2001 \u2013 il primo vero tentativo da parte di un governo centrale di arginare la distribuzione diretta. 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