{"id":29334,"date":"2017-01-03T13:21:11","date_gmt":"2017-01-03T12:21:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=29334"},"modified":"2017-01-13T17:39:30","modified_gmt":"2017-01-13T16:39:30","slug":"la-verita-sul-marketing-dei-farmaci-europa-n-d-r","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/la-verita-sul-marketing-dei-farmaci-europa-n-d-r\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0 sul marketing dei farmaci in Europa. N.d.R."},"content":{"rendered":"<p><em>Vi sono evidenze di come l\u2019informazione fornita della aziende non porti ad alcun miglioramento delle prescrizioni, ma possa influire negativamente sulle stesse e sul comportamento professionale con il risultato di prescrizioni inadeguate o <strong>informazioni distorte <\/strong>nei confronti dei pazienti\u00a0<\/em><\/p>\n<p>\u201cFact or Fiction? Ecco cosa devono sapere i professionisti della salute sul <strong>marketing dei farmaci <\/strong>nell\u2019Unione Europea\u201d. \u00c8 questo il titolo provocatorio del <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/haiweb.org\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Fact-or-Fiction-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">relationship<\/a><\/span> pubblicato dall&#8217;Health Action International. L&#8217;associazione <a href=\"http:\/\/www.nograzie.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cNo Grazie Pago io\u201d<\/a> ha tradotto e condensato le parti principali di questo testo utile a comprendere come funziona il marketing dei farmaci nell&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p>Of <a title=\"Redazione InformaSalus.it\" href=\"http:\/\/www.informasalus.it\/it\/autori\/redazione-informasalus.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Redazione InformaSalus.it<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.informasalus.it\/it\/articoli\/verita-marketing-farmaci.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">02\/01\/2017 &#8211; InformaSalus<\/span><\/a><\/p>\n<p>\u201c<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.comunicazionefarmaceutica.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Pianificare-il-ROI-Informazione-Scientifica.jpg\" alt=\"Risultati immagini per marketing farmaceutico\" width=\"387\" height=\"258\" \/>Gli operatori della sanita\u0300 &#8211; si legge nella prefazione &#8211; sono esposti in modo pressante al marketing farmaceutico. Vi sono evidenze di come l\u2019informazione fornita della aziende non porti ad alcun miglioramento delle prescrizioni, ma possa influire negativamente sulle stesse e sul comportamento professionale. Gli operatori sanitari vengono in contatto con materiale promozionale gia\u0300 da studenti senza che nel contempo siano forniti strumenti critici adeguati. Cio\u0300 rende gli operatori stessi impreparati al confronto con il potere persuasivo messo in campo dalle aziende farmaceutiche, con il risultato di prescrizioni inadeguate o <strong>informazioni distorte <\/strong>nei confronti dei pazienti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa <strong>promozione di un farmaco <\/strong>\u2013 spiega il primo capitolo dell&#8217;opuscolo &#8211; ricalca il suo ciclo vitale:\u00a0The Drug Life Optimisation Model\u00a0(DLO). Per ottimizzare i profitti una strategia comunemente usata e\u0300 quella di dividere il periodo di marketing (vita del farmaco) in tre stadi, la fase di pre-lancio (iniziale), il ciclo del mercato in esclusiva (intermedio) e quello dopo la perdita del brevetto (tardivo).<\/p>\n<p>La fase iniziale prevede la <strong>formazione della consapevolezza <\/strong>di una certa affezione o malattia e prepara il pubblico ad un bisogno da soddisfare. In questo periodo si cerca di pubblicare solo gli studi favorevoli come e\u0300 stato dimostrato per i coxib (Vioxx), gli antidepressivi, il Tamiflu.