{"id":29238,"date":"2016-12-28T12:38:08","date_gmt":"2016-12-28T11:38:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=29238"},"modified":"2017-01-04T12:09:06","modified_gmt":"2017-01-04T11:09:06","slug":"tribunale-del-malato-un-bilancio-delle-segnalazioni-problemi-gestione-orari-accesso-degli-isf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/tribunale-del-malato-un-bilancio-delle-segnalazioni-problemi-gestione-orari-accesso-degli-isf\/","title":{"rendered":"The Tribunal of the Sick takes stock of the reports. ISF access time management problems"},"content":{"rendered":"<p><em>Problemi con medici di famiglia\u00a0per gli orari inadeguati di ricevimento oltre che per la gestione degli accessi degli informatori scientifici<\/em><\/p>\n<p><em>Come ogni anno il TDM fa il resoconto delle segnalazioni ricevute.\u00a0<\/em>XIX Rapporto PiT Salute: accesso di lusso per i cittadini. E il SSN pare &#8220;in ritirata&#8221;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">XIX Rapporto PiT Salute: accesso di lusso per i cittadini. E il SSN pare &#8220;in ritirata&#8221;<\/h2>\n<p><strong>Aumentano tempi di attesa per operazioni e visite, strutture in cattive condizioni, medici e pediatri meno \u201cdisponibili\u201d. La fotografia del XIX Rapporto PIT Salute. <\/strong><br \/>\n<strong>\u201cSospendere intramoenia quando non si rispettano i tempi massimi nel pubblico, e valutare DG su rispetto tempi\u201d<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadinanzattiva.it\/comunicati\/salute\/9743-xix-rapporto-pit-salute-accesso-di-lusso-per-i-cittadini-e-il-ssn-pare-in-ritirata.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Comunicato\u00a0stampa &#8211;\u00a0Roma, 15 dicembre 2016<\/span><\/a><\/p>\n<p>Difficolt\u00e0 di accesso alle prestazioni (soprattutto complesse come visite, interventi, PMA), cattive condizioni delle strutture, difficolt\u00e0 nel rapporto con medici di famiglia e pediatri, deficit e costi dell\u2019assistenza residenziale e domiciliare, criticit\u00e0 per costi, limitazioni e indisponibilit\u00e0 dei farmaci, documentazione sanitaria incompleta o inaccessibile, lentezza nella procedura di riconoscimento della invalidit\u00e0 e dell\u2019handicap, maggiori criticit\u00e0 nella rete dell\u2019emergenza-urgenza. Sono queste le principali questioni che emergono dal <strong>XIX Rapporto Pit Salute (Progetto Integrato di Tutela)\u00a0del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva<\/strong>, presentato oggi a Roma, dal titolo \u201c<strong>Servizio sanitario nazionale: accesso di lusso<\/strong>\u201d e che si basa su <strong>21.493 segnalazioni<\/strong> giunte nel corso del 2015 al PiT Salute nazionale e ai PiT Salute locali e sezioni territoriali del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.cittadinanzattiva.it\/images\/comunicati\/salute\/xix-rapporto-pit-salute-accesso-di-lusso-per-i-cittadini-e-il-ssn-pare-in-ritirata_INFOGRAFICHE2016-05.jpg\" alt=\"xix rapporto pit salute accesso di lusso per i cittadini e il ssn pare in ritirata INFOGRAFICHE2016 05\" \/><\/p>\n<p><em>\u201cSe lo scorso anno abbiamo denunciato che si stavano abituando i cittadini a considerare il privato e l\u2019intramoenia come prima scelta, ora ne abbiamo la prova: le persone sono state abituate a farlo per le prestazioni a pi\u00f9 basso costo (ecografie, esami del sangue, etc.). Non perch\u00e9 non vogliano usufruire del SSN, ma perch\u00e9 vivono ogni giorno un assurdo: per tempi e peso dei ticket, a conti fatti, si fa prima ad andare in intramoenia o nel privato. E il SSN, in particolare sulle prestazioni meno complesse, e forse anche pi\u00f9 \u201credditizie\u201d, ha di fatto scelto di non essere la prima scelta per i cittadini. Secondo assurdo: si tratta di prestazioni previste nei Livelli Essenziali di Assistenza, quindi un diritto. E\u2019 questa la revisione dei LEA \u201cin pratica\u201d che i cittadini gi\u00e0 sperimentano ogni giorno.<\/em><br \/>\n<em>Il SSN rimane invece quasi insostituibile per la maggior parte delle persone, per le prestazioni a pi\u00f9 alto costo, o particolare impiego di alte tecnologie e professionalit\u00e0 sulle quali per\u00f2 esistono crescenti difficolt\u00e0 di accesso, oltre che discriminazioni tra cittadini. Ma alle prese con obsolescenza, fatiscenza, igiene, ritardi nella manutenzione e riparazione dei macchinari: tutti fattori che incidono su qualit\u00e0 e sicurezza delle cure e dei luoghi di cura. Insomma l\u2019effetto sui cittadini delle scelte politico-amministrative \u00e8 di un Servizio Sanitario Nazionale che sembra \u201cin ritirata\u201d<\/em>. Queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva.