{"id":29,"date":"2014-05-08T11:28:55","date_gmt":"2014-05-08T09:28:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=29"},"modified":"2014-05-13T10:52:09","modified_gmt":"2014-05-13T08:52:09","slug":"pubblicita-in-ospedale-prove-di-dialogo-con-il-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/pubblicita-in-ospedale-prove-di-dialogo-con-il-territorio\/","title":{"rendered":"Advertising in the hospital, evidence of dialogue with the local area"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Tabelloni dove scorrono filmati; televisioni interattive su totem; manifesti con foto di persone sorridenti o bei modelli: tutto questo si pu\u00f2 vedere sempre pi\u00f9 spesso negli ospedali e negli ambulatori delle Asl. La pubblicit\u00e0 \u00e8 uno dei nuovi mezzi con cui l\u2019azienda sanitaria, che molto ormai usa totem e monitor per comunicare con i cittadini, pu\u00f2 trarre profitti senza incidere sul proprio rapporto diretto di cura con il paziente. Meneghini e associati, azienda chiave nella raccolta di settore (ha avviato il Progetto Partner in Sanit\u00e0 con cui destina parte dei proventi al miglioramento di servizi all\u2019utenza e di accoglienza e a campagne informative) ha censito come l\u2019utenza di questi messaggi sia costituita da cittadini \u201csani\u201d: familiari e visitatori per un 45%, pazienti ambulatoriali per un 30%, operatori sanitari per un 15%, e fornitori e studenti per un 7%. In netta espansione in Emilia, Lombardia, Veneto, il fenomeno dalla parte dell\u2019ospedale \u00e8 visto anche in prospettiva etica. \u00abNoi abbiamo deciso di non ospitare spot e filmati e di non fruire di monitor, utilizzati piuttosto nelle nostre strutture come \u201ctaglia code\u201d e per veicolare messaggi informativi\u00bb, spiega\u00a0<strong>Salvatore Gioia<\/strong>, Direttore Amministrativo dell\u2019Azienda \u201cOspedale Sant\u2019Anna di Como\u201d, che sta sperimentando questo tipo di pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abI messaggi compaiono su manifesti e totem (che nel caso di Como ospitano cartelloni, foto, e non filmati, ndr), previa valutazione di ammissibilit\u00e0: non accettiamo sex shop, o compro oro. Non reputiamo inoltre corrette r\u00e9clame su farmaci, o latte in polvere per bambini. I totem sono collocati negli spazi comuni; anche se oggi la legge ammette la pubblicit\u00e0 nei reparti di degenza, abbiamo deciso di utilizzare solo spazi comuni e luoghi di passaggio. Al visitatore il messaggio non va imposto. Tutta l\u2019operazione ha una valenza etica. La raccolta \u00e8 indirizzata a tutti gli inserzionisti, ma in primo luogo pensando a chi offre servizi sul territorio: imprenditori che pagano alla fin fine l\u2019ospedale dal quale i loro soldi tornano in parte come servizi. Inoltre, il nostro contratto con Meneghini &amp; Associati, selezionata con gara pubblica, prevede accanto al pagamento all\u2019azienda ospedaliera di un canone fisso crescente nei tre anni e indipendente dai fatturati (25 mila euro il primo anno, 40 mila il secondo e 60 mila il terzo), il versamento di un\u2019ulteriore quota variabile, pari al 57% dei ricavi al netto delle spese per Iva, ammortamenti etc entro i 100 mila euro, che sale al 69% se i ricavi dovessero superare i 100 mila euro\u00bb.<\/p>\n<p>Per consistente che sia, Gioia ammette che l\u2019introito da pubblicit\u00e0 in ospedale si aggira intorno al cinquecentesimo del bilancio dell\u2019azienda. \u00abMa, a parte che siamo in fase sperimentale e pu\u00f2 crescere, si tratta comunque di entrate che permettono di affrontare piccole spese impreviste, o l\u2019acquisto di una macchina diagnostica, pagare stipendi, dare qualcosa \u2013 in termini di servizi in definitiva \u2013 che prima non avevamo\u00bb.<\/p>\n<p><strong><i><span style=\"font-family: Calibri;\">Mauro Miserendino<\/span><\/i><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tabelloni dove scorrono filmati; televisioni interattive su totem; manifesti con foto di persone sorridenti o bei modelli: tutto questo si pu\u00f2 vedere sempre pi\u00f9 spesso negli ospedali e negli ambulatori delle Asl. 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