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;esclusiva (intermedio) che dura in genere 20 anni, a brevetto scaduto, inizia la fase di competizione con i generici, con battaglie legali, ricorsi alle agenzie del farmaco, modifiche alla formulazione del prodotto, sostegno pubblicitario per dimostrare che in ogni caso l&#8217;originale e\u0300 piu\u0300 sicuro del generico. Viene fatto credere che il <strong>profitto raggiunto<\/strong> in fase tardiva andra\u0300 reinvestito in nuovi prodotti affidabili oltre a ripagare le spese di produzione. In realta\u0300 l&#8217;obiettivo e\u0300 quello di mantenere il farmaco nel mercato il piu\u0300 a lungo possibile\u201d.<\/p>\n<p>Nel mercato dei farmaci si assiste ad una vera innovazione o si tratta prevalentemente di marketing? \u201cLa rivista Prescrire ha recentemente riclassificato i farmaci apparsi sul mercato dal 1981 al 2010 dividendoli in tre categorie di valore terapeutico, negativo, neutro e positivo. Quest&#8217;ultima era la categoria meno rappresentata, evidenziando come la maggior parte dei farmaci non rappresenti un reale avanzamento nell\u2019armamentario terapeutico.<br \/>\nTra il 2000 ed il 2007 la spesa per la ricerca si e\u0300 attestata sul 17% del bilancio di una azienda farmaceutica mentre il marketing e\u0300 arrivato al 23%, cio\u0300 dimostra come molti prodotti restino sul mercato perche\u0301 fortemente pubblicizzati <strong>a scapito del progresso terapeutico<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl marketing \u2013 si legge ancora nel capitolo II &#8211; e\u0300 una <strong>battaglia sulla percezione<\/strong>, non sul prodotto in se\u0301. Posizionarsi nel mercato vuol dire far percepire positivamente il proprio brand al consumatore. Far sentire la presenza di un marchio, di un logo, e\u0300 la vera battaglia; una volta che il brand e\u0300 percepito come positivo, non occorre piu\u0300 dimostrarlo nuovamente, \u201cbasta la parola\u201d.<\/p>\n<p>Il farmaco che vendera\u0300 di piu\u0300 non sara\u0300 necessariamente il migliore ma quello percepito come tale. Nel 2012 i farmaci sono arrivati al 20% della spesa UE per la salute, la voce piu\u0300 importante dopo le cure ospedaliere ed extra-ospedaliere. Si tratta di un <strong>mercato con regole \u201cspeciali\u201d<\/strong>. I farmaci sono un prodotto di largo consumo ma che puo\u0300 avere effetti negativi sulla nostra salute. Per questo il paziente non decide cosa acquistare, lo fanno i medici, che non pagano il prodotto, il quale sara\u0300 a carico del servizio sanitario o delle assicurazioni. Di questa catena, l\u2019anello piu\u0300 importante per le case farmaceutiche e\u0300 il medico, unico prescrittore, quello che devono \u2018motivare\u2019 per ottimizzare i profitti\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/qualitymark.com.br\/media\/catalog\/product\/cache\/1\/image\/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95\/8\/4\/846.jpg\" alt=\"Immagine correlata\" width=\"195\" height=\"280\" \/>\u201cAnche i cittadini possono diventare<strong> target del marketing<\/strong>. Fortunatamente la pubblicita\u0300 diretta di un farmaco al consumatore (DTCA =\u00a0direct-to-consumer-advertising) e\u0300 bandita in UE, almeno per il momento. Ma esistono leawareness campaign\u00a0(campagne di informazione) che possono trasformarsi in pubblicita\u0300 occulta. Al termine della campagna le prescrizioni di farmaci aumentano, anche se il prodotto non e\u0300 stato direttamente menzionato, basta che si usi la frase \u201cchiedi al tuo medico\u201d. Cosi\u0300 e\u0300 stata la fortunatissima campagna Pfizer sulla disfunzione erettile per vendere il Viagra\u201d.<\/p>\n<p>Ma come si espande il mercato? \u201cCreare il bisogno di un prodotto e\u0300 un must nella <strong>strategia del marketing<\/strong> e viene usato in diversi modi: il\u00a0disease mongering\u00a0ne e\u0300 un esempio, un altro e\u0300 la spinta ad usi\u00a0off-label\u00a0o le campagne di \u2018aderenza\u2019 alla terapia\u201d.