<\/p>\n<p>Tema trasversale quello dei <strong>costi privati <\/strong>per curarsi, evidentemente troppo pesanti per le tasche dei cittadini: <strong>pi\u00f9 di uno su dieci (10,8%) segnala l\u2019insostenibilit\u00e0 economica delle cure<\/strong>.<\/p>\n<table class=\"aligncenter\" style=\"height: 410px;\" border=\"1\" width=\"512\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Costi relativi a<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"74\"><strong>2015<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"74\"><strong>2014<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">\n<p style=\"text-align: left;\">Ticket per esami diagnostici e visite specialistiche<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">30,3%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">21,3%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">Medicines<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">20,0%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">26,6%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">Prestazioni intramoenia<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">18,2%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">18,9%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">Degenza in residenze sanitarie assistite<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">9,1%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">7,7%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">Mobilit\u00e0 sanitaria<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">8,7%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">10,4%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">Mancata esenzione per alcune patologie rare<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">4,4%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">5,3%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">Ticket Pronto soccorso<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">3,5%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">3,7%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">\n<p style=\"text-align: center;\">Duplicazione cartelle sanitarie<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">3,0%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">0,5%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">Carenza nell\u2019assistenza protesica e integrativa<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">2,2%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">5,1%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\">Visite domiciliari<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">0,6%<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\">0,5%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"357\"><strong>Total<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\"><strong>100%<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"74\"><strong>100%<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Fonte: XIX Rapporto PiT Salute 2016 \u2013 Cittadinanzattiva<\/em><\/p>\n<p><strong>Accesso di lusso: 2 anni di attesa per la rimozione di protesi, 15 mesi per una mammografia<\/strong><br \/>\nEntrando nel dettaglio, quasi una segnalazione su tre (30,5%, rispetto al 25% del 2014) nel 2015 ha, infatti, riguardato le difficolt\u00e0 di accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, per liste di attesa (54,5%), ticket (30,5%), intramoenia (8,4%).<br \/>\nSelf <strong>diminuiscono le segnalazioni di liste di attesa per esami diagnostici<\/strong> semplici, dal 36,7% del 2014 al 25,5% del 2015, <strong>crescono <\/strong>invece decisamente per <strong>gli interventi chirurgici<\/strong> (35,3% nel 2015 vs il 28,8% del 2014) e per <strong>le visite specialistiche<\/strong> (34,3% vs 26,3%).<br \/>\nIn testa, per segnalazioni su lunghi tempi di attesa negli interventi chirurgici, l\u2019area di ortopedia, con il 30,7% (era il 27,5% nel 2014); per le visite specialistiche l\u2019area oculistica (25% vs 18,5% nel 2014); per gli esami diagnostici, le prestazioni per le quali si attende di pi\u00f9 sono le ecografie (18,8%, 24,1% nell\u2019anno precedente).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.cittadinanzattiva.it\/images\/comunicati\/salute\/xix-rapporto-pit-salute-accesso-di-lusso-per-i-cittadini-e-il-ssn-pare-in-ritirata_INFOGRAFICHE2016-04.jpg\" alt=\"xix rapporto pit salute accesso di lusso per i cittadini e il ssn pare in ritirata INFOGRAFICHE2016 04\" \/><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito delle segnalazioni sui <strong>tickets<\/strong>, a pesare sono soprattutto i costi per diagnostica e specialistica (41%); segue la mancata applicazione dell\u2019esenzione (24,5%, nel 2014 era il 10,9%); i costi per le prestazioni a totale carico dei cittadini (20,8%, 17,8% nel 2014).<\/p>\n<p><strong>Stabili le segnalazioni sugli errori sanitari. Ma le strutture hanno gravi carenze<\/strong><br \/>\nStabili le segnalazioni sulla presunta malpractice e la sicurezza delle strutture che raccolgono il 14,6% (era il 15,4% nel 2014). In questo ambito per\u00f2 si segnala un peggioramento delle <strong>condizioni delle strutture<\/strong> (25,7% vs 17% dell\u2019anno precedente), legato principalmente al malfunzionamento dei macchinari (41,9% vs al 38,2%), alle precarie condizioni igieniche (30,1% vs 35,3%) e agli ambienti fatiscenti (28,1% vs 26,5%).<br \/>\nTHE <strong>presunti errori<\/strong> pesano di pi\u00f9 nell\u2019area delle terapie (58,3%), e in seconda battuta nell\u2019area diagnostica (41,7%). In testa, fra gli errori terapeutici, quelli di ortopedia (14,3%, ma in diminuzione rispetto al 2014 \u2013 28,4%) e in ginecologia e ostetricia (14%, ma nel 2014 erano l\u20198,3%); a seguire la chirurgia generale (12,9% vs 14,1%). Anche in ambito diagnostico, gli errori si verificano pi\u00f9 di frequente in ortopedia (15,6%, 17,4% nel 2014) e in ginecologia ed ostetricia (15,2%, nel 2014 l\u2019area raccoglieva il 9,8% delle segnalazioni).<br \/>\nDa una disamina delle segnalazioni di presunti errori giunte al nostro servizio di consulenza, emerge che, su 768 consulenze medico legali, in <strong>quasi due casi su tre (63%) si sconsiglia l\u2019azione legale<\/strong>. Se nel 57% dei casi manca il nesso di causalit\u00e0, dunque non \u00e8 ravvisabile una diretta responsabilit\u00e0 sanitaria, <strong>in circa un caso su tre (32%) la documentazione clinica consegnata dalle strutture \u00e8 incompleta o inadeguata<\/strong> e ancora per l\u201911% sono decorsi i termini per l\u2019azione legale.<br \/>\nSulle denunce fatte dai cittadini pesa, oltre al possibile errore interpretativo del paziente sull\u2019operato dei professionisti sanitari (39%), anche il vissuto di trattamenti poco umani da parte del personale (34%) e la mancanza di adeguate informazioni fornite dallo stesso (27%).<\/p>\n<p><strong>Medicina di territorio: in aumento problemi con medici e pediatri di famiglia<\/strong><br \/>\nSebbene l\u2019area generale dell\u2019assistenza territoriale raccolga meno segnalazioni rispetto al passato (11,5% nel 2015, 15,3% nel 2014), al suo interno emergono dati contrastanti che danno idea di diverse problematiche.<br \/>\nIn crescita i <strong>problemi con medici di famiglia e pediatri<\/strong>, che raccolgono pi\u00f9 di un terzo delle segnalazioni dell\u2019area: le principali questioni riguardano il rifiuto di prescrizioni da parte del medico (28,4%, +4% rispetto al 2014), gli orari inadeguati di ricevimento (25,4%, +12%), la sottostima del problema di salute (17,9%, +6%).<br \/>\nIn tema di <strong>assistenza residenziale<\/strong>, soprattutto nelle RSA, un terzo dei cittadini lamenta la scarsa assistenza medico-infermieristica (-4% rispetto al 2014), un altro terzo i costi eccessivi delle rette per la degenza (+11%), le lunghe liste di attesa (-5%), la distanza dal domicilio della famiglia (-2%).<br \/>\nSul tema della <strong>salute mentale<\/strong>, i cittadini segnalano il ricovero in strutture inadeguate (31,3%, +3%), le difficolt\u00e0 familiari nella gestione della problematica (22,4%), la scarsa qualit\u00e0 dell\u2019assistenza fornita dal Dipartimento o dal centro di salute mentale (17,9%, +6%).