<br \/>\nDisease mongering significa \u201cletteralmente &#8216;vendita di malattie fasulle&#8217;, che si puo\u0300 realizzare in diversi modi. Si possono ad esempio abbassare i parametri che dividono il sano dal potenzialmente malato, quali i valori di pressione, di colesterolo o di glicemia. Si possono trasformare situazioni usuali come la timidezza, la calvizie, la menopausa in vere e proprie affezioni da curare. Si possono esagerare i rischi di una certa malattia con campagne pubblicitarie aggressive\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn altro modo per espandere il consumo di un farmaco e\u0300 quello di spingere al suo utilizzo per <strong>indicazioni non registrate<\/strong> (off label) magari pagando opinion leader o offrendo corsi ECM. Un ben noto esempio sono i farmaci biologici in oncologia dove l&#8217;off label puo\u0300 arrivare al 75% dell\u2019uso reale. Ricordiamo inoltre la <a href=\"http:\/\/www.informasalus.it\/it\/articoli\/farmaco-mediator-denunce.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vicenda del Mediator\u00ae<\/a> (benfluorex) registrato inizialmente come terapia del diabete e poi usato come soppressore dell\u2019appetito in molti paesi europei, oltre alla Francia dove era stato registrato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn ulteriore modo per attuare il\u00a0disease mongering\u00a0e\u0300 creare condizioni di maggiore aderenza alla terapia attraverso programmi ad hoc che motivino medici, farmacisti e magari anche i pazienti, a mantenere la terapia piu\u0300 a lungo possibile\u201d.<\/p>\n<p>Cosa protegge dunque gli operatori della salute dal <strong>comportamento non etico<\/strong> delle aziende farmaceutiche?<\/p>\n<p>\u201cEsistono leggi per far si\u0300 che la promozione dei farmaci e gli interessi commerciali non scavalchino i limiti e vadano a minare la buona pratica clinica. Vi sono allo scopo tre bracci regolatori:<br \/>\n1. la legislazione UE;<br \/>\n2. le normative dei singoli stati, che la accoglie;<br \/>\n3.\u00a0 i codici di comportamento volontari di aziende farmaceutiche e societa\u0300 scientifiche\u201d.<\/p>\n<p>Eppure l&#8217;autoregolamentazione non funziona ed il motivo principale \u00e8 il <strong>conflitto di interessi<\/strong>: \u201cil controllore ed il controllato coincidono. Si tratta di un comportamento lasciato alla volonta\u0300 delle singole aziende, non sanzionato dalla legge. Spesso si arriva con (colpevole) ritardo, quando il consumatore e\u0300 gia\u0300 stato esposto agli effetti nocivi dell\u2019informazione scorretta. Quando anche comminate, le multe appaiono ridicole in confronto ai profitti realizzati e non scoraggino l\u2019iterazione del comportamento\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>Leggi il rapporto completo <a href=\"http:\/\/haiweb.org\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Fact-or-Fiction-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cFact or Fiction? What Healthcare Professionals Need to Know about Pharmaceutical Marketing in the European Union\u201d<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p>Related news:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.italiani.net\/index.php\/scienza\/1736-aziende-farmaceutiche-e-marketing.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Aziende farmaceutiche e marketing<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">____________________________________________<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Ed<\/strong><\/span>.: come dovrebbe essere noto, in Italia esiste, in attuazione di direttive europee, il <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/deleghe\/06219dl.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Legislative Decree 219\/06<\/span><\/a> che dall&#8217;art. 119 e seguenti regolamenta l&#8217;attivit\u00e0 d&#8217;informazione scientifica. La Legge, nelle sue intenzioni, affida all&#8217;Informazione Scientifica un delicato ruolo sociale di contenimento della spesa pubblica e razionalizzazione dell&#8217;uso dei farmaci.