<br \/>\nSulla <strong>riabilitazione<\/strong>, le segnalazioni riguardano per lo pi\u00f9 quella effettuata all\u2019interno delle strutture sanitarie (43%), per la quale un terzo ravvisa scarsa qualit\u00e0 del servizio, quasi un quarto la mancata attivazione, un quinto la carenza di posti letto; quasi il 30% riguarda la riabilitazione ambulatoriale, per la quale i cittadini lamentano disagi legati all\u2019attivazione del servizio (55,6%) e la scarsit\u00e0 di ore (44,4%); infine il 27% riguarda la riabilitazione a domicilio, per la quale il 31% segnala la difficolt\u00e0 nell\u2019attivarla, il 21% la riduzione del servizio e un ulteriore 21% (in crescita di ben l\u201911% rispetto al 2014) la totale sospensione dello stesso.<br \/>\nIn tema di <strong>assistenza domiciliare<\/strong>, quasi la met\u00e0 delle segnalazioni (44,8%) riguarda le difficolt\u00e0 di avere informazioni e la complessit\u00e0 nell\u2019iter di attivazione; il 12,6% l\u2019inesistenza del servizio o le lunghe liste di attesa.<br \/>\nPer l\u2019<strong>assistenza protesica e integrativa<\/strong>, il cittadino denuncia i lunghi tempi di attesa (47,6%), l\u2019insufficienza delle forniture (26,2%), la scarsa qualit\u00e0 dei prodotti (26,2%). In particolare, le protesi oggetto di lamentala sono quelle per gli arti inferiori (24%), carrozzine, montascale, deambulatori (20%), scarpe ortopediche e apparecchi acustici (16%), busti e corsetti (4%).<\/p>\n<p><strong>Informazioni scarse, documentazione carente<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 di un cittadino su dieci (11,4%) segnala <strong>carenze di informazioni in ambito sanitario<\/strong> e di accesso alla documentazione sanitaria. Le informazioni scarseggiano soprattutto sulle prestazioni assistenziali (30%), sull\u2019assistenza sanitaria di base (25%), in materia di consenso informato (22%). L\u2019<strong>accesso alla documentazione sanitaria<\/strong> \u00e8 considerata problematica soprattutto per i tempi lunghi per il rilascio (45,5%) o per il rifiuto da parte della struttura sanitaria nel rilasciarla al paziente (23,4%). In netta crescita le segnalazioni di documentazione incompleta (14,3%, erano solo il 3,2% nel 2014).<\/p>\n<p><strong>Invalidit\u00e0 ed handicap, in media 30 mesi per ottenerne il riconoscimento <\/strong><br \/>\nUna segnalazione su dieci riguarda il tema della invalidit\u00e0 ed handicap. La lentezza dell\u2019iter burocratico per il riconoscimento rappresenta la problematica principale, con il 58,2% delle segnalazioni, lentezza che si riscontra in gran parte (65%) nella fase di presentazione della domanda.<br \/>\nDalla convocazione a prima visita, che richiede in media 8 mesi, alla ricezione del verbale che comporta un\u2019attesa di ulteriori 10, fino alla erogazione dei benefici economici (in media 12 mesi dopo), il cittadino deve aspettare in media 30 mesi, ulteriori due in pi\u00f9 rispetto ai tempi segnalati nel 2014.<br \/>\nTempi non accettabili per i cittadini che si sono rivolti al TDM, considerando che sono prevalentemente affetti in un terzo dei casi da malattie oncologiche, da patologie croniche e neurologiche degenerative (27,5%), legate all\u2019invecchiamento (18%) e rare (10,7%).<\/p>\n<p><strong>Lunghe attese al Pronto Soccorso e triage non trasparente<\/strong><br \/>\nL\u2019ambito dell\u2019assistenza ospedaliera raccoglie il 10% delle segnalazioni. I maggiori disagi si registrano <strong>nell\u2019emergenza urgenza<\/strong> con un dato che giunge nel 2015 al 62,8% rispetto al 50,7% del 2014. Si tratta soprattutto di lunghe attese al Pronto Soccorso (45,3%) e di assegnazione del triage non trasparente (40,5%, +15% rispetto al 2014): ai cittadini che ricorrono al PS insomma sembra spesso di aspettare troppo, anche perch\u00e9 ben poche strutture spiegano come viene assegnato il codice e ancora meno quelle dotate di monitor per indicare i tempi di attesa per codice di priorit\u00e0.<br \/>\nSecondo ambito problematico \u00e8 quello dei <strong>ricoveri<\/strong> (23,8%): \u00a0il 45% segnala di aver \u201csubito\u201d il rifiuto o perch\u00e9 il ricovero \u00e8 ritenuto inappropriato dal personale medico o per tagli ai servizi; un quinto segnala di essere stato ricoverato in reparto inappropriato,<br \/>\nThe <strong>dimissioni ospedaliere<\/strong> raccolgono il 13,4% delle segnalazioni: sono ritenute improprie per il 65,4% dei cittadini, pi\u00f9 di uno su quattro riscontra difficolt\u00e0 nell\u2019esser preso in carico dal territorio.<\/p>\n<p><strong>Farmaci: boom di richieste di informazione sulle nuove terapie per l\u2019Epatite C<\/strong><br \/>\nIl 5,8% delle segnalazioni riguarda il tema dei farmaci (era il 4,6% nel 2014). Nel corso del 2015 \u00e8 emerso il problema dell\u2019accesso ai <strong>nuovi farmaci per l\u2019epatite C<\/strong> che riguarda il 31% delle segnalazioni, soprattutto per la mancanza di informazioni sulle nuove terapie (45%), sui criteri di accesso dell\u2019AIFA (27,5%), sui Centri prescrittori (9,5%). A seguire nell\u2019ambito dei farmaci, la questione dell\u2019<strong>indisponibilit\u00e0 di alcuni medicinali<\/strong> (27,3%) per carenza in farmacia (45,7%), ritardi nell\u2019erogazione dei farmaci ospedalieri (33,2%), ritiro dal mercato (15,8%), farmaci non commercializzati in Italia (5,3%).<br \/>\nUn 20% di segnalazioni riguarda invece la <strong>spesa per i farmaci<\/strong> considerata elevata dai cittadini che devono: pagarli privatamente (63%), sostenere la differenza di prezzo fra generico e brand (26%), affrontare l\u2019aumento del ticket (10,5%).<\/p>\n<p><em>\u201c\u00c9 sotto gli occhi di tutti la necessit\u00e0 di riallineare i problemi che vivono i cittadini quotidianamente, con le scelte e gli interventi delle istituzioni. E per farlo \u00e8 indispensabile garantire la partecipazione delle organizzazioni dei cittadini nella definizione, implementazione e valutazione delle politiche socio-sanitarie. A partire dalla \u201cquestione LEA\u201d. Chiediamo che rappresentanti delle organizzazioni di cittadini siano componenti del Comitato permanente per la verifica dei LEA e della Commissione nazionale per l\u2019aggiornamento dei LEA\u201d<\/em>, ha quindi concluso Tonino Aceti.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono sei le priorit\u00e0<\/strong> su cui lavorare secondo il Tribunale per i diritti del malato.<br \/>\nAnzitutto <strong>contrastare le lunghe liste di attesa<\/strong>, con un nuovo Piano nazionale di Governo e l\u2019inserimento del rispetto dei tempi massimi tra i criteri di valutazione dei Direttori Generali; la definizione di tempi massimi per tutte le prestazioni; la gestione informatizzata e centralizzata delle liste di attesa di tutte le strutture (pubbliche e convenzionate) per esami, visite e interventi chirurgici e ricoveri in piena trasparenza, cos\u00ec che i cittadini possano avere pieno accesso a tutte le agende e si evitino distorsioni di uso \u201cprivato\u201d del sistema pubblico. In secondo luogo vanno garantiti <strong>trasparenza e controllo sull\u2019intramoenia <\/strong>per evitare abusi, anche bloccando immediatamente le prestazioni in intramoenia quando non si \u00e8 in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi nel canale pubblico o quando i volumi delle prestazioni in intramoenia o i tempi sono sbilanciati rispetto al canale pubblico. E ancora controlli e trasparenza su orari, riscossione, costi, luoghi, oltre che scongiurare che sia una scorciatoia o un canale preferenziale per accedere al Servizio pubblico per prestazioni o ricoveri. I ricavi diretti dell\u2019intramoenia, inoltre, andrebbero destinati all\u2019abbattimento dei tempi di attesa. La terza proposta \u00e8 <strong>l\u2019abolizione del superticket da 10 euro<\/strong> e revisione della intera normativa per garantire effettiva equit\u00e0. Ancora, va garantita la <strong>contemporaneit\u00e0 della riorganizzazione della rete ospedaliera con quella dell\u2019assistenza territoriale<\/strong>, affiancando agli standard nazionali ospedalieri quelli per \u201cl\u2019assistenza territoriale\u201d, e assicurando una risposta adeguata, tempestiva, continuativa e di qualit\u00e0 nei casi di emergenza-urgenza. Da ultimo, non per importanza, va avviata una azione <strong>puntuale di monitoraggio<\/strong> <strong>effettivo della sicurezza strutturale<\/strong> dei presidi sanitari e <strong>renderne <\/strong>trasparenti ed accessibili ai cittadini i risultati; utilizzare le risorse allocate per l\u2019edilizia sanitaria e non ancora spese, utilizzando criteri predefiniti e trasparenti di attribuzione delle priorit\u00e0 di intervento. <strong>Investire sul personale e mettere a punto gli standard<\/strong>, contrastando derive che perdono di vista le specificit\u00e0 e i bisogni delle persone, a solo vantaggio del contenimento dei costi.<\/p>\n<p>Related news: <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/sanita-sic-al-collasso-spesa-carico-famiglie-15\/\" target=\"_blank\">Sanit\u00e0, Sic: \u00e8 al collasso. 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