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/image.slidesharecdn.com\/ilruolodelregulatoryaffairsnellindustriafarmaceutica-111211083949-phpapp01\/95\/il-ruolo-del-regulatory-affairs-nellindustria-farmaceutica-farma-bschool-28-728.jpg?cb=1323594598\" alt=\"Risultati immagini per d. lgs 219\/06\" width=\"454\" height=\"340\" \/>L&#8217;art. 122 specifica:\u00a0&#8220;<em><strong>Scientific reps must report to the scientific service referred to in Article 126, <span style=\"text-decoration: underline;\">on which they depend<\/span><\/strong>, and to the head of the pharmacovigilance service referred to in paragraph 4 of article 130, all information on the undesirable effects of medicines, attaching, where possible, a copy of the reporting forms used by the doctor pursuant to title IX<\/em>&#8220;. L&#8217;art. 126 precisa che &#8220;<em><strong>Ogni impresa titolare dell&#8217;AIC di medicinali deve essere dotata di un servizio scientifico incaricato dell&#8217;informazione sui medicinali<\/strong> che immette sul mercat<\/em>o&#8221; e che &#8220;<strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">The Scientific Service must be independent from the Marketing Service<\/span> dell&#8217;impresa farmaceutica<\/em><\/strong>&quot; And <em>&#8220;verifica che gli informatori scientifici alle proprie dipendenze sono in possesso di una formazione adeguata e rispettino gli obblighi imposti dal presente decreto<\/em>&#8220;. Ed infine l&#8217;art. 127 afferma che &#8220;<em>In the event of irregular advertising carried out at healthcare professionals, AIFA adopts, if necessary, the measures indicated in article 118, paragraph 13<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>La legge \u00e8 chiarissima e non lascia dubbi.<\/p>\n<p>Al momento dell\u2019emanazione della legge, Farmindustria e Sindacati inseriscono l&#8217;ISF, nel rinnovo CCNL Chimici di luglio 2006, nell&#8217;area Marketing &#8211; Vendite cominciando ad intaccarne il profilo professionale che verr\u00e0 completato con il frettoloso rinnovo del 2012 dove con profili arzigogolati vengono inseriti concetti francamente dispregiativi della Legge e soprattutto il Livello C (profilo di venditore\/piazzista) per i nuovi assunti.<\/p>\n<p>L<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/image.slidesharecdn.com\/ilruolodelregulatoryaffairsnellindustriafarmaceutica-111211083949-phpapp01\/95\/il-ruolo-del-regulatory-affairs-nellindustria-farmaceutica-farma-bschool-29-728.jpg?cb=1323594598\" alt=\"Immagine correlata\" width=\"407\" height=\"305\" \/>\u2019art. 122 per\u00f2 afferma anche che \u201c<em>L&#8217;attivit\u00e0 degli informatori scientifici \u00e8 svolta sulla base di un rapporto di lavoro instaurato con un&#8217;unica impresa farmaceutica<\/em>\u201d, non specificando il tipo di rapporto di lavoro. Ci\u00f2 ha consentito assunzioni con il cosiddetto contratto ENASARCO, con il quale un informatore \u00e8 licenziabile in qualsiasi momento ed \u00e8 legato ad uno stipendio provvigionale basato sulle vendite con buona pace della legge e ovviamente licenziabile se non \u201cvende\u201d quanto stabilito dall\u2019azienda.<\/p>\n<p>Ma anche per gli ISF che rientrano nel CCNL non bisogna farsi illusioni: la legge \u00e8 ampiamente disattesa, anche dove nominalmente dipende dal \u201cServizio Scientifico\u201d quello che conta \u00e8 la vendita.<\/p>\n<p>A questo punto occorre farsi delle domande: dal 2006 ad oggi quante aziende sono state sanzionate per aver disatteso questi aspetti della legge? A quanto ci risulta nessuna. Siamo sicuri che tutte le aziende titolari di AIC sono dotate di un &#8220;Servizio Scientifico&#8221;? Chi controlla e deve far rispettare la legge perch\u00e9 non lo fa? Perch\u00e9 i sindacati accettano di inserire nel CCNL profili e norme palesemente contro la legge?<\/p>\n<p>Al momento non abbiamo risposte, o per lo meno, quelle che abbiamo non possiamo dirle. Chi fa articoli come quello sopra riportato dovrebbe farsi queste stesse domande e cercare delle risposte e denunciare &#8220;eventuali&#8221; violazioni di legge.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono evidenze di come l\u2019informazione fornita della aziende non porti ad alcun miglioramento delle prescrizioni, ma possa influire negativamente sulle stesse e sul comportamento professionale con il risultato di prescrizioni inadeguate o informazioni distorte nei confronti dei pazienti\u00a0 \u201cFact or Fiction? 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